venerdì , 24 novembre 2017
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I Cesar Millan de noantri

di VALERIA ROSSI – Mi sono imbattuta, dopo la segnalazione di un amico, nel blog di tale Marco Cassinelli, che ha aperto un canale youtube dal titolo “Contro l’addestramento”.
Opperbacco! E come mai “contro”?
Incuriosita dal titolo sono andata a leggere il blog  ed ho trovato frasi come queste:

1 – “se per esempio un cane è aggressivo con i suoi simili, gli addestratori condizionano quest’ultimo ad ignorare gli altri cani mentre effettua una condotta senza guinzaglio, dimostrazione del fatto che non risolve il problema, ma gli gira intorno, e rende il cane sempre meno socievole”.
(come e perché dimostrerebbe ciò non è noto, ma andiamo avanti).
2 – “su decine e decine di cani che ho visto addestrati non c’è stato un solo soggetto che abbia dato un risultato positivo, e cosa ancora più grave è che la maggior parte hanno avuto un peggioramento per quanto riguarda i problemi caratteriali”.
(e qui sorge spontanea la domanda: ma CHI hai visto lavorare? Soprattutto mi sorprende che queste persone lavorino ancora, visti i risultati…)
3 – ” l’addestramento si basa sul condizionare il cane a fare degli esercizi in un determinato contesto, e non interviene nell’addestrare il proprietario del cane, che è l’unico e solo che ha bisogno di essere istruito”
(…e di nuovo, ma dove? In quale film? Ma che gente frequenti?)
4 – “gli addestratori provano in tutti i modi a rendere il cane un robot, umanizzandolo il più possibile” (ma come? Lo rendono un robot o lo umanizzano? Non mi sembra che le due cose possano considerarsi equivalenti!)

Questo e MOLTO altro contro l’addestramento tradizionale, per il quale, in estrema sintesi, lui utilizza il termine di “buffonata”.
Sarà allora un gentilista, questo signore?
Macché.
Perché gli educatori cinofili, a suo dire, sono anche loro “dei buffoni, prima di tutto perché non riescono mai a risolvere il problema per cui vengono chiamati, e continuano per anni a illudere la gente con lavori che non hanno fine” (e pure qua: ma la gente è proprio tutta scema? Che continua per *anni* ad andare da qualcuno che non riesce mai a risolvere un problema?).
E poi ce l’ha con i corsi (organizzati, a suo dire, solo dai gentilisti), ce l’ha con l’addestramento alla difesa (che secondo lui aumenta l’aggressività), sostiene di non aver mai visto un addestratore “a passeggio con il cane come una persona normale, perché una volta finita la ridicola sequenza di esercizi il cane passa il resto del giorno in un box” (ma che gente frequenti 2, la vendetta).
Dunque, siamo tutti buffoni ed incapaci: addestratori tradizionali o gentilisti, nessuno riesce a risolvere nulla né ad avere un cane normale… escluso, ovviamente Lui (la maiuscola si impone, visto che è chiaro che ci troviamo di fronte a un Dio della cinofilia).
E allora sorge spontaneo il desiderio di vedere al lavoro questa meraviglia, ragion per cui ci si precipita a guardare, per prima cosa, il video che lui stesso linka in calce al suo blog, parlando della “riabilitazione di un cane dopo il fallimento dell’addestramento”.
Et voilà, guardate e stupite:

Impiccagione del cane per diciassette minuti (lo scrive lui stesso in sovrimpressione sul video), dopodichè il poveraccio, sottomesso e stremato, accetta di camminare fianco a fianco con un pit bull… e si becca pure il famoso calcetto “made in Cesar Millan” (al minuto 0,59) senza aver fatto assolutamente nulla per “meritarlo” (ammesso e non concesso che un cane “meriti” mai di essere preso a calci).
Ovviamente qualcuno mi dirà “Ma il cane è aggressivo! E lo dici anche tu che è lecito usare le maniere forti se un cane vuole mangiarti la faccia!”
Vero, ritengo assolutamente lecito usare l’autodifesa: magari non per 17 minuti, però!
E soprattutto è lecito usarla se è il cane ad attaccare per primo, mentre qui io vedo solo una povera bestia terrorizzata che cerca di reagire ad una vessazione.
E’ lui, e non l’uomo, ad andare in aggressività autodifensiva!
In ogni caso, se vi fosse sorto qualche dubbio, guardatevi la cosiddetta “rieducazione” di questo pastore tedesco:

Vi pare forse aggressiva anche questa pasta di cane, che come unica reazione ai palesi maltrattamenti che gli vengono rifilati cerca di scapparsene via… e non riuscendoci manda segnali di calma a tutto spiano?
Eppure, anche per lui (un semplice cucciolone un po’ anarchico), collare a strangolo subito dietro le orecchie, calcetti e tutto il repertorio alla Millan.
Risultato finale: invece del cane senza regole ma allegro, che a inizio video esce di casa col proprietario a coda alta e atteggiamento gioioso, ci ritroviamo un animale schiacciato, confuso e infelice, che obbedisce solo per paura e che vive costantemente impiccato (e sì, perché se solo il collare scende un pochino verso il collo, il non-addestratore spiega che bisogna fermarsi e ritirarlo su: spiegando anche che la trazione va sempre esercitata verso l’alto, ossia l’esatto contrario di come si dovrebbe usare un collare  strangolo per non danneggiare/impaurire il cane).
Se poi volete soffrire ulteriormente, potete guardarvi tutto il canale youtube del Cassinelli ed osservare, per esempio, il trattamento che riserva ad un cane insicuro e possessivo.

