giovedì , 23 novembre 2017
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Perchè ho scelt… no, “prenotato” proprio un Border collie

di FABIANA BUONCUORE – Ci sono alcune cose che ti cambiano la vita di parecchio. Possono essere eclatanti, di quelle che ti spingono a cambiare drasticamente taglio di capelli o a riordinare tutta la casa, perché ti senti cambiata dentro e sei portata a cambiare un po’ anche ciò che sta fuori; insomma, cose che ti cambiano un po’ tutto.
E poi ci sono i cambiamenti subdoli. Quelli che ti si insinuano goccia a goccia, di cui nemmeno ti rendi conto.
Al corso per addestratori ENCI, in quanto allevatrice, ero (a torto) vista da molti compagni di corso come una “che già ne sapeva”, per la quale il corso non era altro che una mera formalità.
Naturalmente non è stato affatto così; fatto sta, però, che possiedo diversi rottweiler da un po’ di anni (preceduti ancor prima da alcuni meticci), che avere dei cagnoni grandi e grossi che ti obbediscono ti fa fare la tua porca figura e che ormai tutti associano la mia personalità a quella del rott.
Ok, è inutile fingere di stare parlando di tutt’altro: sapete tutti dove andrò a parare, perché avete letto il titolo, quindi bando alle ciance e veniamo a noi.

rottbordCome è stato che la sciurarottweilerista ha deciso di avvicinarsi ad una razza che è l’esatto opposto di quella che ha nel cuore da così tanto tempo?
Ecco, è stato proprio uno di quei cambiamenti-stillicidi di cui parlavo sopra, a verificarsi. Ed è partito tutto dal corso ENCI.
In quei sei mesi, durante i quali Davide Cardia non ha mancato di deridere il mio piccolo cucciolino Tonino ogni volta che lui… ehm… eseguiva gli esercizi “a modo proprio”, il border collie (peraltro razza di cui nessun docente è in possesso) era ovunque.
Alcuni esempi?
“Certo, se questo esercizio lo fa un rottweiler, i risultati sono quello che sono… ma se lo fa un border, allora la musica cambia.”
Reazione della sciura: “Oh… beh… chissene, intanto il mio rott sa fare tutto.”
“I molossoidi son teste dure, impiegano una vita ad apprendere; sono difficili da tenere in riga perché tendono a dominare e possiedono una tempra forte e poca sensibilità, quindi prima di far loro capire le cose ci va un po’. Ad esempio, col border questo non succede: uno sguardo, un cenno del capo, e hanno capito tutto.”
Reazione della sciura: “Bof… e che me ne farei di un cane così facile? Poi, se è troppo sensibile, quando lo sgridi non sai mai se gli hai causato un trauma. Il rott, quando lo sculacci, scodinzola felice perché pensa che tu lo stia accarezzando.”
“La condotta formale è una serie di esercizi per cui il cane deve anche avere il fisico adatto. Quelli pesanti ad esempio hanno poca cognizione del treno posteriore, mentre, che so, i border, loro sì che sanno essere impeccabili.”
Reazione della sciura: “Beh, certo che non mi spiacerebbe riuscire a fare con uno dei miei cani la condotta come la fa il Maestro Cardia col suo malinois… ma non si può avere tutto dalla vita.”
“Benvenuti nel campo di agility. Qualsiasi cane può fare agility, con le giuste accortezze…”
Reazione della sciura: “Aha! Infatti, il mio Tonino sa fare quasi tutti gli eserciz….”
“…però mettetevi in testa una cosa: questa è la casa dei border collie.”
Reazione della sciura: “Ok, adesso basta. Voglio un border collie.”

