sabato , 18 novembre 2017
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Ahhhh… ‘sti pit bull “senza pietà”!

di VALERIA ROSSI – Mi segnalano, leggo e commento al volo, con il solito: “giornalisti, SVEGLIATEVI e smettetela di scrivere cazzate allucinanti”!
La notizia, pubblicata su “Torino today”, è questa: due pit bull hanno ammazzato un’oca.
Proprio una cosa da prima pagina, eh. Il titolo, poi… (“Si puniscano i colpevoli”!) sembra un invito alla giustizia fai-da-te, visto che l’uccisione di oca non mi risulta rientrare ancora tra i crimini da codice penale.
Povera oca, su questo siamo tutti d’accordo: ma anche poveri cani, additati (al solito) come criminali/delinquenti/kanikattivipericolosissimi… per aver fatto quello che fa qualsiasi predatore di fronte a una preda.
Se può, se la magna.
L’oca pare fosse la mascotte del lungo Po Machiavelli, a Torino: è un’aggravante?
Per il giornalista sì, per i cani ovviamente no.
Se fossero stati due jack russell o due bassotti a farla fuori, la notizia sarebbe finita sul giornale?
La domanda è retorica… ma anche ammesso (e ben poco concesso) che ci fosse finita, quanto vogliamo scommetterci che l’articolo sarebbe stato una sorta di elegia funebre della povera ochetta, e che i cani sarebbero stati nominati solo di passaggio?
Invece erano due pit bull, e allora vai di frasi ad effetto: i cani “non hanno avuto alcuna pietà” (maddai? E tu, giornalista, hai pietà quando ti mangi un’anatra all’arancia? E anche ammettendo che tu fossi vegetariano, scrivi forse un articolo contro i cuochi quando la stessa anatra viene servita “senza pietà” in centinaia di ristoranti?).
Io devo ancora incontrare un predatore che “ha pietà” della preda, in natura: non so voi.
E poi l’oca che “ha cercato di reagire, ma i due cani l’hanno circondata”… che senso ha questa frase, se non quello di far apparire sempre più “kattivi” i cani?
Mi pare ovvio che la preda cerchi di reagire: le oche, poi, sono pure belle combattive. Però, contro due cani, non ha grandi possibilità di riuscita: non l’avrebbe avuta neppure se fossero stati i due bassotti di cui sopra.
E del fatto che l’oca “non avesse mai fatto male a nessuno”, ne vogliamo parlare?
Santiddio, era un’oca! Mica il mostro di Lochness!
Insomma, un articolo – come al solito – scritto al puro scopo di criminalizzare una razza.
Si dice anche che i due cani erano “senza museruola”: e con questo? L’autore del pezzo è stato informato che la museruola NON è assolutamente obbligatoria, e che bisogna soltanto averla con sè?
L’errore della proprietaria – definita “incivile” nell’articolo – è stato quello di non tenere i cani al guinzaglio: anche su questo siamo tutti d’accordo, il guinzaglio ci vuole.
Però quello che è successo è stata una cosa del tutto normale e naturale, ahimé: due predatori hanno cacciato una preda.
Mi dispiace per l’oca, ma non mi piace l’articolo, scritto proprio nel tono giusto per suscitare il primo commento che si può leggere al momento (“Mi auguro che in comune comincino ad interessarsi al problema prima che animali del genere facciano danni irreparabili“. Quali animali? I CANI?!?), mentre il secondo chiama in causa le immancabile cacche non raccolte.
Manca ancora il “poteva essere un bambinooooo”  (ma arriva, eh? Diamo tempo al tempo) e poi abbiamo fatto bingo.
RIDICOLI.

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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