venerdì , 17 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Varie >> Capodanno senza botti: dove?

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Capodanno senza botti: dove?

di VALERIA ROSSI – Si avvicina il Capodanno, e con lui le consuete angosce per i proprietari di cani che temono i botti. C’è chi rinuncia a far festa pur di restare accanto ai suoi animali, c’è chi li carica in macchina e va a passare un capodanno stile eremita sulla montagna più sperduta, c’è anche chi se ne infischia e va a festeggiare ignorando i problemi del suo cane, ma questi spero proprio che non facciano parte dei miei lettori e quindi li ignoro anch’io.
La buona notizia è che, quest’anno, sono aumentati di numero i comuni che hanno deciso di proibire i botti: il Corriere della Sera ha pubblicato la mappa completa che vi invito a consultare non solo per curiosità, ma anche per decidere di passare proprio lì il Capodanno, qualora non aveste ancora prenotato il vostro cenone.

L'immagine "antibotti" più divertente che ho trovato su FB
L’immagine “antibotti” più divertente che ho trovato su FB

Dare un chiaro segnale di approvazione incrementando l’economia di questi luoghi virtuosi è forse il modo migliore per spingere altri sindaci e amministratori vari a seguirne l’esempio.
Resta il fatto, però, che i comuni italiani siano 8047: quindi poco più del dieci per cento di essi ha pensato bene di proibire i botti.
A chi abita nel restante (sigh) 90% circa d’Italia non rimane che cercare feste specifiche riservate ai proprietari di animali: ce ne sono ormai diverse, ma purtroppo poco pubblicizzate… anzi, invito caldamente i lettori a segnalarmi quelle di cui sono a conoscenza, in modo da poterle diffondere, perché sembra quasi che gli organizzatori di feste di fine anno “dog friendly” quasi si vergognino di farlo sapere al di fuori della loro cerchia di amici e conoscenti.
Per quanto riguarda i nostri cani abbiamo pubblicato in passato due articoli sulla paura dei botti: questo è il primo, questo il secondo. Non ribadiamo le stesse cose, perché sarebbe una ripetizione inutile, ma ribadiamo sicuramente l’invito a pensare ai vostri cani anche nei giorni che precedono e seguono la festa di fine anno, perché il pericolo è sempre in agguato. I deficienti che trovano “divertente” fare rumori assordanti di solito cominciano ben prima e finiscono dopo Capodanno, quindi c’è sempre il rischio di trovare botti inesplosi (allarme rosso! Il cane potrebbe prenderli in bocca per curiosità o per gioco, con conseguenze devastanti), così come c’è il rischio che qualche bello spirito trovi spassoso terrorizzare un cane lanciandogli un petardo tra le zampe, o direttamente addosso.

petardo-inesploso-300x200Quindi, per favore: NO cani in giardino (tantomeno da soli!), NO cani liberi di gironzolare per strada… e anche quando uscite con regolare guinzaglio, massima attenzione e “bonifica” preliminare di campi, parchetti, aree cani e di tutti i luoghi in cui pensiamo di liberare il cane, perché non si sa mai.
Il Capodanno dovrebbe essere un momento di gioia: purtroppo, per colpa dei cretini, rischia di trasformarsi in tragedia se non facciamo tutto il possibile per prevenire ogni rischio. E purtroppo i cretini in questo caso sono numerosissimi, perché i botti sono considerati “tradizione” e  – chissà poi perché – per gli italiani  “tradizionale” sembra sinonimo di “intoccabile”.
Ma questa è una cazzata galattica! Quando una tradizione è stupida e dannosa (e nel caso dei botti direi che non ci sono dubbi), va toccata eccome.
Ottocentocinquanta sindaci l’hanno capito: se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, sono pure tanti… ma il traguardo è ancora lontano. Per raggiungerlo, forse, bisognerebbe anche modificare un po’ il tiro e non parlare sempre e solo degli animali, che contano purtroppo tanti detrattori quanti estimatori. Come faceva notare un post su FB, forse questo è uno dei casi in cui diventa sensato il tormentone dei Simpson “nessuno pensa ai bambiniiiiiiiiiiiiiiiiii!!!”: perché le campagne antibotto cercano di risvegliare le coscienze nei confronti degli animali, ma non toccheranno mai chi questa coscienza non ce l’ha.
Forse sarebbe il caso di ricordare che i botti terrorizzano anche i neonati, incapaci di capire (esattamente come gli animali) e probabilmente convinti di essere arrivati alla fine del mondo; e causano danni gravissimi ai bambini più grandicelli che (proprio come i cani) raccolgono magari il petardo inesploso convinti di poterci giocare, perdendo dita o mani intere. Ci sarà qualcuno a cui non frega un accidenti neanche dei bambini (di fronte alla “tradizione”, che vuoi che sia un dito in meno…), ma credo che siano decisamente meno numerosi di quelli a cui non frega un accidenti degli animali.
Per questo, forse, sarebbe il caso di pubblicare, dopo Capodanno, non soltanto foto di cani terrorizzati, ma anche di bambini in lacrime. Chissà che non servano a smuovere qualche coscienza e a far sì che il prossimo anno veda qualche deficiente in meno.

 

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico