di VALERIA ROSSI – Mi chiedono di commentare questa notizia apparsa su alcuni giornali (vedi per esempio l’articolo su “Lazampa.it”): si sta pensando ad un progetto di “abbattimento selettivo” di alcuni lupi sulle Alpi, in deroga alla legge europea che li protegge.
Io mi occupo di cani e di lupi non mi intendo più di tanto: so quello che ho letto sui libri e nulla più.  Però credo di intendermene un po’ di umani, e questo progetto mi puzza tanto di “contentino politico” dato agli allevatori che, non riuscendo a difendere efficacemente i loro animali da reddito, piuttosto che cercare altre vie preferiscono chiedere che venga presa la scorciatoia più comoda.
Il piano di possibile abbattimento è allo studio dell’Unione zoologica italiana, che se ne sta occupando per conto del Ministero, ed è stato presentato a Cuneo in questi giorni da Luigi Boitani (ordinario di Zoologia alla Sapienza di Roma e noto studioso del lupo).  Il prof. Boitani ha rilasciato ai giornalisti un’ironica dichiarazione, che personalmente trovo piuttosto inquietante:

“La bozza ha scontentato sia chi vuole eliminare il lupo sia chi chiede che sia protetto senza se e senza ma. Per questo credo che sia stato fatto un buon lavoro”.

Ma siamo proprio sicuri?
Ci sono sempre due possibilità, quando si scontentano tutti: la prima è quella di aver fatto davvero un buon lavoro, sforzandosi di mantenere un equilibrio sensato tra la conservazione del lupo e le esigenze umane… ma la seconda è  di aver fatto davvero un lavoro raffazzonato, senza capo né coda, che non piace a nessuno perché non serve a nessuno.
Non ho avuto modo di leggere il progetto, ma basandomi solo su ciò che scrivono i giornali (e quindi con tutti i benefici di inventario del caso), a me il vago sospetto che si possa rientrare nel caso b) è venuto.
Si parla infatti di abbattimenti “da valutare caso per caso” (?), laddove La Stampa precisa: “Potrà eventualmente essere ucciso un lupo quando sia stata dimostrata l’impossibilità di contenerne l’aggressività verso greggi o animali domestici e quando si siano rivelate inefficaci tutte le altre difese, come le reti, i cani maremmani, i recinti elettrificati o – cosa dimostratasi fondamentale – la costante presenza dell’uomo”.

caccialupo2Ma che cavolo mi significa, “impossibilità di contenerne l’aggressività verso greggi o animali domestici”?
E’ un lupo, santiddio!
Cosa dovrebbe fare, un predatore, nei confronti delle sue prede naturali, se non mostrare “aggressività” (ovvero, un sano e normale istinto predatorio)? Giocarci a ramino?
E questa aggressività, come si pensa di “contenerla”? Educandolo? Addestrandolo?
Ma mica si può: il lupo ha paura dell’uomo, per nostra ma soprattutto per sua fortuna (altrimenti gli episodi di bracconaggio, già in numero disgustosamente alto – secondo il WWF vengono uccisi dai bracconieri cento lupi all’anno, su una popolazione totale di circa duemila soggetti –  andrebbero moltiplicati per mille).
Quanto al fatto che “si siano dimostrate inefficaci tutte le altre difese” (ovvero recinti elettrificati, cani da guardianìa e presenza dell’uomo)… be’, ma chi ci vorrebbe mai per superarle davvero tutte?
Superwolf?
Io me lo vedo, il superlupo volante in calzamaglia che vola oltre le recinzioni elettrificate, abbatte i pastori maremmano-abruzzesi a colpi di karate, evita l’uomo strisciando verso le fattorie come Lupo Alberto quando cerca di non farsi beccare da Mosè per rapire la gallina con cui è fidanzato… e alla fine si pappa la pecora!
Ma andiamo: che razza di favole ci stanno raccontando?
La verità è che i recinti costano cari, che i cani da guardianìa bisogna mantenerli (anche perché non ne basta certo uno…), che l’uomo non ha voglia di passare tutto il suo tempo con il bestiame: quindi è più comodo tirare qualche bella fucilata qua e là, in pratica ammazzare qualche povero capro espiatorio (anzi, in questo caso lupo espiatorio) e far vedere che “si è fatto qualcosa” a livello politico, quando in realtà non sarà cambiato assolutamente nulla.

caccialupo1E’ ormai noto e arcinoto che i capi di bestiame vengono attaccati più spesso da cani randagi che da lupi (con la possibile inclusione di ibridi, visto che i cani randagi possono accoppiarsi con i lupi stessi), così come è noto e arcinoto che chi fa un corretto uso di recinzioni e di cani non ha più problemi con i lupi.
Vi invito a cliccare su questo link, scoprendo che un’azienda toscana che produce cachemire utilizza undici pastori maremmano-abruzzesi per tutelare le sue duecento capre: loro stessi definiscono il loro intento di proteggere sia i propri animali che i predatori come “un equilibrio difficoltoso, costoso, che richiede tempo, pazienza e denaro”.
Ed è sempre qui che casca l’asino: anzi, che rischia di cascare il povero lupo.
Il problema sono i soldi.
Ovvio che a chiunque scocci spenderne, ma quando avvii una qualsiasi attività i rischi di impresa vanno messi in conto… e non è che puoi risolvere tutto a fucilate.
Io lavoro su un campo di addestramento, e stanno per aprirne un altro a meno di un chilometro dal nostro: secondo la logica dei pastori, anziché metterci di impegno, studiare e lavorare per dimostrare che siamo più bravi noi, dovremmo forse appostarci nell’erba alta e sparare ai concorrenti?
Per i pastori il lupo è un “concorrente”, ovvero un competitore naturale, come è sempre stato dagli albori dell’attività di allevamento.
Però, tra uomini, il concetto di concorrenza sleale esiste e viene punito dalla legge (anche sparare ai concorrenti non è visto esattamente benissimo…): perché si dovrebbe permettere di fare una concorrenza non soltanto sleale, ma addirittura omicida (anzi, lupicida) quando il competitore ha quattro zampe?

caccialupo3Non è un discorso animalista o antispecista, è solo un discorso etico: un minimo di rispetto per la natura, vogliamo mantenerlo sì o no?
Oltretutto, proprio da parte di chi ha scelto un lavoro molto naturale come quello della pastorizia?
Se non vi va bene di dover competere con i lupi, andate a lavorare in fabbrica, cazzarola.
Altro che sparare identificando “caso per caso”… che poi mi piacerebbe pure sapere come intendono fare.
Sono tutti marcati e identificati, i lupi alpini? Non lo so di preciso, ma non credo.
Quindi, a chi cavolo spariamo?
Vediamo un lupo, gli chiediamo patente e libretto, e se il lupo si chiama Mario Rossi lo lasciamo andare, mentre se si chiama Giorgio Bianchi – noto autore di stragi di pecore – gli spariamo addosso?
Ripeto che non sono un’esperta di lupi, ma direi che so quello che c’è da sapere in questo caso: il lupo è un predatore e gli animali da reddito per lui sono prede; se viene a mangiarsi proprio gli animali da reddito è perché quelli selvatici li abbiamo fatti sparire noi umani, urbanizzando troppo ed impedendone la diffusione, visto che non ci sono più boschi e foreste in cui vivere.
Al lupo l’uomo fa letteralmente schifo, e se potesse se ne starebbe ben lontano: se si avvicina, è colpa nostra. Se non trova più da mangiare nei boschi, è colpa nostra. Se è un predatore, infine, è colpa della natura e non certo sua.
E allora perché mai dovremmo sparargli?
L’etica umana, fino a prova contraria, prevede che si possa ammazzare solo per tre motivi: per  punire una colpa gravissima (almeno in certi Paesi: in Italia no), per autodifesa e, solo nel caso degli animali, per cibarsene.
In tutti gli altri casi, ammazzare è un crimine.
Ora: visto che il lupo non è un animale commestibile, visto che non attacca l’uomo e visto che non ha colpe per cui possa essere punito… per quale stracavolo di motivo non dovremmo considerare un crimine il fatto di ammazzarlo?
Datemi una risposta sensata, e diversa da quella che ho in mente io (ovvero: “perché ci fa comodo, così risparmiamo”) e forse riuscirò a capire questo progetto di abbattimento.
Magari non lo apprezzerò, ma arriverò almeno a capirlo: perché al momento proprio non ci riesco.

 

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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26 Commenti

  1. la cosa più assurda e che mi fa più rabbia e tristezza è il fatto che poi si organizzino gli abbattimenti selettivi anche delle prede (caprioli, cinghiali…) perchè rovinano le coltivazioni…

      • Io in mezzo ai cinghiali e ai caprioli ci vivo e vedo i danni che fanno, non soltanto alle coltivazioni. A causa dei caprioli in soprannumero, non crescono più alberi nuovi nei boschi perché i caprioli mangiano germogli e cortecce. Se l’abbattimento selettivo non serve, cosa fare? Lasciare che le prede aumentino senza controllo? Non amo la caccia, ma questo è l’unico caso in cui la giustifico. Qualche notte fa mi è entrato un cinghiale in cortile! Meno male che ci sono i lupi, almeno sono predatori naturali.

        • alt! non ho detto che non serve, ho detto che vanno rivisti i canoni, e supportati da dati tecnici 🙂 per ottimizzare la cosa. A me i danni grossi li fanno le lepri, ma soprattutto i fagiani (che ricordiamo, sono alloctoni quanto la nutria) che rilasciano per la caccia. Però hanno aperto la caccia alle volpi. Che danni non me ne fanno 🙂

  2. Mah… io da inguaribile ingenua ho letto l’articolo su La Zampa e l’avevo interpretato in modo diverso, la frase “potrà eventualmente essere ucciso se…. etc..etc..” a me invece era suonata come:
    1 hai messo i recinti?
    2 hai preso i cani?
    3 Ci sei andato in alpeggio?
    Se la risposta è sì a tutte e tre le domande e ti mancano due pecore, allora può darsi che eventualmente se si appurasse proprio proprio che è stato il lupokattivo… magari andiamo a cercare qual è e lo abbattiamo.
    Se la risposta è no anche a solo una delle tre domande… ‘azzi tuoi…
    Sono una illusa?

  3. Da contadina capisco che chi fa ancora una dura vita in montagna si senta quantomeno “innervosito” dai danni che fanno quei furboni dei lupi, che effettivamente acchiappano quando possono. Scendono giù con i temporali e gnam gnam (io penso che abbiano capito che il temporale va a loro vantaggio e approfittano). Ho visto con i miei occhi persino un cavallo -non un pony eh, un cavallo grande e grosso- conciato parecchio male.
    Però l’unica risposta non può che essere una risposta etica. Non sono neppure minimamente animalista nè anti-specista (figuraimoci!!) però, caro pastore, prendine atto: la montagna è anche dei lupi, e sta a te prendere i provvedimenti . Possibilmente con un concreto aiuto da parte delle istituzioni. CONCRETO.
    Noi abbiamo un maledetto problema di GHIRI, animali protetti, simpatici finchè vuoi ma più dannosi dei lupi. Ci stiamo inventando di tutto per tenerli alla larga, ed è molto più difficile tenerli alla larga rispetto ai lupi. Chi ci aiuta? Nessuno! Ci sono i ghiri nei boschi, non farli entrare nei tetti e nei noccioleti è affar nostro. Non è che possiamo sterminarli e basta.

    • da agricoltore capisco anche io, ma me la prendo di più con tutto il sistema che si sostiene sull’agricoltura e non fa nulla per creare le condizioni adatte affinchè possiamo fare reddito (compreso far si che le aziende non competitive e abusive continuino a rovinarci il mercato) 🙂 che con i lupi 🙂

      • Purtroppo in Italia l’agricoltura è la cenerentola delle cenerentole. Quello che andiamo cercando non è assistenzialismo, finanziamenti a pioggia, che alle volte ci aiutano pure eh, ma non risolvono un bel nulla.
        Se il problema della nostra agricoltura fossero solo i cinghiali, i caprioli ,i lupi e quei puzzoni dei ghiri…., staremmo tutti parecchio, ma parecchissimo meglio!!!
        Ad esempio credo che qualsiasi pastore metterebbe un bel frmone per avere meno scartoffie ASL dentro la sua malga e molti più lupi fuori!!!

