domenica , 19 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Umorismo >> Hai sbagliato cane? Sei un pirla!

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Hai sbagliato cane? Sei un pirla!

di VALERIA ROSSI – Premessa: a me piace un sacco la Littizzetto. E non perchè parli a mo’ di scaricatore di porto come la sottoscritta, ma perché ha la grandissima abilità di riuscire a farmi sorridere anche sulle cose serissime – sdrammatizzandole – e di farmi riflettere, a volte, perfino sulle cazzate.
Detto questo, mi son ritrovata tra le mani un suo libro di qualche annetto fa (2008), e me lo sono riletto di gusto: ma quando sono arrivata al suo pezzo sui turisti italiani rapiti… mi si è come acceso un terzo occhio col quale, anziché di gente imbecille che andava a cercarsi le rogne scegliendo per le vacanze mete ad altissimo rischio, leggevo di gente imbecille che prima si prende il cane e poi va in crisi perché il cane fa il cane.
Risultato: non posso trattenermi e quello che mi sono letta nella testa lo riporto anche qui. Prendetelo come un omaggio alla Lucianina nazionale, anche se in realtà è un mezzo plagio, visto che non ho soltanto “preso ispirazione” ma che qualche frase l’ho direttamente copiata pari pari, o quasi (lei non parlava di cani, quindi quelli ce li ho messi io).
Però, anche se scopiazzato, questo sarebbe pure il mio pensiero, che spesso esprimerei in toni simili se tutto sommato non fossi una santa donna che spera sempre di convincere la gente con la logica ed il buon senso, anziché mandandola a quel paese o prendendola per i fondelli.
Ma siccome è anche vero che quando ce vo’ ce vo’, e che ogni tanto bisogna pur sfogarsi…

tazPosso dire una roba?
Vogliamo cortesemente piantarla di comprare cani tosti, cani nevrili, cani iperattivi e poi di rompere i coglioni ad allevatori, educatori e addestratori, perché ‘sti cani si rifiutano di fare i peluche sul divano e vogliono lavorare?
No, perché ogni santo giorno c’è qualcuno che si compra il border collie che in TV porta dolcemente le ciabatte a papà e poi fila a cuccia per sempre; o l’akita che secondo lui dovrebbe aspettarlo in eterno alla stazione nel caso tiri le cuoia; o il rottweiler che siccome è grande e grosso ti deve difendere di default, però deve pure distinguere tra il delinquente e l’amico cretino che ti fa “BU!” saltandoti in spalla… e poi piange perché al cane non basta fare il giro dell’isolato per pisciare, si lamenta perché abbaia quando si avvicina il nonno col bastone, si dispera perché se vede un altro cane tira per andarlo a conoscere.
E a volte devi andare a recuperare ‘sti cani per la pelle del sedere prima che finiscano in canile o peggio, perché ci sono le Sciuremarie per le quali fino a ieri il massimo dell’attività fisica è stato l’uncinetto, e che oggi “se non è almeno un dobermann, non è un cane”.
Ma vogliamo accendere il neurone per un momento?
Se sullo standard di una razza c’è scritto che “è un cane vigile e attivo, che trabocca di vitalità, e sempre pronto a passare all’azione“, ci sarà un motivo?
Se vi dicono che è un “tenace e strenuo lavoratore“, ci sarà una ragione?
E allora tu, tu che fai l’uncinetto perché lavorare a maglia con ben due ferri è già troppa fatica… proprio uno di quei cani lì, devi andarti a prendere?
E la cosa che mi fa più incazzare è che non ce n’è uno che dica “ho sbagliato cane”. Mai.
Uno che ammetta “Scusate, ho fatto una cazzata”. Ma neanche per sogno.
Hanno appena mollato il cane sulla porta del canile, magari di nascosto o raccontando di averlo trovato per strada, per evitare di farsi mandare sacrosantemente affanculo se dicono che è il loro e che non lo reggono più, e già farneticano del loro prossimo “peloso” (perché chiamarlo “cane” fa brutto) che non sarà più un malinois, magari, ma un grigione.
Non sarà più un rottweiler ma un cane corso.
Nessuno che dica “minchia, sarà mica il caso che dirotti su un bassethound?”.
Ma proprio mai.
Se il malin o il rott gli son scappati un attimo di mano, se hanno morso la zia o si son mangiati il pinscher della suocera, è colpa dell’allevatore. Oppure è l’educatore che di quel cane lì non ha capito niente (anzi, probabile che non capisca un cazzo di cani in assoluto).
E’ il comportamentalista che non gli ha dato la pilloletta abbastanza miracolosa.
Ritentiamo, saremo più fortunati.

cani_negozioE ci fossero solo i cani “tosti”, i cani “difficili”… figuriamoci.
C’è anche la sciura che compra il cane in negozio, perché “figurati se il MIO negoziante vende cani dell’Est” (quindi lo sa, che cosa sono i cani dell’Est: ma pensa che li vendano solo agli altri).
E quando il tenero cucciolotto le schiatta di cimurro dopo una settimana va a “farselo cambiare” nello stesso identico negozio (perché gli altri cani saranno sicuramente sanissimi, figuriamoci! E poi, che cavolo, mica vorrai che ci rimetta i soldi!).
Ci sono quelli a cui spieghi in tutte le lingue e in tutte le salse che il cane è un impegno, ma un impegno grosso: che i cuccioli, soprattutto, sono un lavoro a tempo pieno.
Che pisciano e cagano a raffica, che rosicchiano e mordono (anche te).
E loro dicono “sì sì, certo, lo so, lo so”.
Poi ti scrivono mail come questa: “Aiutoooo!!! Ho un cucciolo di due mesi, lo porto fuori due volte al giorno eppure continua a fare la pipì in casa! Ormai è una settimana che andiamo avanti così, e non ne posso più! Se non impara, non posso mica più tenerlo!”
Ma scusami, eh… vuoi il cane e non hai idea di cosa significhi avere un cane?
Vuoi il cane tosto, ma non hai la più pallida idea di cosa significhi avere un cane tosto?
Vai in un allevamento di dobermann e fatti ospitare per una settimana: in cambio spalerai un po’ di cacche, che all’allevatore fa sempre comodo e a te serve da esperienza.
Chiedi all’amica che ha appena preso un cucciolo di lasciarti dormire da lei per due o tre giorni: se è un’amica non ti dirà di no, specie se spera che la prima volta che scendi dal letto e pianti il piedino nudo nella prima pisciata mattutina, sarai tu a pulirla.
Vai in canile e porta a spasso un cane di sessanta chili, che magari non sarà figo e di super-razza, ma almeno ti fai un’idea (e fai pure un’opera buona).
Prova, sperimenta, renditi conto.

akita_trudinoSe poi vorrai ancora il cane, significherà che sei pronto ad averne uno e che non scasserai i maroni a tutta la cinofilia italiana dopo che te lo sarai portato a casa.
Altrimenti vai di pesce rosso, di tartarughina, di canarino (fermo restando che anche questi impegnano, eh. Però forse con questi ce la puoi fare, se non altro perché non devi uscire di casa).
Meglio ancora, vatti a pija’ un trudino: ce ne sono di tutte le razze, non devono uscire a pisciare, non cagano e non rosicchiano.
E se pensi di poter tirare le cuoia nei prossimi giorni, quello dell’akita puoi pure piazzarlo alla stazione: ti assicuro che non si muoverà da lì per l’eternità, perché a differenza di Hachiko lui non ti seguirà mai nella tomba e non ti ritroverà su nessun Ponte dell’Arcobaleno.
Per sua fortuna.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico