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Per quanto tempo un cucciolo può trattenere la pipi?

di VALERIA ROSSI – Prendo spunto, proprio al volo, da una domanda che ho appena trovato sul “supporto cinofilo”: proprio quella che trovate nel titolo.
Ho riflettuto un attimo sul fatto che spesso questo quesito viene interpretato in modo scorretto: perché se lo intendiamo come “per quanto tempo un cucciolo può decidere di non fare la pipì?”, allora parliamo anche di diverse ore.
Non è vero che un cane di due mesi non riesce a tenersela: ci riesce eccome, come dimostra il fatto che, se decide che fuori non intende lasciare il suo odore in balia di tutti i terrificanti predatori che a suo avviso potrebbero affollare il parchetto sotto casa, ci fa star lì a colloquiare con i santi per tempi interminabili… dopodiché, appena rientriamo a casa, sgancia le bombe (e noi ripartiamo a bestemmiare l’intero calendario, talora pensando che l’abbia fatto “per dispetto”).
Certo, la capacità di “chiudere le cateratte” in un cucciolo è inferiore rispetto all’adulto. Credo di aver già raccontato qualche volta della mia cagna che, determinatissima a “riportarsela a casa” come faceva sempre quando si andava in expo, si trovò in leggera difficoltà quando restammo in giro per una settimana di fila… ed “esplose” letteralmente il terzo giorno, sulla guida rossa stesa davanti al raffinatissimo negozio di souvenir e cadeau a Port Grimaud: ecco, un cucciolo non ce la farebbe mai a resistere tre giorni. Ma sette-otto ore… sì, che ce la fa.
Perché, allora, non lo fa? Perché non se la tiene abbastanza da darci il tempo di portarlo fuori e ci allaga regolarmente casa?
La risposta è così semplice che, a volte, sfugge completamente: non se la tiene perché NON SA che deve tenersela!
Non sa che noi non siamo affatto entusiasti di trovarci laghi e laghetti sul parquet, non sa che vorremmo che la facesse fuori, non sa che mentre asciughiamo richiamiamo in causa i santi di cui sopra: per lui è normalissimo provare uno stimolo e dargli seguito nell’istante preciso in cui lo prova (tra lo stimolo e il “fattaccio” il tempo che passa si misura in nanosecondi).
Quindi non è che il cucciolo “impari a tenersela perché è cresciuto”: lui impara a tenersela non appena si rende conto che è quello che vogliamo da lui!
Ovviamente, per farglielo capire, dovremo spiegarglielo.
Non sto qui a ripetere il “come”, perché ne ho già parlato in altri articoli (per esempio in questo): qui ci tenevo solo a ribadire il punto più importante di tutti, che a volte io do per scontato… ma che evidentemente non lo è per i neofiti.
Non è che il cane impari a sporcare fuori “in automatico”, quando scocca l’ora X: se non gli insegnate a farla fuori, lui piscerà in casa tutta la vita e non capirà neppure il motivo per cui voi, di punto in bianco, diventiate così nervosi.
CHIAREZZA è sempre la parola chiave, con i cani: utilizzate i Si e i NO con cognizione di causa, cercando di farli capire al cucciolo nel modo più semplice possibile, e vedrete che i risultati arriveranno in fretta (sicuramente moooolto più in fretta di quanto accada con i bambini umani).
Se invece aspettate che l’educazione (alla pulizia casalinga e magari anche a tutto il resto) “cada dal cielo” ad una certa età… allora tanti auguri, eh.
E non di Buon Natale.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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