sabato , 18 novembre 2017
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Ciao, nonna

di VALERIA ROSSI – Mi stavo inerpicando su per le scale di casa, ieri, con sacchetti della spesa vari, quando è suonato il cellulare. Sbircio il nome, vedo che è il figlio, gli rispondo “Sto rientrando adesso, mi richiami tra cin…” e qui mi blocco, perché sento che ha la voce rotta dal pianto.
Chi è madre può capire dove ti vada a finire il cuore sentendo tuo figlio piangere al telefono: a chi madre non è, non provo neanche a spiegarlo.
“CHE E’ SUCCESSO?” strillo, pensando (senza quasi sapere di pensarlo) a due possibilità: è morta la Bisturi – è morto Piccolo.
Quando hai un figlio e una quasinuora pieni di cani e gatti, le prime ipotesi che fai (in un nanosecondo) riguardano gli animali più anziani e quelli malati. Piccolo Principe è malato da tempo; la Bisturi sta benissimo, ma è vecchietta. Altre possibilità non mi passano neppure per la mente: un po’ perchè rifiuto di pensare che sia successo qualcosa agli umani, un po’ perché mio figlio, dai sei anni in poi, l’ho visto o sentito piangere solo quando moriva un animale.
becca3Però c’era un’altra cosa che non mi sarebbe proprio MAI venuta in mente: sentirmi dire, come invece ho sentito, “è morta Rebecca”.
“Ma no!”, ho detto.
E non era un “no” addolorato, ma proprio un “no” di rifiuto. Rifiuto totale.
Rebecca è ancora giovane, ha soltanto sei anni; Rebecca deve avere i cuccioli, ci stiamo preparando tutti al Grande Evento. E poi Rebecca sta benissimo, l’ho vista pochi giorni fa che saltava e giocava e veniva a strusciare il capoccione contro le mie gambe, spostandomi di due metri…
E invece è proprio vero: Rebecca non c’è più.
E’ stata la stramaledettima torsione di stomaco, quella che angoscia tutti i proprietari di cani di grande taglia. Quella che ti frega tanto spesso perché arriva di notte, quando tutti dormono e nessuno si accorge di niente. Al mattino vai a liberare i cani, bello contento e tranquillo, e te ne trovi uno immobile, già rigido e freddo. Una cosa che ti taglia le gambe, che ti lascia letteralmente a pezzi: a me ha fatto a pezzi solo sentendomelo raccontare al telefono, posso immaginare cosa sia stato viverlo.
Sono entrata in casa, ho posato i sacchetti non so come e non so dove: c’era Samba che mi saltava in testa come al solito, con la coda a mille, ma l’ho fermata senza ricambiare le sue feste. L’ho abbracciata (sì, proprio io che sostengo che i cani non si debbano abbracciare mai: ma quello non era un abbraccio per lei. Era un abbraccio di cui avevo bisogno io) e le ho detto “Sambina, è morta tua nonna”.
E poi sono scoppiata a piangere, perché non riuscirò mai a non piangere quando muore un cane. Piango perfino per quelli che non conosco, figuriamoci per un cane amico.
Samba mi ha guardato con una faccia perplessissima: nel suo anno e mezzo di vita non mi aveva mai visto piangere. Si è bloccata, ha smesso di farmi festa, si è infilata nel kennel e ha mugolato anche lei, uno dei suoi “pio pio”, però diverso dal solito. Un “pio pio” triste, come se avesse capito tutto.
Ovviamente io me la sono fatta sotto. “Oddio, non è che stai male pure tu, vero?” ho pensato (e le ho detto). Perché queste cose non fanno solo male: ti spaventano anche a morte. Cominci a guardare il tuo cane con angoscia, a cercare sintomi, a preoccuparti di brutto.
Ma no, Samba non aveva niente di niente: era solo empatia pura e semplice, era solo quel “se piangi tu piango anch’io” che ti commuove a sangue e manda altre lacrime a sommarsi a quelle che già stavi versando.

becca1Poi te la fai passare. Te la devi far passare, perché a vita è fatta anche di queste cose, e la vita cinofila è fatta spesso di queste cose.
Quindi vai a lavorare, vai al campo, ti porti dietro il tuo cane e lo fai giocare con gli altri. E Samba ha giocato, così come ha giocato Tuono, il figlio di Rebecca che era nel recinto con lei quando è successo.
Poco fa il figlio mi ha scritto su skype: “Io invidio molto questa cosa ai cani… anche Tonino già ieri pomeriggio era pacioccone come sempre. Un pelo più mogio, ma non come al mattino, quando era abbacchiatissimo”.
Chissà cosa sentono, cosa provano, se e come capiscono la morte. Ce la tiriamo da grandi esperti, ma in realtà di cani ne sappiamo così poco, così poco…
Di sicuro sappiamo che fotocopiano i nostri, di sentimenti. Perfino Samba, che è ancora poco più di una cucciola. Oddio, la Bisturi no: mi dicono che lei non è cambiata di una virgola. Gli staffy non si rendono conto, si sa. E, dice sempre il figlio, “la sua ostinazione nel non capire un tubo di niente è riuscita a strappare un sorriso perfino a Fabiana”.
In un modo o nell’altro, i cani ti aiutano: o perché sono empatici, o perché sono semplicemente simpatici. Comunque aiutano ad andare avanti, ad accettare questa cosaccia immonda delle loro vite sempre troppo brevi, e in certi casi brevissime.

becca2Certo, ogni tanto la realtà di ciò che è successo ti prende a tradimento e ti molla una mazzata: la cucciolata che non arriverà mai, Samba che non obbedisce e Fabiana che le dice “sei proprio tutta tua nonna!”, Beccabecca (non solo veniva chiamata Rebecca invece di Dunja, che era il suo nome sul pedigree: ormai era Beccabecca per tutti) che “dà la sssampeeetta” con tutte e quattro le zampe, perché una sola è roba da chiahuahua, e se non stai attenta ti capotta… tutte queste cose che non ci saranno più e che ti arrivano addosso quando meno te lo aspetti, e mordono. Mordono forte.
Non come Becca che mordeva forte solo la manica, ma quando giocava con te era delicata come un gattino (anche se gattino di 50 chili, vabbe’).
Non era il mio cane, Rebecca. Non era neppure stata mia allieva come suo figlio, non l’ ho frequentata poi tantissimo: ma era la cagna della mia Sciurallevatrice, era la capostipite del suo allevamento, era la nonna di Samba. Come fa a non esserci più?
Non riesco a digerirlo io, immagino come possa sentirsi Fabiana. Anzi, purtroppo so esattamente come si sente Fabiana. Ed è per questo che sto faticando un sacco a scrivere queste righe, è per questo che non credo ancora a quello che sto scrivendo.
Come si saluta un cane ancora giovane, sano e forte, che se ne va così all’improvviso?
Forse l’unico modo è quello che ha usato ieri Fabiana sul suo profilo di Fb. E che riporto qui perché sono le parole giuste, sempre ammesso che esistano parole giuste, parole “possibili” per qualcosa che non avrebbe dovuto essere possibile:
Dicevamo sempre di te “l’erba cattiva non muore mai”, sembrava che nulla potesse fermarti; come hai sempre amato fare ci hai invece smentiti tutti, andandotene all’improvviso, e portando con te probabilmente un carico di nuove vite che attendevamo tutti di vedere sullo schermo dell’ecografia.
Grazie di esserci stata questi sei anni e mezzo, sei stata semplicemente meravigliosa, non serve aggiungere altro“.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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