venerdì , 24 novembre 2017
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Ho freddo… e copro il cane

di VALERIA ROSSI – “Ho freddo, mettiti il giacchetto” fu una frase che entrò nel mio lessico familiare  dopo che mia madre me la disse quando ero bambina. Io, innocentemente ma anche del tutto logicamente, le risposi: “Ma se hai freddo tu, mettitelo tu!“.
Logica sprecata. Quando sentiva freddo, la mamma imbacuccava me: infischiandosene altamente del fatto che lei stesse magari seduta ai giardinetti a fare la maglia, mentre io mi scapicollavo in furibondi assalti agli indiani, o cercavo di sfuggire alle guardie facendo il ladro, o correvo impegnata in qualsiasi altro gioco… ma di sicuro, correvo e non avevo assolutamente bisogno di essere coperta.

caldoIeri ho trovato su FB la vignetta che vedete qui a sinistra, con la richiesta di trattare questo argomento, e accontento più che volentieri chi me l’ha chiesto proprio perché ricordo le terrificanti sudate fatte col dannato giacchetto: ed io ero un’umanina, con temperatura corporea più bassa di quella di un cane e soprattutto con la possibilità – appunto – di sudare in modo molto più efficace di un cane.
Allora, cominciamo col dire che alcuni cani hanno bisogno di essere coperti… almeno quando la temperatura scende sotto i 10°: sono quelli a pelo raso, senza sottopelo e magari anche di piccola taglia.
Quelli che invece il sottopelo ce l’hanno, anche se sono piccoli, di solito sono perfettamente attrezzati contro il freddo: al massimo possono patire l’umidità, ma per quella basta una maglietta (o un impermeabilino nei giorni di pioggia).
Cani conciati come quello che si vede nella foto, a meno che la temperatura non sia di -30°, sono letteralmente maltrattati dalla Sciuramaria che, in perfetto my mother style… quando ha freddo lei, veste il cane.
Anzi, a volte lo veste anche quando lei non sente alcun freddo: perché, invece del termometro, guarda il calendario.
“Uh, è novembre! Fufina deve mettere il cappottino!”
Peccato che questo novembre, per esempio, sia stato finora decisamente anomalo, con temperature fino a 7° più alte del normale. In alcune zone d’Italia si sta ancora girando in t-shirt… però con Fufina al guinzaglio che pare l’omino Michelin, da tanta roba che ha addosso.
Non è che ci sia molto da dire o da scrivere. C’è solo una preghiera: insieme ai termosifoni, per favore, accendete anche il cervello.
Fino a dieci gradi circa, nessun cane giovane e sano ha bisogno di vestiti (se è vecchio o malato, è un altro discorso: ma in questi casi sarà il vostro veterinario a consigliarvi per il meglio).
Sotto i dieci gradi, dipende dalla taglia, dall’età (cuccioli e anziani sono quelli a maggior rischio) e soprattutto dal mantello. Cane piccolo + pelo corto o raso suggeriscono di coprire soprattutto la zona toracica, per proteggere cuore e polmoni.
Con temperature vicine allo zero, o sotto lo zero, praticamente tutti i cani dovrebbero disporre di un riparo (cuccia) se vivono all’esterno. Per le passeggiate è sempre bene coprire il torace di quelli anziani, piccoli e a pelo raso, mentre gli altri potranno indossare un leggero impermeabile in caso di pioggia o neve.
Alcuni cani (per esempio i nordici) non hanno mai bisogno di nessun vestito: sono attrezzati dalla natura per sopportare temperature polari. Il siberian husky col maglione non vorrei vederlo mai (e invece l’ho visto, ahimé): ma in generale, non vestite il cane se non fa davveroun freddo cane!
Perché il fatto che gli abbiate comprato il cappottino di Prada in tinta col vostro loden non vi autorizza a metterglielo a puro scopo di sfoggio quando lui non ne ha alcun bisogno.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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