di VALERIA ROSSI – Trovo nella posta, stamattina, un’email che mi chiede un articolo su questo tema. La domanda nasce dalla storia vissuta da questa lettrice, che riporto qui:

Ieri sera mentre ero in pieno centro a Torino ho avvistato un cane da solo, visibilmente spaventato e quindi ho dedotto che fosse abbandonato o comunque scappato (correva sui binari del tram…). Ho perciò subito pensato a chiamare qualcuno per venire a recuperare il cane, anche perché io ero a piedi quindi non potevo proprio portarlo da nessuna parte… ma poi mi sono resa conto di non sapere chi chiamare!!!
Dopo una rapida ricerca via internet, sono partita dall’Enpa (nessuna risposta) per poi passare ai Vigili del Fuoco (ho pensato: se recuperano i gatti sugli alberi magari recuperano anche i cani…), i quali mi hanno dato un numero dei Vigili Urbani che però non era quello giusto; da qui ho avuto un nuovo numero dei Vigili che mi hanno passato il Canile Municipale, senza alcun successo (unico numero sempre occupato). Infine, dopo tre telefonate ai Vigili, questi mi hanno passato ad un altro canile, il quale ha poi fatto venire l’Enpa a prendere il cane (sorvoliamo sul fatto che alla fine tutti questi passaggi han fatto sì che ci volesse un’ora prima che arrivasse qualcuno!).
Vorrei sapere qual è la procedura corretta quando si incappa in cani abbandonati/scappati e cosa dice la legge a riguardo (ad esempio, i Vigili Urbani sono tenuti a venire a recuperare il cane in questione? Perché a me avevano proposto di portare io stessa il cane al canile, ma non avendo l’auto non potevo proprio muovermi). Inoltre, oltre a non sapere chi chiamare, non sapevo bene come comportarmi col cane: lo avvicino? Gli do da bere o da mangiare? Lo sposto?
Io nel dubbio gli ho solo offerto da bere, ma senza forzarlo. Però ad esempio, quando è poi arrivato il volontario a prendere il cane, mi ha chiesto “Si fa avvicinare? Toccare?” e io ho pensato “Ma che ne so, mica è il mio cane…”

cane-abbandonatoDa questo racconto si evince facilmente come un conto sia la teoria e un altro la pratica.
La nostra amica ha cercato di fare tutto per benino, ma è stata rimbalzata mille volte dall’uno all’altro… e questo succede veramente in moltissimi casi, perché tutte le Forze dell’Ordine sarebbero obbligate (per legge) ad intervenire (inviando sul posto il servizio di accalappiamento, che dovrebbe essere attivo 24h/24), ma nessuno ha voglia di farlo. O almeno, ben pochi.
Per quella che è la mia personale esperienza, fortunatamente piuttosto limitata perché non mi è capitato tantissime volte di trovare cani abbandonati/fuggiti, quello che risponde più attivamente alle segnalazioni è il Corpo Forestale: però ho letto su FB di un caso in cui il 1515 ha risposto che loro si occupano solo di animali selvatici.
A seguire viene la Polizia Municipale: questa mi è capitato di contattarla anche qui a Villastellone ed ha risposto con sollecitudine, ma l’impressione generale è che i vigili urbani siano tanto più pronti ed attivi quanto più il paese è piccolo. Dalle grandi città ho ricevuto segnalazioni di risposte ai limiti della maleducazione, e comunque un quasi immancabile “non abbiamo nessuno da mandare”, perché evidentemente più cresce la popolazione locale e più le Forze dell’Ordine sono impegnate in faccende (almeno secondo loro) più gravi e più serie di un cane vagante. In passato abbiamo pubblicato storie che evidenziano questo problema (per esempio questa), e purtroppo continuiamo a sentirne di simili.
I Carabinieri sarebbero a loro volta obbligati ad intervenire, ma quasi immancabilmente vi chiederanno di chiamare i vigili: lo stesso vale per i Vigili del Fuoco.

abbandonato_binariRicordiamo che in caso di ritrovamento di cani in zone specifiche bisogna chiamare le Forze dell’Ordine direttamente correlate a quei luoghi: Polstrada se il cane è in autostrada (a me è capitato una volta sola, per di più con un cane spaventato a morte che non si lasciava avvicinare: sono arrivati in tempi rapidissimi, forse anche perché l’animale rappresentava un pericolo per la circolazione), Polfer se il cane è vicino a binari ferroviari. In ogni caso, ribadiamo che le Forze dell’Ordine sono obbligate a muoversi: lo impone il regolamento di Polizia Veterinaria (n. 320/1954), quindi in caso di rifiuto si può denunciare l’omissione di atti d’ufficio… anche se pure questo (vedi caso dell’articolo linkato sopra) a volte può risultare difficile.

Street Dogs in IndiaPer quanto riguarda il “cosa fare” direttamente col cane, è evidente che bisognerebbe cercare di avvicinarlo e catturarlo prima che fugga e/o si faccia del male, o causi incidenti: non sempre, però, è possibile. I cani che si lasciano avvicinare e toccare vanno messi semplicemente in sicurezza, in attesa che arrivino le persone competenti: non diamo loro da mangiare (da bere sì, se sembrano averne bisogno) e soprattutto non cerchiamo di curare eventuali ferite, a meno che non siamo veterinari.
Se il cane mostra fobia o aggressività bisogna evitare assolutamente di toccarlo: nel primo caso potrebbe fuggire terrorizzato vanificando il nostro tentativo di aiutarlo, nel secondo potrebbe mordere.
Meglio tenerlo semplicemente “monitorato”, cercando di seguirne gli spostamenti in modo da poter indicare al servizio di accalappiamento (quando e SE arriverà) dove si trova esattamente l’animale.
Se il cane si lascia prendere, possiamo anche scegliere di caricarlo in macchina (sempre se siamo in macchina!) e di portarlo noi stessi al canile più vicino… oppure a casa nostra, se vogliamo tentare di evitargli il canile. Però dovremo assolutamente comunicare il ritrovamento ai Vigili e contattare anche il canile, perchéin caso contrario, qualora il cane fosse stato perso e non abbandonato, potremmo essere addirittura accusati di averlo rubato.
Mi rendo conto di non aver detto nulla di nuovo, né di particolarmente illuminante su questo tema: ma purtroppo le “missioni di salvataggio” hanno una possibilità di riuscita direttamente proporzionale alla voglia di intervenire delle Forze dell’Ordine interpellate. Quando non c’è collaborazione da parte loro, a meno che non siamo disposti a portarci il cane a casa (sempre che il cane stesso ce lo permetta), difficilmente le cose vanno a buon fine.
In sostanza, quindi, molto dipende da quanto saremo convincenti (e magari capaci di minacciare denunce in modo credibile…) quando chiediamo aiuto a chi di dovere.

 

 

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l’affisso “di Ferranietta”) e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività).
E’ autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva “I fedeli amici dell’uomo” ed è stata conduttrice del programma TV “Ti presento il cane”, che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online.
Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC.
A settembre 2013, non resistendo al “richiamo della foresta” (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).
CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.