giovedì , 23 novembre 2017
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La “mia” pappa casalinga

di VALERIA ROSSI – Il servizio di Report sulle crocchette industriali ha indubbiamente scatenato una sorta di psicosi: ora tutti vogliono dare la pappa casalinga ai loro cani, e son due giorni che ricevo quintalate di email, più o meno tutte con questa domanda: “Tu cosa dai da mangiare a Samba?”
In realtà questa non è una buona domanda: nel senso che quello che mangia Samba potrebbe non andar bene per un altro cane.

casalingo5L’alimentazione casalinga, esattamente come quella industriale, dev’essere personalizzata (anzi, “caninizzata”). Ogni soggetto ha le sue preferenze, ha le sue esigenze e può avere le sue intolleranze, ma soprattutto la dieta va costruita tenendo conto di un sacco di fattori quali l’età, la razza, il tipo di attività, la stagione, lo stato fisiologico eccetera eccetera.
Un cucciolo mangia proporzionalmente molto più di un adulto, un cane attivo deve mangiare più di quello sedentario, una cagna in lattazione deve mangiare più di tutti gli altri: e poi c’è il “gusto” individuale, legato molto più all’olfatto che al gusto vero e proprio, che può essere l’espressione di una preferenza “fisiologica” (il cane rifiuta l’alimento X perché il suo organismo “sa”, in qualche modo, che non gli farebbe bene)… oppure di vizi (il cane rifiuta l’alimento X perché spera di convincere il proprietario a dargli l’alimento Y che gli piace di più. E molto spesso ci riesce).
Per questi ed altri motivi è pressoché impossibile stilare tabelle attendibili e “buone per tutti”: in realtà sarebbe altrettanto impossibile farlo per gli umani, anche se quando andiamo al ristorante scegliamo proprio su un menu uguale per tutti.
Il fatto è che al ristorante ci andiamo una volta ogni tanto, mentre la pappa che diamo al nostro cane è quotidiana: se la sbagliamo potrebbero esserci ripercussioni sulla sua salute, anche se devo aggiungere che personalmente non sono una fissata delle diete fatte a “bilancino e contagocce”.
Il cane ha un’adattabilità alimentare mostruosa, come dimostra il fatto che ci siano soggetti in ottima salute alimentati in modo pessimo.

casalingo4Certo, questo non è un buon motivo per tirargli gli scarti della nostra tavola, ma io credo che del bilancino si possa pure fare a meno (a proposito: ho notato, in molti dei messaggi ricevuti e anche in molti commenti su FB, una certa confusione tra “alimentazione casalinga” e “avanzi”. Non so se sia stata tutta colpa della Gabanelli, che sicuramente ha lasciato un po’ intendere che le due cose si equivalessero… ma così NON E’ assolutamente!
“Dieta casalinga” significa “preparare un pasto apposito per il nostro cane” e non certo ammollargli i nostri avanzi).
Detto questo… io ve lo posso anche dire, cosa mangia Samba: però non precipitatevi a copiare questa dieta, perché potrebbe non essere la più corretta per il vostro cane.
Samba pesa attualmente 41,300 kg. e quindi mangia un chilo circa di pappa al giorno (il 3% del peso sembra essere l’ideale per un cane adulto in forma, mentre i cuccioli dovrebbero mangiarne il 10% e i cuccioloni il 5%… con variazioni a seconda della razza – soprattutto in base alla velocità di accrescimento – del tipo di attività e così via).
Suddivido la razione in due pasti perché questa sembra essere una delle possibili prevenzioni per le dilatazione/torsione dello stomaco: ma già qui entrano in ballo i fattori individuali, perché lei a mezzogiorno è molto meno appetente che alla sera.
Se dividessi esattamente in due, il mezzo chilo del pasto diurno verrebbe solo “spiluccato” e poi lasciato lì: ho quindi deciso di assecondarla e di darle 300 grammi a mezzogiorno e 6-700 la sera (in questi giorni sono più 600 che 700, perché Samba non ha una grandissima ossatura e quindi il suo peso attuale, pur essendo nella media per una femmina di rottweiler, per lei è un filino eccessivo: non è proprio “a dieta” perché non la si può considerare davvero sovrappeso, ma diciamo che vorrei riportarla a 40 chili esatti e quindi la tengo un po’ più “leggerina”).

