domenica , 19 novembre 2017
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Caro coniglio pasquale…

di SAMBA ROSSI –  Sì, lo so che è un po’ prestino per scrivere a te… ma Gesù Bambino e Befana sono già occupati a leggere le letterine di un malinois che scrive sotto dettatura;  Babbo Natale ormai si è ritirato in mezzo ai pinguini (e poi ho il dubbio che non sia la persona più adatta a parlare di collari elettrici: quel naso rosso di Rudolph, che si illumina in quel modo, mi ha sempre dato un po’ da pensare)… e insomma, mi resti solo tu. Tra l’altro è meglio che ti scriva io adesso, perché se non lo faccio scommetto che a Pasqua ti scriverebbe il malinois.
Chi sono io, chiedi? Sono una rottweiler.
Femmina, e come tale rompicoglioni professionista.
Vedi di sopportarmi, anche in virtù del fatto che tutte le sere, quando esco a far pipì sul prato davanti a casa, incontro un sacco di tuoi simili (la mia umana continua a chiedersi da dove cavolo arrivino, ma il mistero per ora rimane irrisolto) e finora non ne ho mangiato neanche uno.
NO, non perché non arrivi a beccarli (sì, vabbe’, anche… ma solo all’inizio): perché la mia umana, che non capisce un accidenti delle gioie della caccia, mi ha severamente impedito di rincorrerli.
Dandomi scosse elettriche? Ma va la’.
Mi ha solo detto “NO!”… e vabbe’, lì sono partita lo stesso all’inseguimento. Poi però mi ha dato una pacca sul sedere (eeeeeh, lo so che è una bieca maltrattatrice…), e lì ho capito l’antifona.
Cioè, ho capito che non vuole che insegua i conigli: non so perché, ma se lo dice lei mi fido, perché noi siamo un team e lei, tra noi due, è la più vecchia (moooolto più vecchia) e la più esperta, quindi deve aver ragione per forza.
E’ su questi presupposti che si basa un po’ tutto il nostro rapporto: io non è che sia proprio il cane più docile di questo mondo, eh… sono stata una cucciola “senso Puppy” e quindi sono intelligentissimisssima (me la tiro? Sì, me la tiro. Potranno mica tirarsela solo gli umani).
Siccome sono intelligentissima, a volte (okay: spesso) vorrei fare di testa mia: e ogni tanto capita che con l’umana discutiamo. Però lei ha l’Arma Segreta: i wurstel. E quando usa quella… ha sempre ragione, punto.
Poi, vabbe’, non è che ci sia solo quello.
C’è anche il fatto che lavoriamo insieme da tanto tempo (ho quasi due anni e abbiamo cominciato quando avevo due mesi), che ci capiamo con uno sguardo, che facciamo un sacco di cose insieme e che ci divertiamo moltissimo a farle. Sono cose che contano, sai, coniglio.
Che costruiscono una cosa che gli umani chiamano “rapporto” e che per me significa che mi parte la coda a mille quando vedo l’umana. E sono sicura che partirebbe anche a lei quando vede me, solo che a lei devono averla amputata (poverina, è nata quando ancora non era vietato tagliare le code) e quindi non ce l’ha. Pazienza.
Caro coniglio, ora tu ti starai chiedendo perché ti scrivo: be’, lo faccio per via di quel malinois di cui ti dicevo sopra. Quello che scrive sotto dettatura.
Non ti ho ancora detto che a dettargli le letterine è un avvocato, quindi uno che con le parole ci sa fare. E ci sa fare anche con i cani, perché ha al suo attivo un sacco di gare e di bellissimi risultati: insomma, sarebbe anche uno da stimare, se non fosse per questa sua pessima abitudine di strumentalizzare i cani per togliersi certi rospetti dalla gola e per attaccare quelli che fanno Utilità e Difesa, facendo credere in giro che usino tutti (o quasi) collari elettrici e in generale modi violenti e crudeli.
La mia umana, ogni volta che legge una di queste letterine, ringhia.
Ringhia perché ‘ste cose lui le dice sempre senza fare nomi, però invitando gli altri a farli (si chiama “mordere il salamotto e nascondere i denti”, o qualcosa del genere); ringhia perché quell’avvocato lì è venuto anche a fare una docenza all’ultimo corso ENCI organizzato sul nostro campo, e poche settimane dopo ha scritto a Gesù Bambino dicendo su tutti in campi in cui si fa UD c’è pieno di maltrattatori ed elettrificatori, quindi qualcuno potrebbe pensare che li abbia visti pure da noi.
Ringhia perché detesta tutti quelli che fanno di tutta l’erba un fascio, ma anche perché di fasci, volendo, se ne potrebbero far ben altri (l’umana si chiede perché non se la prenda con i comportamentalisti spacciapillole, per esempio, o con quelli dall’eutanasia facile. Ah, no: non chiedermi cosa vuol dire eutanasia. Ho provato a farmelo spiegare, ma lei rifiuta di parlarne. Così ho provato a sentire un po’ in giro, ma nessun cane ha le idee molto chiare in merito: da quel poco che ho capito, penso che sia tipo quando i conigli, invece di metterli nel cestino con le uova pasquali tutte colorate, li mettono in forno).
