sabato , 18 novembre 2017
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Botti, ordinanze di facciata e argomentazioni curiose

di DAVIDE BELTRAME – Anno nuovo, discorsi vecchi.
Alzi la mano infatti chi, nonostante le numerose ordinanze comunali in tema di petardi e/o fuochi artificiali, ha davvero passato il Capodanno senza esplosioni varie e non ha dovuto fare i conti con le paure del proprio cane o comunque con il “semplice” garantirne l’incolumità.
Tra coloro che si sono trovati “sotto bombardamento” alzi invece la mano chi, richiedendo magari un intervento delle autorità per far rispettare una delle numerose ordinanze, abbia ricevuto una risposta un po’ più risolutiva di una alzata di spalle e non si sia sentito trattato come se quello in torto e che “dava fastidio” fosse lui.

botti2015_1Sebbene il “bollettino di guerra” dei feriti (umani) sia sempre in decrescita negli ultimi anni e si sia arrivati quest’anno a “soli” 191 feriti contro i 253 dello scorso anno (fonte: La Stampa),  siamo sempre a 191 feriti di troppo.
Personalmente sono convinto che la diminuizione dei botti e dei feriti sia motivata più da una sempre crescente opera di prevenzione (cito alcuni numeri da un articolo sul Corriere della Sera relativi ai sequestri avvenuti prima di Capodanno: 1.168 strumenti lanciarazzi; 46 armi comuni da sparo; 1.823 munizioni; 23.292 kg di polvere da sparo; 7.123 kg di prodotti comunque illegali, 70.142 pezzi di articoli pirotecnici di varia natura), e più dalla minor disponibilità economica per il “superfluo”, con quindi anche meno soldi da spendere per petardi e compagnia.
In alcuni casi probabilmente è poi anche questione di casualità, ad esempio sempre sul Corriere si cita un episodio avvenuto a Napoli: alcune persone hanno ripreso e poi pubblicato su Facebook un video mentre erano ritratti a sparare colpi di pistola dal balcone. Stando alle testimonianze non sono stati gli unici a sparare con le pistole, e se stavolta nessun proiettile vagante ha colpito qualche passante come è invece successo in altri anni, il merito va solo al caso.
Quest’anno poi poteva anche essere maggiormente sentito il discorso sulla sicurezza, ma sembra un problema che ha toccato meno l’Italia dato che non sembra ci sia stato un calo a livello ad esempio di presenze nei grandi eventi nelle piazze.
Sono molto meno fiducioso sulla “presa di coscienza” della popolazione, soprattutto in tema di animali, dato che basta guardare i commenti che riscuotono più consenso sugli articoli relativi alle ordinanze anti-botti per trovare perle come quelle che seguono.

BRAVOOOOOOO !!! finalmente qualcuno che usa i neuroni !!! gli animali sono per la campagna non per la città!! ci vuole un genio per capirlo???? segregare in città un animale é pura violenza, egoismo e stupidità…. Ci sono anche le “PISCINE PER ANIMALI” !!!!! demenza allo stato puro …

Tutti questi signori che pretendono rispetto per i loro animali , quale rispetto hanno loro nei confronti della comunità? Le vie delle città sono latrine per cani lordate da escrementi liquidi e solidi, che chi accompagna l’animale si guarda bene dal raccogliere, forse pensa che siano un patrimonio dell’umanità , Prima di pretendere il rispetto , bisogna darlo, senza fare del vittimismo fuori luogo.
Ma finiamola! Cani sono. È assurdo.