casalingo3Che cosa mangia?
Io ho scelto le seguenti percentuali: 60% carne + 20% carboidrati + 20 % verdure.
Altri utilizzano percentuali diverse: 70-10-20, 50-40-10… qui ognuno la pensa a modo suo.
Io credo che superare il 20-25% di carboidrati sia un po’ eccessivo, a meno che il cane non viva fuori, al freddo intenso (in questo caso avrà bisogno di più fonti energetiche, quindi più carboidrati e più grassi): siccome il mio cane vive in casa e pure con una temperatura altina (perché io sono freddolosa, e per quanto ami Samba la mia caldaia viene regolata sulle mie esigenze e non sulle sue), credo che per lei il 20% di carboidrati sia la percentuale più corretta.
Questo non significa che vada bene per tutti i cani del mondo!
Componenti della pappa: per quanto riguarda le proteine, uso carne tritata o spezzatino ad uso umano, il che mi permette di usare anche il tritato misto (manzo+maiale), perché il maiale destinato all’alimentazione umana è supercontrollato e quindi non c’è alcun rischio di Auieszky. Perché il maiale? Perché c’è una percentuale maggiore di lipidi (grassi) rispetto al manzo, e al cane un po’ di grasso serve, soprattutto se è un cane sportivo.
Un paio di volte la settimana sostituisco la cane con il pesce (platessa), bollito: la carne invece la do sempre cruda, salvo quando cucino per due (vedi sotto).

casalingo_cosciaNota: qualche giorno fa ho tentato di avvicinare Samba alla BARF, che mi attizza soprattutto dopo che avevo avuto ottimo risultati con la Bisturi, in un periodo in cui aveva problemi di pelo.
Come “test”, la settimana scorsa, ho provato a darle una coscia di pollo cruda e intera. Diffidenza iniziale: l’aveva avuta anche la Bisturi, quindi non ci ho dato molto peso (gli alimenti nuovi vengono sempre accolti con una certa diffidenza).
Ho aspettato… e sarei ancora qui che aspetto e spero, se la coscia non avesse virato da tempo verso la pattumiera. Perché la Bisturi, dopo essersi studiata la sua coscia per qualche minuto, era partita all’assalto con somma soddisfazione. E invece Samba, nell’ordine: a) le ha girato intorno annusandola; b) l’ha portata a spasso per tutta la casa (vi lascio immaginare con quali conseguenze per i miei poveri pavimenti);  c) le ha pigolato intorno per ore; d) ci si è seduta davanti e le ha abbaiato (cosa volesse dirle, non lo so); e) l’ha imboscata sotto il mio letto (e lì sono intervenuta e l’ho tirata fuori); f) l’ha definitivamente ignorata ed è venuta a dirmi che aveva fame e che mi pregava di darle qualcosa di veramente commestibile.
A quel punto la coscia era diventata una roba inguardabile, ricoperta di peli, polvere e diosacosa: quindi è volata nella rumenta. Sì, lo so che avrei potuto ripulirla e cuocergliela, ma ormai mi faceva veramente troppo schifo.
Gli esperimenti BARF riprenderanno per altre vie, ma per ora siamo tornati al casalingo “normal”.

casalingo_trippaAndiamo avanti: una volta alla settimana (a volte anche due) utilizzo la trippa anziché la carne tritata (l’ideale sarebbe la cosiddetta “trippa verde”, che però non riesco a trovare da nessuna parte. La vendono sui siti di BARF, ma poi bisognerebbe avere spazio nel congelatore e io non ne ho mai).
Un’altra volta alla settimana (circa) sperimento le ricette del famoso futuro libro sul quale mi hanno accusato di aver “fatto marchette” nell’articolo sul servizio di Report. In realtà le marchette di solito si fanno a favore dei libri altrui e non dei propri: semmai i propri si spammano, si pubblicizzano, si fa sapere che esistono… ma in questo caso il libro ancora non esiste.
Se ne ho parlato è stato solo per non sentirmi dire, quando invece uscirà, che avevo scritto in un articolo che “non dobbiamo dare al cane quello che mangiamo noi”, per poi diventare coautrice di un libro di ricette “a sei zampe”.
Ecco, allora approfitto per la marchetta numero due: quel libro (la cui “vera” autrice è Katya Cervio, stimatissima e preparatissima esperta in alimentazione casalinga canina: io ho partecipato solo per le parti umoristiche) non parla di “dare al cane quello che mangiamo noi”, ma piuttosto di “mangiare anche noi quello che mangia il cane”.
Il bello è che si può fare, e si può fare con sommo gusto: quindi, siccome il testo del libro ce l’ho già tutto, da quando sono rimasta single mi diverto a cucinare le stesse ricette per me e per Samba, appunto una volta alla settimana.
Oggi, per esempio, mangeremo fagottini di tacchino. Alla faccia dei maligni.

casalingo_carotaVerdure: utilizzo foglie verdi e carote, il tutto tagliato finissimo (se proprio lo volete sape’, prendo l’insalata “mista sottile” del Lidl: a Samba piace – e a me pure – ed evito di mettermi io stessa a tagliuzzare. Le carote invece le trito a parte).
A volte Samba ingurgita tutto, altre volte mi fa trovare la verdura bella pulita in fondo alla ciotola dopo aver spazzolato tutto il resto: come faccia non lo so, visto che io mescolo accuratamente tutto insieme, ma ci riesce benissimo. Secondo me i cani hanno delle microscopiche manine sulla lingua, capaci di dividere accuratamente quello che non gradiscono e di lasciarlo lì. A fine pasto ritraggono le manine dentro la lingua e così noi non ci accorgiamo che esistono: altra spiegazione non c’è.

