venerdì , 17 novembre 2017
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La “scaletta” dell’educazione/addestramento di base

di VALERIA ROSSI – Stavo pensando già da qualche tempo di scrivere qualcosa su questo argomento, ma non ero molto convinta che potesse interessare i lettori. Poi è arrivata questa email…

Perfettamente d’accordo con la vostra affermazione che ad avere più bisogno di addestramento siano i padroni e non i cani, la mia domanda potrà sembrare scontata o stupida, ma essendo un’accademica a me piacciono tantissimo i “Manuali”, quindi maggiore è il numero di “istruzioni” che ricevo, meglio me sento (come dicono qui a Roma).
Se volessi fare una “scaletta” dei comandi da insegnare al cane per la sua educazione… cosa mi consigliate? Ovviamente non mi riferisco al “fai ciao” ma a quelli necessari a una buona convivenza. Considerando che il mio cucciolo è proprio piccoletto, consigliate di partire dal richiamo? Dal seduto? Quali comandi e in che ordine?

… e allora parliamone, fermo restando che la prima cosa da sapere è che non esiste in realtà alcuna “scaletta obbligata”: gli esercizi di obbedienza si possono insegnare un po’ come si vuole, nel senso che non muore nessuno se si insegna il seduto prima del terra o viceversa.
Però una logica da seguire c’è, ed è quella di mettere in primo piano (e quindi di insegnare per primi) i comandi: a) più utili nella vita pratica; b) più facili da capire per il cucciolo.
Riporterò quindi qui la “scaletta” che normalmente seguo con i miei allievi, ribadendo comunque che possono esistere scelte diverse.
Altra cosa importante: non è detto che si debbano insegnare gli esercizi uno alla volta, nel senso di inserire l’esercizio B solo dopo che sarà stato totalmente appreso l’esercizio A. Anzi, quasi sempre io inserisco più esercizi contemporaneamente (non millemila, ma due o tre sì) in modo che il cucciolo non debba annoiarsi nel ripetere sempre la stessa cosa. Alcuni esercizi, però, vengono divisi in diversi step successivi: e in questi casi sì, bisogna aspettare che il cane abbia assimilato perfettamente quello precedente prima di passare al successivo.
La progressione che usiamo al Debù è la seguente:

ilariapepe2a) ingaggio, motivazione, comunicazione (sui quali sono presenti due articoli su questo sito, prima e seconda parte) devono precedere qualsiasi forma di “comando”… proprio per far sì che il cane non li recepisca come “comandi” (anche se in realtà lo sono) ma come “cose divertenti che facciamo insieme”.
Il nostro lavoro, ai suoi occhi, deve apparire come una serie di eventi interattivi da cui trarrà la massima soddisfazione (cibo, gioco ecc.), ma soprattutto il massimo della cooperazione, che DEVE stare alla base di qualsiasi interazione con un animale sociale;

richiamo1b) il richiamo è in assoluto l’esercizio più utile nella vita quotidiana, ma è anche la base dell’addestramento: per questo va inserito prima possibile.
La tecnica che usiamo noi la trovate descritta in questo articolo: trattandosi di diversi step, diciamo che si inizia subitissimo col primo step, mentre quelli successivi andranno “spalmati” lungo tutto il programma. Impossibile dire esattamente “quando”, perché questo è uno dei casi in cui non si deve passare allo step successivo se il cucciolo non ha assimilato bene quello precedente;

luring_sambac) quasi subito, proprio i primissimi giorni che il cucciolo è con noi, dovremmo cominciare ad insegnargli a spingere con il muso sulla nostra mano: è la base del luring, che utilizzeremo poi per tutte le posizioni, per la condotta ecc.

motivazione6d) il “seduto” è l’esercizio che il cucciolo impara più facilmente e quindi lo si può inserire contemporaneamente al richiamo, o immediatamente dopo. Insegnare il seduto è così facile che forse non varrebbe neanche la pena di linkare un articolo sull’argomento, ma siccome l’articolo c’è, il link lo metto, precisando che è un articolo vecchio (ripubblicato qui nel 2011, ma ancora più datato nella sua forma originaria) che non comprende l’insegnamento del “seduto” attraverso il luring, mentre oggi lo insegno quasi sempre così;
e) più o meno a questo punto inizio a lavorare sul pad (inizialmente con il solo comando “tocca”: il resto verrà dopo);

terra_fiancof) seguono i comandi “terra” e “in piedi” (prima di fronte, poi di lato), che concludono la serie delle posizioni;
g) a questo punto iniziamo con gli esercizi di condotta formale, che sono costituiti da millemila step successivi: potete trovarli elencati in questi due articoli (prima e seconda parte). Per arrivare ad una buona condotta formale occorre circa un anno, quindi è evidente che si deve procedere con molta calma. Diciamo che qui possiamo inserire i primi 2-3 step. Siccome la condotta è abbastanza noiosa per il cucciolo, più o meno a questo punto io comincio anche a farlo giocare al tiramolla (che – ricordiamolo –  per il cane è divertimento allo stato puro, mentre da parte degli umani richiede tecnica e precisione);
g2) se non abbiamo ambizioni sportive, ma ci basta che il nostro cane cammini decentemente in passeggiata, dovremo limitarci a fargli capire cosa significa l’ordine “piede” (o similari). Qui trovate un articolo che spiega come fare. Anche questo articolo è datato, infatti spiega come preparavo la condotta formale prima di cominciare a farla col luring (come faccio oggi, e come è descritto negli articoli linkati sopra): invece la “condotta da passeggiata” la insegno sempre nello stesso identico modo.

Ecco, diciamo che questa è la mia personale “scaletta” per quanto riguarda l’addestramento di base (non la chiamo “educazione di base” perché ogni volta che si inserisce un comando, a mio avviso, si sta già parlando di addestramento), unita ad un minimo di preparazione in vista di una futura attività sportiva (qualsiasi essa sia, perché le basi sono più o meno uguali per tutte).
Ribadisco ancora una volta che non c’è nulla di “ferreo” e che tutto va SEMPRE mirato sul singolo soggetto con cui abbiamo a che fare: però, con un cucciolo “medio”, questa sembra essere la progressione più semplice per lui e più funzionale per noi.
L’importante è ricordare che tutto il lavoro, per il cucciolo, deve essere un bellissimo gioco e che per questo non bisogna MAI esagerare né con tempi troppo lunghi, né richiedendo eccessiva precisione. D’altro canto bisogna anche tener presente che eventuali “vizi” di posizione (per esempio il terra “scosciato”) diventano difficilissimi da correggere qualora si siano troppo fissati: quindi un pochino di precisione possiamo richiederla fin dall’inizio, semplicemente premiando solo la posizione corretta.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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