bordfab1Fortuna che a casa di Valeriarossi ci sono un sacco di libri di Valeria Rossi, fra cui diverse letture sulla razza; così ho cominciato a documentarmi.
Più mi documentavo, più leggevo termini come “estremo”, “iperattivo”, “instancabile”… ma, soprattutto, una moltitudine di aggettivi terminanti in “-issimo”.
Proprio come una persona normale, documentandosi sul rott, dovrebbe capire che NON è il cane adatto a lui/lei, e invece più legge e più lo ama e ne desidera uno, io ho iniziato a leggere sempre più avidamente queste due frasi, sentendo l’adrenalina gonfiarmi le vene:
“Il più grande pregio del border collie è quello di essere un cane estremamente attivo ed intelligente. Il più grande difetto del border collie è quello di essere un cane estremamente attivo ed intelligente.”
Lo so, io non sono normale: dopotutto, ho scelto anche di allevare rottweiler.
Fatto sta che, dopo un trasloco fatto alla meno peggio per cominciare la convivenza col fidanzato, ed una sottile ed impercettibile opera di convincimento (”Prendiamo un border?” “No.” “Dai.” “No.” “Eddai!” “No.” “Ma almeno andiamo a vedere un allevamento!” “No, perché poi ne prendi uno.” “Ma no, promesso!” “Sicura?” “Sì, sì!” “Ok, allora FORSE possiamo anche andare a visitare un allevament…” “Pronto? E’ l’allevamento di border? Vorremmo venire a vedere i suoi cani! Sì, sì, domani è perfetto! Ok, alle 15!”)… siamo andati a visitare una bravissima allevatrice di questa razza così “-issima”.

In entrambe le foto, la futura mamma Stitch
In entrambe le foto, la futura mamma Stitch

Percorsi infiniti, tornanti sulle colline delle Langhe tra paesaggi mozzafiato e paesotti piemontesi… e superati due km di strada sterrata in mezzo al nulla, finalmente siamo lì.
Apro la portiera dell’auto e mi salta in braccio una border dal mantello rosso fuoco, agile ed elegante come una volpe. Almeno credo, visto che non sta ferma un attimo e non smette di leccarmi la faccia.
Raggiungiamo la casa scortati dalla piccola volpe festante e conosciamo l’allevatrice, che cordialmente tenta di presentarsi, mentre il mio cervello si schianta al suolo nell’istante in cui avvisto la cucciolata di borderini di un mese. Quei cosettini batuffolosi e rotolanti non possono essere veri… e così, quando lo yeti mi riporta alla realtà con una gomitata, fatico a ritornare nel mondo dei vivi, biascicando la cosa più simile ad un saluto che riesca ad emettere in quel momento.
Dopo un po’ di spiegazioni sulla razza, l’allevatrice mi presenta un’altra femmina (la rossa è la mamma dei cuccioli), e poi una terza, quella che lei ritiene essere la possibile mamma del cucciolo più adatto a me, in base alle mie esigenze: la cagnolina arriva con la palla e me la lascia per terra.
“Ignorala, se no non ti molla più.”
Continuiamo dunque a parlare, la border blue merle mi guarda con aria interrogativa. Non ottenendo il risultato sperato, riprende la palletta e me la deposita in grembo. I suoi occhioni marroni, con una goccia celeste sul sinistro, mi fissano intensamente.

bordfab3Rimango basita: un rott non solo fatica ad avere la coordinazione per mettere la palla nel luogo esatto in cui vorrebbe effettivamente posarla, ma poi non esiste che effettui un simile ragionamento: “non l’hai lanciata, ho sbagliato qualcosa; adesso la riprendo e la poso in un punto in cui tu la vedi meglio”.
Il rott è più per l'”ogni lasciata è persa”.
Ma proprio in senso letterale.
“Lasciala perdere, non farci caso.”
Obbedisco all’allevatrice ed ignoro la cagna, la conversazione continua e dopo pochi secondi lei si muove di nuovo: stavolta prende la palletta dalle mie ginocchia, si sposta sinuosamente al mio fianco e me la spinge direttamente nella mano destra. E’ troppo.
“Quando possiamo prenotare un cucciolo?”, dico, quasi senza pensarci.
Lo yeti mi guarda con occhi che fanno fuoco e fiamme, ma non dice nulla. Più tardi mi giustificherò dicendo che “non l’ho mica preso, un cucciolo. L’ho solo PRENOTATO.”
Insomma, è andata pressapoco così. Fatto sta che la sciurallevatrice sciurarottweilerista ora rischia davvero di diventare anche sciuraborderista.
Frequentando una scuola come il Debù riceverò tutto il supporto che mi serve per non rischiare di commettere errori… e così ora aspetto che nasca il mio batuffolo borderoso iperattivo, anzi la mia batuffola, perchè sarà una femmina (che poi, peggio di Samba non potrà mica essere).
E se un giorno mi porterà con gioia una delle mie scarpe ricoperta di bava e pauta… saprò chi gliel’ha insegnato.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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