casalingo_pastaScemenze a parte, veniamo ai carboidrati: Samba mangia prevalentemente pasta all’uovo, a meno che non cucini per entrambe, nel qual caso mangiamo pasta di grano duro. Marca: Barilla, non per preferenze di sorta ma perchè questa trovo nel supermercato sotto casa.
Quando mangiamo la stessa pasta, Samba se la becca salata come la mia (e cioè non troppo salata): trattandosi di una volta alla settimana, non credo di ucciderla.
Quando cucino solo per lei, invece, la cuocio senza sale e più a lungo (per quanto anch’io detesti la pasta troppo al dente, quindi le nostre cotture quasi si equivalgono).
Aggiunte e aggiuntine: un cucchiaio di olio di semi tutti i giorni, un rosso d’uovo un paio di volte la settimana, una mozzarella o un po’ di ricotta idem. Ogni tanto qualcosa casca pure dal tavolo, a fine pasto (mio): la fettina di prosciutto, il pezzettino di crosta di pizza… sempre in formato “snack”, ovvero proprio “pezzettini”.
Come integratori utilizzo i nutraceutici della Dog Performance, che trovo buonissimi, tanto che li prendo anch’io (ma non ditelo in giro).
Fine.
Ripeto, ribadisco e sottolineo: questa è l’alimentazione che ritengo vada bene per il mio cane, il che non significa che vada altrettanto bene per il vostro.
Non scopiazzate, ma se pensate di passare alla pappa casalinga fatevi suggerire una dieta adeguata dal vostro veterinario, ammesso (e purtroppo non sempre concesso) che si intenda di alimentazione.

casalingo2Purtroppo la medicina veterinaria è esattamente come quella umana (anzi, più complicata ancora, dovendo trattare specie diverse): non è possibile che un solo medico sia specialista in tutto.
I veri e propri specialisti nutrizionisti è vero che sono rari (anche se dubito che siano così rari come ha cercato di farci pensare Report), ma esistono.
Solo all’università di Torino ce ne sono almeno quattro, che io sappia: quindi non è così difficile trovarne uno… ma anche se non si vuole andare proprio a “cercare l’uomo” con lanternino di Diogene, si può chiedere direttamente al nostro vet quanto sia ferrato in materia.
Se è un professionista serio ed onesto (e spero che nessuno di voi abbia un vet senza queste caratteristiche!) non avrà problemi  a confessarci, magari, che l’argomento non è tra quelli a cui si è dedicato di più, e magari potrà consigliarci un collega più preparato in merito.
Se invece è lui stesso un appassionato di alimentazione, allora fidatevi e seguite le indicazioni che vi darà.
casalingo_croccheE se vi suggerisce il cibo industriale?
Be’, non è che dobbiate sparargli o cambiare di corsa vet: guardate che non è assolutamente detto che tutti i vet siano “comprati” dalle ditte mangimistiche… anzi!
Qualcuno ci sarà pure, per carità: non intendo smentire Report al cento per cento.
Però credo che si tratti di una percentuale decisamente ridottissima rispetto ai vet che consigliano, sì, il cibo industriale: ma solo perché sono convinti che sia la scelta migliore.
Magari non migliore in assoluto, ma migliore per voi: perché magari sanno che lavorate dodici ore al giorno, che al cane fate fare giusto il giretto-pipì due volte al giorno, che lo portate a visitare solo se pensate che sia in punto di morte… e proprio non vi ci vedono a mettervi a spignattare elaborate pietanzine per lui.
La cosa che mi preoccupa di più, in queste giornate post-Report, è proprio il fatto che a mio avviso molte persone, pensando di passare ad un’alimentazione più sana, possano mettersi a pasticciare senza alcuna preparazione in materia e rifilino al cane pasti assolutamente inadeguati.
Se questo dovesse accadere, sarebbe stato di gran lunga preferibile che rimanessero fedeli al loro mangime (a meno che non fosse proprio una schifezza di mangime).
Tra le altre cose, pur essendo profondamente convinta che “casalingo sia meglio”… io vorrei tanto sapere quante delle persone che mi hanno scritto cose come “quelle porcherie non gliele darò mai più! Basta crocchette!“, vadano avanti da anni a quattro salti in padella & affini.
Io stessa mangio piatti preconfezionati per la maggior parte della mia settimana: per me cucino giusto quando faccio gli esperimenti di “cucina a sei zampe” di cui sopra, e ben poche altre volte.
Per essere viva, son viva: ma quanta differenza ci sia tra i piatti preconfezionati umani e il mangime per cani (almeno quello di alta qualità, ovvero quello che Report ha bellamente ignorato) sinceramente non lo so.
E sapete che vi dico? Preferisco non saperlo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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