Insomma, sta di fatto che a me dispiace sentir ringhiare l’umana: quindi vorrei che tu, a Pasqua, portassi un bell’ovetto all’avvocato. Un ovetto con dentro una bellissima sorpresa.
Quale sorpresa? Be’, per esempio quella di scoprire che di campi come il nostro, dove si gioca e ci si diverte un sacco e si mangiano tante Armi Segrete, ce ne sono sempre di più. Io non dico che siano tutti così, per carità… gli stronzi esistono ancora, sono sempre esistiti e probabilmente sempre esisteranno: però il sentimento comune verso i cani è già cambiato un bel po’ e sicuramente cambierà ancora. E non a forza di letterine, ma con l’esempio.
Con i cani che vincono (o vinceranno: diamo anche tempo di crescere ai cuccioloni come me…) senza aver mai neppure sentito parlare di tele o di collari a punte o di botte (la pacche sul sedere non contano: prima scherzavo. Quelle sono solo dimostrative, tant’è che la mia umana quando me ne dà una si fa più male di me).
Mi ha detto l’umana che si chiama “rivoluzione culturale”, e che si potrà fare solo dimostrando coi fatti che si può arrivare su un podio anche rispettando i cani.
Gli stranieri è già da un po’ che ce lo dimostrano, ma qui c’è bisogno che vinca anche qualche italiano: che batta clamorosamente i “cattivoni” e che faccia capire loro che è ora di svegliarsi e di cominciare ad aprire la mente a nuove tecniche e a nuovi metodi.
Purtroppo è verissimo che alcuni di questi cattivoni non cambieranno mai: sono vecchi, sono testardi e soprattutto hanno paura.
Lo so, questo, perché anche la mia umana è vecchia.
E’ così vecchia che ieri, quando ha preso la scopa per pulire il pavimento dopo che io ci avevo sbriciolato sopra un intero pacchetto di  fazzolettini di carta, ho pensato che potesse salirci sopra e volare. Invece mi ha fatto un cazziatone per i fazzoletti (era meglio se volava, uff).
Comunque, dicevo: è vecchia e anche lei ha avuto molta paura di imparare tecniche che non aveva mai usato. Ha avuto paura di ricominciare tutto da zero: e infatti si è trovata in difficoltà.
Anzi, ogni tanto ci si trova ancora, pur non avendo mai usato in vita sua né collari elettrici né punte né altro… però le cose nuove sono nuove, e come tali difficili da assimilare e da trasformare in automatismi.
Ogni tanto mi dice che io sono il suo esperimento, e che è per questo che ogni tanto sembro una testa di cazzo (tipo quando mi guardo in giro in condotta anziché guardare lei: ma noi ci guardiamo già taaaaanto… anche la sera, quando stiamo abbracciate sul divano. Al campo ci sono cose diverse e interessanti, e fammele guarda’, no?).
Ogni tanto invece dice che sono proprio una testa di cazzo tout court. Però lo dice ridendo, perché tra noi si ride molto e si scondinzola molto (vabbe’, io scodinzolo. Lei fa quello che può, poveretta).
Insomma, anche lei ha avuto paura, all’inizio: ma si vede che, pur essendo una befana, ha ancora la mente abbastanza elastica da essere disposta a provare tutto ciò che c’è di nuovo e di bello.
E lei dice che prima o poi ci arriveranno anche tanti altri. Qualcuno magari no, perché se la fa troppo sotto: ma tanti sì.
Solo che, per riuscire a fare questa rivoluzione, bisogna avere taaaaante persone e taaaaanti cani che fanno UD: che la fanno come noi, ovviamente, divertendosi alla grande.
Perché se rimaniamo in quattro gatti, allora sarà più difficile vincere: e se non vinciamo, non convinciamo nessuno.
E’ un percorso che richiederà tempo, dice l’umana.
Ma che avrebbe anche bisogno del pieno sostegno da parte di chi, come noi, crede nel rispetto reciproco e nel lavoro fatto per piacere e non per costrizione.
Se invece proprio chi la pensa come noi è il primo ad attaccare la nostra disciplina, allora la gente se ne allontanerà… e a praticarla rimarranno – per davvero – soltanto i cattivoni… più quattro gatti di poveri illusi che speravano di cambiare il mondo, come i quattro amici al bar di Gino Paoli.
Allora, coniglio, me lo fai questo favore?
Lo prepari un uovo di Pasqua per l’avvocato, con dentro la consapevolezza che dettando ‘ste cose al povero malinois sta facendo sempre più il gioco degli stronzi e non aiuta per niente chi stronzo non è?
Come vedi te lo chiedo con ampio anticipo. Molto ampio. Così hai tutto il tempo per pensarci e per preparargli un uovo davvero bello, davvero speciale, davvero cinofilo.
In cambio io prometto di non inseguirti, se ti incontro. Anzi, se per caso sei uno di quelli che di notte si aggirano per il prato sotto casa, fatti riconoscere: scommetto che diventeremo amici (e NO, non ho incrociato la coda. Giuro).

Samba

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