venerdì , 24 novembre 2017
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“Io ce l’ho più grosso” (il cane)

di FABIANA BUONCUORE –  Non c’è nulla di più rilassante, almeno per me, che fare un giretto nel pet shop dopo un po’ di lavoro al Debù, specialmente se ad accompagnarmi è uno dei miei cani.
Poi, vabbè, c’era anche il mio compagno ieri sera… ma questo è rilevante solo nel caso in cui ci siano da trasportare molti acquisti fino alla macchina.
Fatto sta che, come succede ogni volta che entriamo in una di queste grandi catene di supermercati per animali, solitamente gestiti da ragazzetti che adorano ogni sorta di bestia, è successo che i commessi si sono fiondati tutti addosso al mio cane come mosche sul miele.
Spesso ho dietro Tonino, che suscita sempre degli “Ooooh! Ma che groooosso!” oppure “Uuuuh, che coccoloooone!”; ieri era con noi Medusa.
Lei è più bassina, essendo femminuccia, ma è stata ugualmente individuata dallo sciuraradar dei commessi e delle commesse. In particolare uno di essi, mentre la sua collega si rotolava per terra con Medusa, ha voluto fare la domanda che immancabilmente mi pongono tutti: “Ma quanto pesa?”
Pare, infatti, che una delle caratteristiche più importanti del migliore amico dell’uomo sia la sua massa: forse qualcuno ha il dubbio che i cuccioli si vendano al chilo, per cui, come i vitelli, più prendono massa crescendo e più è stato un affare acquistarli.
Fatto sta che ho risposto educatamente: “Beh, lei è piccolina, essendo una femmina: non l’ho pesata di recente, ma sarà sui 43 kg.”

grosso3Al che il ragazzotto ha tirato fuori lo sguardo di Flynn Rider, alias Eugene Fitzherbert del cartone Disney “Rapunzel”, per poi dire, con aria di sfida: “Così poco? Pfff… beata te.”
A questo punto io avrei evitato volentieri di dargli corda, ma naturalmente una sua collega non ha resistito alla tentazione e ha replicato: “Poco?? Sono più di quaranta chili di cane!!”
La frittata era stata fatta.
“Io ce ne ho una a casa che pesa sessanta chili”
A questo punto mi sono immaginata una cagna tipo mastina napoletana, così ho chiesto, (ingenuamente): “Di che razza è?”
“Ma una rottweiler, naturalmente!”, mi ha risposto, con un sorrisone da un orecchio all’altro.
Ora, non è per fare la schizzinosa sui due o tre chiletti di troppo: ma una femmina di rottweiler dovrebbe pesare intorno ai 40-45 chili. Le più massicce arrivano a 47, toh. Ma sono già delle belle vitelle; quindi comincio a farmi due domande sull’origine di questa cagnina.
Non potendo trovare risposta da sola, gli domando: “Da che allevamento viene?”
“Eeeh… non mi ricordo.”
Poi, vedendo la mia faccia sbalordita, aggiunge, a giustificazione: “E’ che me l’aveva regalata mio nonno.”
A quel punto penso che sia il momento di troncare la conversazione, così asserisco: “Comunque 60 chili sono un po’ tantini. Un cane può pesare anche 80 chili per quanto mi riguarda, ma se è obeso…” lui mi interrompe subito e fa: “Ma no, ti assicuro, è tutta pura massa muscolare! E’ che lei è un fuori taglia.
A posto.

grosso1Non so quante volte mi son sentita dire, con evidente orgoglio dei proprietari dei cani di taglia medio-grande, “il mio cane è un fuori taglia”, per poi, a volte, vederli che ti osservano dall’alto in basso con superiorità, aggiungendo: “Era quello che costava più di tutti.”
Diffusissima tra i padroni di “pastori tedeschi alti così”, ma anche di rottweiler, cani corso e simili, la mania del “fuori taglia” è considerata una benedizione per pochi eletti, che si ritengono o molto fortunati o molto abili nella ricerca del cucciolo giusto.
Ma santamiseriacciazozza, qualcuno può spiegare a questi espertoni che il termine “fuori taglia” indica un difetto del cane, dato che lo porta a discostarsi dallo standard di razza?
Ora, mi sta bene che certi cani smisurati ci siano, è normale: è un difetto come un altro.
Può starmi altrettanto bene che vengano anche fatti riprodurre, seppur un centimetro fuori standard, se la serie di pregi (anche e soprattutto sanitari e caratteriali) che presentano sopperisce a questo difetto e se si sceglie un partner perfettamente in taglia.
Ma farli passare addirittura per cani superiori agli altri, da invidiare al padrone… mi sta stretto.

grosso2La taglia di riferimento di ogni singola razza non è un frivolo capriccio voluto dai redattori dello standard, che una mattina si sono svegliati e hanno detto, che so: “Ma sì, il rottweiler facciamolo alto da 56 a 63 centimetri se femmina, e da 61 a 68 se maschio. Perché ci piace così.”
No, ogni caratteristica ha il suo perché, ogni standard è studiato al fine di consentire la massima funzionalità al cane, in base alla mansione che deve svolgere.
Volete il cagnone grande e grosso? Prendetevi un leonberger, che male c’è ad amare i cani giganti?
Ma per piacere, lasciate in pace le razze medio-grandi, soprattutto quelle da lavoro. E vogliamo parlare dei cani che fuori taglia non sono, ma fuori forma sì, e tanto?
Allora, cari padroni, se proprio avete la “sfortuna” di ritrovarvi con un “banalissimo” cane in standard, siate seri: piantatela di ingozzarlo come una bestia da ingrasso solo per poter dire “io ce l’ho più grosso”. Se io mi iscrivo a una gara di ju jitsu, entro certamente in una categoria abbastanza alta, e a leggere il mio peso sui tabelloni chiunque potrebbe pensare che io sia una sorta di vichinga rude e fortissima.
Se però poi vedono che sono alta 155 centimetri, non sembrererò imponente o tosta; sembrerò solo ciò che sono, una persona sovrappeso.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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