domenica , 19 novembre 2017
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Storia di me e di te

di SILVIA DELL’AERE –  … e niente, quando mi chiedono come mai come primo cane io abbia voluto proprio te, che sei un cagnone grande e grosso, io non posso fare a meno di esordire con: “A me i cani facevano schifo”.
Dopo due secondi di sconcerto l’interlocutore tipicamente ridacchia: “Ahhh ma dici tanto per dire, no?”
E io “No no, proprio davvero, schifo schifo”.

01Perché è vero, i primi 18 anni della mia vita li ho vissuti conoscendo solo il meraviglioso mondo felino. Il mondo canino mi si era accostato poche volte e sempre in modo poco carino.
Di gatti per casa ne son passati vari, ma cani mai. E mai avrei voluto in casa quell’essere servile, imprevedibile, che sbava e puzza e mendica e ringhia e ti rincorre e lo devi portare fuori.
Vuoi mettere il gatto? Il gatto che ti si accoccola vicino, che ti chiama con la zampina, che dorme con te, ti vuole bene, e fa le fusa… cioè, non so se mi spiego… LE FUSA!
Cani? MAI! Gatto rulez!
Però a 18 anni capitò una cosa. Me ne stavo bella bella coi “miei” al tavolo di una pizzeria quando ecco che ti vedo due tavoli più in là una famigliola intenta a mangiarsi la pizza. E accanto al tavolo c’è questo meraviglioso cagnone. E’ un cagnone che trasuda calma e compostezza da ogni pelo, guarda adorante il suo padrone, ma sta lì fermo. Non mendica, non rompe, non fa casino, non sbava e non puzza.
Dio che bello, uno così non l’avevo mai visto. E non solo era bello, non era niente di tutto ciò che mi faceva stare antipatici i cani.
Dopo 20 minuti buoni di esitazione e lotta interiore con la mia introversione e il mio personale fortissimo spirito di “non romper le palle alla gente” mi son fatta coraggio e mi son avvicinata al loro tavolo.
“Mi scusi il disturbo… ma che razza è?”
Sorride: “Un Bovaro del Bernese”
Così è stato che mi son detta: “Se mai dovessi dar di matto e volere un cane, dovrà essere un Bernese”.
Incredibile come il nome mi si impresse nel cervello.

nalamusoditollaPassano gli anni, ma nelle teste dure le opinioni restano e così facciamo un salto avanti. E’ il 2009. Son passati più di 10 anni da quella serata, sono sposata, vivo con marito e due gatti e no, l’opinione sui cani non è cambiata. Ma si sa, la vita ha senso dell’umorismo.
Non so dirvi come sia stato, cosa abbia innescato la valanga, forse il fatto di avere un gatto che mi odiava e uno che le fusa non le faceva?
Forse.
Forse uno di quegli epocali cambiamenti di prospettiva che capitano dopo eventi traumatici? Forse.
Fatto sta che un bel giorno mi son svegliata e BAM, l’istinto materno-canino mi ha colpita tipo tir. Senza se o ma, senza mezze misure né logica alcuna. Mi son svegliata e VOLEVO UN CANE SUBITO!
Ovviamente non uno qualsiasi: volevo un Bernese!
Ho iniziato a leggere di tutto e di più sui cani, le razze, gli allevamenti, il linguaggio, l’addestramento… ho comprato un clicker e ho insegnato alla gatta a venire al richiamo, a scendere dal tavolo e a fare l’orsetto… la gatta poi si è scocciata e non so dove abbia fatto sparire il clicker, ancora lo stiamo cercando…
E infine dopo due lunghi anni di tortura della goccia verso il povero marito al grido di “Prendiamo il bernese? Prendiamo il bernese? Prendiamo il bernese?”, è arrivato il gran giorno.

1073282_10201586377690959_1111819063_oE così sei arrivata tu.
Margherita della Val di Vara, per gli amici Nala.
Siamo venuti a prenderti un giorno di Marzo del 2012 ed è stato amore a prima vista. Cioè, noi ti abbiamo amato subito. Tu non ci hai cagati di striscio, troppo impegnata a mangiarti la buonissima pupù appena prodotta dalla tua sorellina.
E’ stato dopo, in macchina, quando mi hai riproposto la suddetta pupù sulle gambe, che ci siam guardate e ci siam giurate amore eterno.
E così con te è iniziata la fase cinofila della mia vita. Con te che qualsiasi cosa ti chieda lo fai e a volte fai anche quello che non ti chiedo ed è sempre (ok, quasi) la cosa giusta.
Con te che sei un cane dal carattere eccezionale, dall’equilibrio invidiabile, con te che fai esclamare agli educatori “ma ce l’ha un difetto questo cane?”.
Con te che rendi tutto facile, quasi naturale, tanto da farmi dubitare di averti mai insegnato davvero qualcosa, di aver mai imparato io stessa qualcosa, perché con te di fatica non ne ho mai fatta.
Con te che come abbasso lo sguardo sei immancabilmente lì al mio fianco, a guardarmi come quel bernese di tanti anni fa guardava il suo padrone.
Mi sorridi. Hai gli occhi a cuoricino. Poi usi le mie gambe per pulirti il muso sbavandomi tutti i jeans, ma io te lo lascio fare perché mi fai troppo ridere.

DSCN0682_resizeC’è chi dice che l’universo, dio o chi per esso, ci manda ciò di cui abbiamo bisogno, e io avevo bisogno che un cane come te mi mostrasse quanto meraviglioso sia il mondo canino, quanto intelligenti e disponibili siano i cani. E che sensazioni ti danno.
Ed ecco perché, quando qualcuno mi chiede come mai come primo cane abbia voluto te, non posso fare a meno di ricordare quanto mi facessero schifo i cani, di ricordare quel cagnone pacato che fece breccia nel mio cuore e di pensare a come tu mi abbia poi ridotto cuore e cervello in poltiglia.
Quasi subito ci siamo fatte una promessa. Mi hai promesso che vivrai 40 anni. Ti ho promesso che avrò cura di te per 40 anni.
Oggi, 12 novembre, compi quattro anni. Quattro anni unici, pieni di esperienze, giochi, coccole, sport… chissà cosa ci riserveranno i prossimi 36!
Auguri, culona mia!

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