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Un libro che non leggerò, anche se mi sarebbe dovuto piacere

di VALERIA ROSSI – Vabbe’, dai… vista tutta la gente che commenta i miei articoli leggendo solo il titolo (e ovviamente io mi incavolo!), stavolta mi metto in pari e sono io a recensire un libro che non ho letto: o meglio, a spiegare i motivi per cui non lo leggerò.
Il libro è “La fabbrica dei cuccioli”, di Ilaria Innocenti e Macri Puricelli, e in realtà quando ho visto la copertina ho pensato: “Bello! Brave! Lo voglio!”… perché il sottotitolo specifica “Fermiamo il traffico internazionale”. Quindi si parla dei cuccioli dell’Est, un argomento che mi sta particolarmente a cuore: e mi rendeva stra-felice che qualcuno avesse deciso di pubblicare un libro su questo tema.

fabbrica_cuccioliPoi ho visto che sotto c’era un’altra riga: “L’amore non si compra”… e lì ho pensato “AHI”. Perché trovare in copertina il tormentone animalista più inutile (e scorretto) di tutti i tempi mi ha fatto pensar male.
Ho letto allora l’articolo di presentazione del libro, su “Lazampa.it”… e mi sono cadute definitivamente le braccia, oltre alla voglia di acquistare questo volume.
Perché l’articolo inizia così: “Le loro madri vengono costrette a partorire almeno quattro volte l’anno“… e già si intuisce che qualcuno ne capisce pochino di cani, visto che le cagne vanno in calore ogni sei mesi e non ogni tre, quindi quattro parti all’anno sono biologicamente impossibili.
Il resto è sostanzialmente corretto (si parla delle pessime condizioni in cui vengono allevati e viaggiano questi cuccioli), almeno finché non si arriva alla frase “clou”:

Il ruolo dei compratori è il lato meno oscuro, ma che passa troppo spesso in second’ordine. Se non ci fossero persone disposte a pagare per un cane, questo traffico internazionale non verrebbe alimentato.

Eh, no! E’ esattamente il contrario!
Questo traffico esiste perché le persone NON vogliono pagare il giusto prezzo per un cucciolo: prezzo che ovviamente – ma serve ancora ribadirlo? – non “compra l’amore”, ma ripaga (a volte solo in parte) l’Allevatore serio, quello con la A maiuscola, dei costi altissimi che si devono sostenere per allevare una cucciolata come dio comanda.
E’ il lavoro di queste persone che si paga (avevamo cercato di spiegarlo in questo articolo, già parecchi anni fa): non certo l’amore, non certo una vita… ma la gente questo non riesce a capirlo (a volte ho l’impressione che lo capisca davvero solo chi alleva). E non lo capisce anche perché chi ha i mezzi (e i soldi) per fare campagne mediatiche di grande diffusione spreca le sue energie denigrando il lavoro degli Allevatori e mettendoli sullo stesso piano dei cagnari, anziché spiegare al grande pubblico che se vuoi un cucciolo sano, tipico ed equilibrato devi pagare una cifra proporzionata al lavoro che ci sta dietro.
E se non vuoi spendere questa cifra… allora sì, puoi andare in canile e sceglierti un amico che ti darà comunque moltissimo, anziché cercare il “cucciolo nei saldi” o quello venduto a rate, tutte scelte che portano dritti tra le grinfie dei trafficanti di cani.
Il traffico dei cani dell’Est non esiste “perché c’è gente disposta a pagare per un cane”: esiste perché c’è gente che NON vuole pagare il giusto prezzo. E anche perché c’è gente che non sa aspettare, e che vuole il cucciolo “pronta consegna, chiavi in mano”, visto che i rivenditori di cuccioli dell’Est promettono esattamente questo, mentre l’Allevatore serio ti mette in lista d’attesa perché ovviamente fa poche e selezionatissime cucciolate.
Visto che, a quanto pare, le autrici del libro non hanno capito queste semplici verità, e sostengono una tesi che non sta né in cielo né in terra, purtroppo non credo che sia il caso di leggerlo.
Anch’io, in certi casi, preferisco risparmiare.

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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