Lo stesso tenore di commenti si può trovare ad esempio su Facebook, sia in risposta a chi magari ha lamentato l’uso di petardi e fuochi vicino casa sua, sia nei post relativi alle varie ordinanze comunali: quelle che puntavano maggiormente sul tema dei traumi causati agli animali domestici hanno visto quasi immancabilmente le solite uscite “ma i cani sporcano”, “ma i cani abbaiano” e affini. Insomma, le solite banalità che anche se non c’entrano nulla con l’argomento della discussione riscuotono sempre tanti “like”.

botti2015_2Niente di sorprendente in realtà, dato il tenore dei commenti dell’ “italiano medio” quando si tratta di cani (ne avevamo parlato ad esempio in un articolo del 2014).
Quindi, delle due l’una: o chi ha preso coscienza sul tema “botti-animali” non è tra chi commenta abitualmente online, o non c’è poi tutta questa correlazione diretta tra diminuizione dei botti e sensibilità per gli animali.
Ovviamente andrebbe benissimo anche se qualcuno si fosse sensibilizzato sul tema dei petardi per altri motivi, a mio avviso troppe campagne si basano “solo” sugli animali non andando quindi a sfiorare minimamente chi ragiona come i commentatori di cui sopra, ma rimane il fatto che sia sconsolante vedere che qualcuno rivendica il “diritto di sparare botti” fregandosene altamente del suo vicinato.
Però poi se magari alzi troppo il volume della musica, è il primo a lamentarsi che fai troppo rumore, o svegli il pupo che dorme, o altro. Perchè tanto il famoso “italiano medio” ci sui sopra è quello a cui va bene tutto, basta che quel “tutto” non dia fastidio o limiti lui: lo stesso che oggi spara i botti, se il prossimo Capodanno si trovasse col bambino piccolo dal sonno delicato, sarebbe magari il primo a prendersela con chi spara i botti… anche fossero le stesse persone con cui era lui stesso a farlo l’anno prima.

botti2015_3Le ordinanze e i divieti possono anche aver fatto la loro parte, però va evidenziato che dei 191 ferimenti, molti sono avvenuti proprio in comuni e province dove vigevano le teoriche ordinanze anti-botti.
Teoriche perchè, nonostante sia in aumento il numero di sindaci (più di 850, secondo il Corriere della Sera) che ha emesso ordinanze in tema di petardi e fuochi d’artificio, è chiaro che senza una conseguente opera di controllo sul territorio le ordinanze siano inutili.
Sarebbe obbligatorio anche raccogliere le deiezioni dei propri cani, eppure quanti non lo fanno, dando peraltro così poi materiale ai commentatori cinofobi (che poi va beh, vedono 1 cacca come fossero 151, ma questo è un altro discorso), sarebbe vietato anche buttare rifiuti a terra, eppure vediamo tutti come sono ridotte molte strade e spiagge in Italia, e potrei andare avanti per ore.
Rimanendo in tema di ordinanze, lodevole a mio avviso l’iniziativa del comune Casomarciano: sono stati sì vietati i botti, ma sono state distribuite gratuitamente alla popolazione delle lanterne cinesi da far volare a mezzanotte. Anche Rieti ha seguito la stessa strada vietando i botti ma distribuendo le lanterne luminose.
Anche queste vanno usate con cautela, ma il fatto di offrire un’alternativa e non limitarsi a “vietare” (spesso senza poi controllare) mi sembra decisamente intelligente.

Concludo con alcune delle frasi lette qua e la in risposta a chi lamentava il mancato rispetto delle ordinanze anti-botti.
Ne riporto solo alcune, con relativa risposta che darei a chi le pone, ed essendo abbastanza certo che almeno una di queste frasi post-capodanno la avrete letta anche voi.

“Ma i miei cani sono stati benissimo”
Mi fa piacere per loro. I tuoi cani però non rappresentano l’intera popolazione canina.
Esistono cani più sensibili, esistono cani con problemi di salute, esistono cani che vanno nel panico per i botti e possono rappresentare un pericolo sia per se stessi che per gli altri.
Se proprio te ne vuoi fregare dei cani altrui, o anche di tutti i cani del mondo, pensa che un cane scappato di casa per colpa dei tuoi botti potrebbe andare a far ammazzare qualcuno per strada. Oppure venirti a mordere una chiappa. Aggiungiamoci che oltre agli animali domestici ci sono anche i selvatici, anche questi spaventati dai botti e presi dal panico potrebbero finire più facilmente sulle strade, con tutto ciò che ne consegue.

