venerdì , 24 novembre 2017
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Ma quanto dura “realmente” il calore nella cagna?

di VALERIA ROSSI – E’ il caso di dire che se ne sentono… di tutti i “calori“.
Da quello che “ehhh, ma non perdeva più sangue, quindi credevo che fosse finito!” a quello che “ma ha solo nove mesi, è ancora una cucciola, chi immaginava che potesse già restare incinta?”, passando per altre fantasiosissime dimostrazioni di non-conoscenza che producono tutte lo stesso risultato: cuccioli.
Cuccioli indesiderati, cuccioli di troppo, cuccioli che, almeno in parte, finiranno per incrementare la popolazione di canili e rifugi.
Non c’è proprio bisogno di aggiungere anche gli “incidenti” al novero già fin troppo numeroso dei cani nati solo perché i proprietari non si sono presi neppure la briga di leggersi due righe sul calore della femmina: ma c’è un tipo di incidente un po’ particolare, che riguarda invece coloro che questa briga se la sono presi eccome, che hanno letto tutto religiosamente… e che si ritrovano con la cagna incinta proprio perché hanno letto che l’estro solitamente dura una settimana, massimo dieci giorni.
Quindi fanno i conti: proestro 8-13 giorni (questa è la media), estro massimo dieci… a ventidue, ventitrè giorni dall’inizio delle perdite possiamo stare tranquilli e mollarla con i maschi senza timori.
Risultato: cuccioli, anche stavolta.
Certo, non sempre (è abbastanza raro, in realtà, che proestro ed estro raggiungano le punte massime di durata): ma può succedere.
E ci si incavola ancora di più, visto che ci si era informati per benino.

ciclodurataPurtroppo non solo Internet (che come dovremmo ben sapere è un ricettacolo incontrollato di “tutto e il contrario di tutto”), ma anche diversi libri riportano cicli più brevi di quanto non possano essere in realtà. Perfino le pubblicazioni scientifiche.
In particolare si leggono spesso frasi come “la cagna è solitamente recettiva dal decimo al quindicesimo giorno”: credo di aver scritto anch’io cose simili diverse volte… ma “solitamente” è la parola chiave!
In realtà è normale che scrivendo ci si riferisca alle medie e non agli estremi: però “media” non significa “certezza assoluta che le cose vadano così”.
Nelle cagne la durata delle fasi di calore è estremamente variabile: per quanto riguarda la letteratura scientifica disponibile si va da picchi  brevissimi di tre giorni di proestro più altri tre di estro agli estremi opposti di diciassette giorni di proestro e ventuno di estro.
Quindi un bel totale di trentotto giorni che richiedono un assoluto controllo sulle frequentazioni della fanciulla.
Come si fa a capire se la nostra cagna sta nella media, o se tende agli estremismi?
Purtroppo non si possono avere certezze assolute, perché la durata dell’estro non è legata alla taglia (invece l’insorgenza del primo calore sì: più sono piccole e prima maturano sessualmente), né alla razza.
Non è neppure sempre possibile “fare i conti” a partire dalla fine delle perdite ematiche, perché in alcuni casi (abbastanza rari pure questi… ma possibili) la cagna continua ad averne per tutta la durata dell’estro.
E se stessimo pensando che “ce lo dirà lei” quando il calore è finito, ovvero che non accetterà più il corteggiamento dei maschi, rischiamo di nuovo: perché in alcuni casi (nuovamente rari, ma nuovamente possibili) la cagna a un certo punto mostra di non volerne più sapere… ma dopo un paio di giorni, del tutto inspiegabilmente, torna disponibile. Ne so qualcosa, perché è successo proprio a me in allevamento. Devo dire che la cagna per fortuna non è rimasta incinta (era al primo calore, mi sarei sparata!): però ha fregato pure me, che in fatto di calori ed accoppiamenti non ero proprio scesa a valle la notte prima con la piena.
Sta di fatto che eravamo al diciottesimo giorno e che lei già da tre giorni mostrava ai maschi tutta una bella rastrelliera di denti, se ci provavano: quindi l’ho rimessa in box con il suo consueto compagno… e un paio d’ore dopo li ho trovati attaccati.
Da allora e per sempre, la mia decisione è stata: per quaranta giorni dall’inizio del proestro (ovvero dalle prime perdite), dai maschietti si sta alla larga.
Ed è la stessa precauzione che consiglio a tutti, se si vuole essere davvero certi al cento per cento di non avere sorprese.
Ovviamente parlo del periodo in cui consiglio di non lasciare insieme maschio e femmina senza sorveglianza umana: perché se siamo presenti e possiamo monitorare la situazione, allora possiamo essere meno estremisti.
Dopo un mesetto dall’inizio dell’estro, nella stragrande maggioranza dei casi, la cagna entra in diestro e non si concede più: se ci accorgessimo del contrario (e non ci vuole molto ad accorgersene, perché lei sposta la coda…), se l’abbiamo sotto controllo basta rimetterle il guinzaglio e tornare in “clausura” per qualche altro giorno.

NOTA: la foto di apertura è presa da google e la cagnolina ritratta non c’entra nulla con l’argomento dell’articolo: il fumetto (che ho aggiunto io) è solo umoristico. 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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