lunedì , 20 novembre 2017
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Appunti di un aspirante cinofilo sull’area cani

di EMANUELE VITOLO –  Da sempre gli uomini, ai fini di una convivenza civile e pacifica, si sono imposti delle regole. Lo stesso vale anche per i cani che, come tutti sappiamo, discendono dai lupi: animali territoriali e molto gerarchici, più di quanto lo sia stato, e lo sia tuttora, l’essere umano.
I lupi, ancora adesso, hanno la fortuna di vivere in uno stato selvatico dove stabiliscono le proprie  regole e  ruoli: cosa che non vale per i cani i quali, essendo addomesticati, sono soggetti a delle regole imposte da noi esseri umani.
Inoltre i cani, a differenza dei lupi, salvo che non appartengano alla stessa razza e vivano insieme, non possono mai formare un branco appartenendo a razze, taglie, età e stadi neotenici diversi.
Tocca quindi a noi gestire l’interazione tra loro nel migliore dei modi al fine di evitare spiacevoli situazioni che possano avere esito tragico.
Dovremmo dunque cercare di darci una serie di regole di puro buonsenso (qui presentate con annessa spiegazione in chiave umoristico/etologica), da seguire prima di introdurre il nostro cane in area di sgambamento.

peace1. Prima di entrare, chiedere il permesso.
Se il vostro cane vive in “peace & love” stile John Lennon con tutti e magari in una vita da bipede sarebbe stato un monaco Zen, ciò non significa che gli altri cani la pensino come lui, anzi…
Introdurre il vostro cane senza permesso potrebbe fargli scoprire quanto in realtà la vita “fa schifo” e, molto spesso, questa scoperta non avviene proprio con metodi gentili…. e da cane Zen si potrebbe trasformare in un cane che odierà per sempre i propri simili.
Quindi, per evitare ciò, chiedere innanzitutto se il cane (o i cani) presenti nell’area siano amichevoli e poi il sesso (perché non necessariamente due cani non castrati dello stesso sesso debbano necessariamente litigare).

2. Evitare assolutamente di introdurre nell’area giocattoli e, tanto meno, bocconcini premio.
Una pallina o un pezzo di wurstel potrebbero far scattare una rissa degna di quelle che si vedevano nei film di Bud Spencer e Terence Hill, solo che quest’ultimo da tira pugni si è trasformato in Don Matteo mentre i vostri cani potrebbero fare l’esatto contrario. Quindi… evitate.

3. Cercare, quanto più è possibile, di fare interagire tra loro cani che abbiano, a grandi linee, la stessa taglia.
Una zampata data per gioco o, peggio ancora, una rissa tra un cane che pesa 6 kg e un altro che ne pesa 60 può avere esiti disastrosi se non mortali per il povero cagnolino di 6 kg.
Se siete i tipi da “se non vedo non credo”… allora fate braccio di ferro oppure, meglio ancora, sfidate ad una rissa una persona che è alta 2 metri e pesa il doppio di voi. Provare per credere.

canghep4. Evitare di fare nell’area cani classi di comunicazione improvvisate.
Se il vostro cane, per svariate ragioni, odia i suoi simili e un altro cane lo vede come gli americani vedono il tacchino sulla tavola nel giorno del ringraziamento, la mossa razionale e concreta da fare è portare il vostro cane in un centro di addestramento serio con un educatore altrettanto serio il quale provvederà a far interagire il vostro cane (o meglio, a mettere una pezza che resterà tale per tutta la vita) con cani allevati ed addestrati a svolgere il ruolo di cani guida.
Se invece siete tipi anticonformisti e quindi l’imbecillità vi attrae al tal punto di mollare il vostro cane che ha una grave aggressività intraspecifica (aggressività cane/cane) nell’area cani perché così credete che “prima o poi si abituerà agli altri cani”, allora metterete al repentaglio solo la sua incolumità e quella degli altri, con rissa garantita.
Ergo: vi ritroverete un cane ancora più problematico…. sempre se vi è andata bene.