“Da dentro casa mia non si sentiva nulla”
TU magari non sentivi nulla. L’udito dei cani è molto più sensibile del nostro, pertanto se pensi che averlo chiuso in una camera da cui tu non sentivi niente sia bastato a non farlo sentire nemmeno a lui, molto probabilmente sei in errore. Poi, eri coi cani mentre c’era rumore, o hai pensato solo a chiuderli in casa e poi sei uscito a sparare botti? Come fai a sapere che “sono stati benissimo” se non c’eri? Il fatto che il cane non dia magari segni evidenti non vuol comunque dire che stia vivendo con tranquillità la situazione.

“Per una volta l’anno cosa vuoi che sia”
Ok, allora posso prenderti a sberloni una volta l’anno, tanto cosa vuoi che sia.
E mi sono contenuto, perchè avrei potuto fare paragoni anche più “forti” ma credo che il concetto sia chiaro anche così. Quello che probabilmente chi fa questa obiezione non capisce è come non si tratti di “una volta l’anno”: magari pensano che passati i minuti in cui sparano i botti, sia tutto finito.
Peccato che oltre ai casi estremi quali possono essere la fuga o la morte di un cane, ci sia anche il caso dell’animale che fino a quel momento non aveva mai sentito i botti (magari perchè è un cucciolo) e trovandosi all’improvviso con così tanto rumore rimanga traumatizzato dall’esperienza.
A quel punto può portarsi poi dietro la paura per tutta la vita, ma anche se così non fosse può volerci molto tempo per rimediare a quanto successo quella “sola volta l’anno”.

“E’ la tradizione!”
Erano tradizione (e pure legge) anche il delitto d’onore, il matrimonio riparatore (entrambi aboliti solo nel 1981, non parliamo di secoli fa) e altre amenità. Non c’è molto altro da dire, no?

“Ma io voglio festeggiare!”
Chi te lo vieta? Davvero non sei in grado di divertirti e festeggiare senza i botti? Bene, anche ammesso che sia così, allora io invece voglio festeggiare senza rumori molesti vicino a casa.

“Ma i fuochi d’artificio sono belli!”
Pienamente d’accordo. Ma da qui a farli a due metri dalle case, direi che ce ne passa.
In più, esistono i fuochi d’artificio silenziosi: sono belli lo stesso (mica reputiamo bello il fatto che facciano “il botto”, no? Se no ci piacerebbero più i colpi di cannone che i fuochi d’artificio) e non traumatizzano nessuno. Se proprio vuoi fare i fuochi rumorosi, ti puoi organizzare per tempo e farli a una distanza decente dal centro abitato, o almeno informarti prima chiedendo ai vicini per sapere se qualcuno di loro ha animali o persone che potrebbero patire l’eccessivo rumore.

“Ma i cani abbaiano e fanno rumore tutto l’anno”
Questo è un classico intramontabile. Prima cosa, anche ammettendo un collegamento logico perverso per cui l’abbaio ti autorizzerebbe a sparare i botti fregandotene di tutto il vicinato (e pure delle leggi, se c’è un’ordinanza comunale in atto), perchè se magari altri cani abbaiano e fanno rumore “tutto l’anno”, io devo rischiare la salute dei miei animali che non danno nessun fastidio?
Se tu, dato che il cane di Tizio fa casino, non ti preoccupi di far star male il cane di Caio, seguendo lo stesso criterio domani io vengo a darti due sberle perchè Sempronio mi ha tenuto sveglio tutta la notte con lo stereo ad alto volume.
In più, anche fossero proprio i miei i cani maleducati che fanno rumore tutto l’anno, hai appunto… tutto l’anno per rivolgerti alle autorità, se ritieni che io arrechi disturbo. Ma anche in questo caso, guarda un po’, non sei autorizzato a fregartene delle leggi.
Sorvoliamo ovviamente sul fatto che per il cane abbaiare sia naturale (non per niente di solito per valutare l’effettivo disturbo viene valutato per quanto tempo solitamente il cane “presunto disturbatore” abbai e con che intensità), che magari qualche volta quel cane con il suo abbaiare ti possa pure salvato la casa da qualche ladro, eccetera… perchè di solito chi la mette su questo piano ha il “fattore di moltiplicazione” menzionato prima per la cacche, quindi un singolo abbaio lo fanno diventare “abbaia per ore intere” e in generale dopo aver fatto obiezioni così brillanti, se provi a far valere le tue ragioni ascolta con la stessa attenzione che ti darebbe Homer Simpson mentre sta mangiando una ciambella.