Marco Cassinelli
Marco Cassinelli

Bene: se anche voi avete provato l’irrefrenabile impulso di saltare dentro ai video e di strappare il guinzaglio dalle mani di questo signore che si permette di dare del “buffone” agli altri… sappiate che fermare lui (anche se sarebbe cosa mooolto buona e giusta) sarebbe solo togliere una goccia dal mare dei millemila imitatori di Cesar Millan sparsi per il mondo, Italia ampiamente compresa.
Questo in particolare non ammette di essere un emulo di Millan (nonostante si faccia perfino fotografare in pose simili a quelle che usa lui), anzi da ciò che scrive sembra che sia tutta farina del suo sacco. Sostiene perfino di essere stato definito (sempre lui,  eh! Non Millan) “l’uomo che sussurra ai cani” (lo dice nella descrizione del video del simil-labrador affrontato a  secchio e scopettone, che ho solo linkato e non pubblicato perché anche alla nausea c’è un limite).
C’è una bella dose di ingenuità in questo signore che forse si illude di poter millantare di aver inventato la metodologia del più noto “dog whisperer” al mondo… ma vabbe’, lui ci prova.
Molti altri vanno invece orgogliosissimi di imitare (solitamente pure male) Cesar Millan: e sono davvero moltissimi, dannazione. Alcuni dei quali si limitano a maltrattare il proprio cane, mentre altri (come il Cassinelli di turno) hanno dei clienti. Vengono chiamati a risolvere dei casi.
E’ per questo che si dovrebbe smettere all’istante di trasmettere Millan in TV: non tanto per ciò che fa lui (che comunque si occupa prevalentemente di cani destinati all’eutanasia: quindi, per quanti errori possa fare, lo si può considerare un “male minore” rispetto alla morte certa), quanto per i danni davvero incalcolabili che combinano i suoi imitatori, la maggior parte dei quali totalmente priva di un minimo di cultura cinofila.
A me, però, viene da piangere soprattutto leggendo l’incipit dell’articolo di Cassinelli, laddove spiega di aver prestato gratuitamente la sua opera per dieci anni presso “un canile che si occupava di addestramento all’obbedienza e alla difesa, e di esposizioni di bellezza” (presumo fosse un allevamento, visto che non mi risulta che queste siano attività molto tipiche dei canili).

Cesar Millan
Cesar Millan

Se questa frequentazione l’ha spinto a diventare un Millan de noantri, è evidente che era finito proprio nel posto più sbagliato del mondo: se la sua immagine dell’addestramento e degli addestratori è “tutta sbagliata, tutta da rifare”, evidentemente è perché la sua personale esperienza è stata negativa al duecento per cento.
Il che mi riporta alla mente ciò che sostiene un sacco di gentilisti, e cioè di aver “reagito” (sposando un altro metodo) a coercizioni, impiccagioni e via cantando.
Cioè: invece di provare a cambiare campo, trovandone uno in cui si rispettassero i cani, queste persone hanno dedotto che gli addestratori fossero “tutti” dei macellai come quelli che avevano conosciuto, facendo di tutta l’erba un fascio.
Questo è ovviamente indice di grossi limiti mentali… ma se è almeno sensato che chi la pensa così sposi un metodo basato sul rinforzo positivo (“rafforzo positivo” secondo Cassinelli), davvero non mi capacito di come qualcuno possa sputar fango sull’addestramento e andare poi a scopiazzare un metodo basato sul maltrattamento.
Eppure il sciur Cassinelli è la prova vivente che può succedere anche questo: e il sciur Cassinelli, probabilmente, è perfino in buona fede quando dice ai proprietari del pastore tedesco: “Se il cane fa GHHHH… (tipico suono del cane che si sta strozzando) non succede niente“.
Ma come, “non succede niente”? Succede, appunto, che lo stai strozzando!
Quindi dovresti dirgli di mollare immediatamente il guinzaglio, prima che lo impicchino del tutto… anziché dire che se ne possono bellamente infischiare del fatto che il cane sia andato in sofferenza!
La situazione è evidentemente tragica: perché nello stesso momento in cui voi state leggendo queste righe, centinaia di cani in tutta Italia stanno subendo trattamenti inumani come questi e si stanno trasformando in zombie: docilissimi, per carità… ma solo in quanto terrorizzati dalle conseguenze di un qualsiasi movimento sbagliato o di un atteggiamento leggermente diverso da quello richiesto dal padre-padrone di turno.
E adesso, giusto per bilanciare gli orrori che vi ho mostrato fin qui, concludo con un video sull’addestramento classico, presentato dall’amica Loredana Matticari.
Pur non essendo io proprio “classicissima” al cento per cento, perché sul campo in cui lavoro riteniamo di aver fatto scelte che vanno ancora un pochino oltre il metodo tradizionale, nell’ottica del rispetto e dell’amore per il cane, vi inviterei ad osservare le orecchie, le code, le espressioni di questi cani (tutti addestrati utilizzando anche il collare a strangolo, ovviamente in modo corretto) e a paragonarle a quelle dei soggetti “non-addestrati” dal Cassinelli.
Dopodiché, se avete anche solo il minimo storico di capacità di leggere un cane… direi proprio che le chiacchiere stanno a zero.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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