5. Evitare di introdurre cagne in calore, anche se nell’area non vi è nessun cane.
Quando la vostra adorata cagnetta è in calore, nella sua urina vi sono i feromoni che fanno letteralmente uscire di testa quei due bei cagnoloni (che magari si conoscono sin da cuccioli) non castrati, così tanto amici che, stando nell’area insieme, all’improvviso dopo aver odorato in un punto preciso entrambi (dove la vostra cagnetta ha urinato ndr) “come per magia” hanno litigato pesantemente sotto gli sguardi allibiti dei loro padroni, che assistevano per la prima volta ad una loro rissa.
Ebbene: immaginate che vi troviate digiuni (letteralmente) insieme ad un vostro amico anch’egli morto di fame. All’improvviso sentite un odore così forte di cibo e, come un’oasi nel deserto, vedete apparire dinanzi a voi un solo piatto di pasta.
Che fate a quel punto? O fate metà ciascuno col vostro amico, oppure ucciderete il vostro amico per aggiudicarvi il pasto e quindi “mors tua vita mea”.
Tra cani, per quanto riguarda l’accoppiamento (mentre il cibo è un discorso a parte), guardate un po’… vige proprio quest’ultima regola. Quindi, proprietari di cagne in calore, siate più altruisti e pensate meno ai fatti vostri. Se per tutto il tempo del calore la vostra cagna non potrà correre e urinare “libera e felice” in area cani, abbiate fede… sopravviverà!

areaccopp6.  L’area di sgambamento non è “l’area di accoppiamento”.
Se avete una cagna e avete intenzione di farla accoppiare, non potete pretendere di farlo in un’area pubblica alla vista di bambini e passanti allibiti e, di conseguenza, impedendo ad altri cani di entrare. Come voi certe cose le fate nel comodo letto di casa vostra, anche i cani hanno diritto ad un luogo appartato (che di regola avviene in casa dello stallone e non necessariamente in un giardino). Quindi area cani non è sinonimo di area di “tolleranza”.

7.  E’ vietato rimanere fuori quando il vostro cane è all’interno dell’area.
Se chiamate la vostra ragazza per parlare delle vostre prestaz… cose passate e future siete pregati, se è proprio una discussione irrimandabile, di prendere il vostro cane e uscire insieme a lui, perché in caso di bisogno (es. una rissa) voi dovete sempre essere pronti ad intervenire. Non siete solo i padroni, ma anche i responsabili dei vostri cani!.

8. I cani, indipendentemente dal peso e dalla razza, rimangono sempre cani.
Se vedete da lontano che nell’area sta arrivando un signore con, per esempio, un Dobermann, questo non vi autorizza a prendere il cane e fuggirvene perché avete sentito che il Dobermann e così o colà.
Ogni cane è diverso a prescindere dalla razza e se un Dobermann è amichevole con gli altri cani non merita di essere discriminato come fosse un leone selvaggio: ha diritto di giocare come qualunque altro cane (e lo stesso vale per 1000 altre razze definite “pericolose” da pseudo giornalisti e pseudo politici). Avere pregiudizi e stare alle parole di ciò che dice la gente è sinonimo di becera ignoranza. Punto.

9. Tutti i cani sono importanti e tutti hanno il diritto di divertirsi.
Se voi avete un pit bull bello muscoloso e giustamente (vedi regola n°3) non lo volete fare interagire col maltese della signora che sta fuori, ciò non vi autorizza ad occupare l’area per ore intere solo perché voi avete il “pit bull atletico e muscoloso” e la signora ha “solo” un maltesino: ha il diritto anche lui di entrare e divertirsi.
Tutti i cani, dal più piccolo al gigante, hanno pari dignità e pari importanza sociale. Quindi ragionamenti del tipo “aspettate, tanto il vostro è un cane piccolo” sono da emeriti deficienti che non meriterebbero di avere neanche un pesce rosso in casa.

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