“Ma i cani sporcano le strade!”
Questo è l’altro classico che, rispetto al precedente, ha pure l’aggravante di non avere manco il “fattore rumore” in comune.
Se il cane sporca le strade, la colpa è dei padroni che non raccolgono i bisogni. Quindi discutine con il padrone. Poi, come sopra, una cacca non raccolta da Tizio non ti autorizza a far star male il cane di Caio. Altrimenti torniamo al discorso dello stereo di Sempronio…
Ah, ovviamente dopo questa obiezione mi aspetto che tu, paladino della strada pulita, non butti mai una cartaccia per terra, non getti i mozziconi di sigaretta, non butti niente dal finestrino dell’auto, non fai pipì per la strada (e non fai fare pipì e a volte pure pupù al bambino piccolo in mezzo al parchetto perchè tanto la sua “è santa”).
Mi aspetto poi lo stesso limpido fervore anche verso i tuoi concittadini che, non essendo ligi al dovere come te, sporcano le strade.
Perchè ok, i cani faranno la cacca, ma le siringhe, gli scontrini, i sacchetti di plastica, le cicche masticate e quant’altro troviamo ogni giorno sui marciapiedi delle nostre città, non è tutto lasciato dai cani…
Poi certo, visto che “i cani sporcano le strade” mi aspetto anche che una volta sparati i botti e i fuochi vari tu provveda a ripulire, perchè i residui dei botti dopo Capodanno ce li troviamo nelle piazze e sui marciapiedi. Ma sicuramente non sono i resti dei tuoi botti, perchè dato il tuo interesse per la pulizia non dubito che tu provveda sempre a ripulire dove hai sporcato. Vero?

Comunque, rassegnamoci. E’ andata così quest’anno, probabilmente andrà così l’anno prossimo e quello dopo ancora.
Finchè le cose succedono “agli altri”, ci sarà sempre chi guarda solo al suo orticello e non si preoccupa delle conseguenze e del fastidio, e magari si farà anche forte dei dati che danno i feriti in diminuizione, senza badare al fatto che non esista invece la statistica degli animali fuggiti, feriti o morti a Capodanno. O semplicemente del fatto che coi loro botti, oltre a poter far stare male gli animali, facciano anche stare in apprensione chi a quegli animali ci tiene.
Prendiamo come lato positivo il fatto che siano sempre più i comuni che cominciano a farsi carico del problema e a organizzare spettacoli che abbiano un impatto sonoro minore e speriamo che anche quelli più legati alla “tradizione” si convertano almeno ad attrazioni ugualmente piacevoli da vedere e che non diano fastidio a persone e animali, oltre a mettere notevolmente meno a rischio l’incolumità di tutti.
Perchè guardate che nessuno vieta di festeggiare: si chiede solo di farlo in un modo che non arrechi disturbo e soprattutto danno agli altri.
Se siete tra quelli che se ne fregano degli animali, fatelo almeno per rispetto delle persone.
Se poi proprio siete tra quelli che se ne fregano anche delle persone che non siate voi e i vostri amici… beh, allora avete ben poco da festeggiare.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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