        • Io non sono un agricoltore e nemmeno un allevatore però il problema dei ghiri ce l’ho ugualmente. Vivo in mezzo ai boschi ed I ghiri hanno occupato abusivamente il mio sottotetto. Ora sono in letargo ma fra qualche mese si ricomincerà con le corse notturne ( io vorreri riposare la notte) i rumori le urla dei cuccioli quando gli adulti se ne vanno a spasso, il gatto che tenta di acchiapparli e le cache….schifose! Approfitto per chiedere “ma come fate a tenerli alla larga?”

          • Beh, innanzitutto bisogna eliminare i rami che si avvicinano al tetto, e poi chiudere tutti i buchi. Eliminare qualsiasi cosa possa servir loro da “tana”. Se possibile. Io devo dire che un par di furetti che ho tenuto in giro un inverno nel sottotetto hanno fatto si che ci siano stati molti, ma molti meno risvegli in primavera. Si, i furetti sono ottimi. Ma neppure loro sono silenziosi e profumati, in verità!!
            Ci sono poi i dissuasori ad ultrasuoni. comunque eliminarli del tutto non si può. Dal noccioleto poi|||
            Favorire i loro nemici -rapaci diurni e notturni e mustelidi tipo martora- con luoghi adatti di nidificazione e rispetto dei nidi, un po’ funziona. Ma credo che un po’ di rotture di palle dai simpatici roditori, ce le dobbiamo sorbire.

          • Grazie! Ok quindi mi tocca sopportarli. I dissuasori a ultrasuoni non sono un granchè (un po’ come quelli per le talpe) e quei furboni utilizzano il filo del telefono non I rami degli alberi per accedere…..continuerò a complimentarmi con la gatta quando fa bene il suo lavoro.

        • Ma infatti! è inutile che mi dai il contributo disaccoppiato per comprarti un voto, e quei soldi poi vengono spesi male. Chiariamoci quando parliamo di controlli Asl, siamo i primi a essere favorevoli, ma che le regole siano chiare, definite, e applicate a tutti. E soprattutto che si semplifichi! Purtroppo l’allevamento citato nell’articolo è uno dei pochi in cui i conti si fanno, in molti molti altri sono poco più di hobby in perdita.

  4. Ma… Chessò… Incentivare questi “allevatori in difficoltà” aiutandoli a prendere ed addestrare dei cani da pastore?
    Non sarebbe un sacco più intelligente?
    Non aiuterebbe gli allevatori di questo tipo di razze a tirare un po più avanti?
    Non aiuterebbe addestratori ed educatori a guadagnare qualcosina in più affiancandosi ai pastori per fargli difendere meglio i loro investimenti?
    Se dobbiamo abbattere degli animali perché ci rovinano gli investimenti allora abbattiamo pure i ladri perché ci rubano in casa…
    Che poi… Il lupo mica ce lo abbiamo riportato noi una decina di anni fa in alcune zone dell’italia?

    • ci sono già contributi e progetti 🙂
      no i lupi si disperdono naturalmente, non esistono progetti di ripopolamento, non ne hanno bisogno: si sono solo riformate le condizioni per le quali possono aumentare 🙂

      • Giusto! i lupi sono animali fighissimi, con una capacità fenomenale di spostarsi per tratti lunghissimi e di colonizzare nuove zone. Va anche detto che in Italia ci sono molte zone montane sia alpine che appenniniche totalmente spopolate -non certo per colpa dei lupi!!- e i lupi, appunto, ne stanno riprendendo possesso.
        Basta guardare le vecchie foto: dove c’erano pascoli ora sono tornati i boschi. Dove c’erano insediamenti di case non rimasti mucchi di pietre.
        Tutto ciò ovviamente favorisce il lupo come il cinghiale, gli ungulati ecc ecc. E alla fine va benissimo così.

    • Ci sono già molti progetti attivi (Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna) che prevedono la consegna gratuita di pastori maremmano abruzzesi (nel caso del progetto di cui sono a conoscenza in Abruzzo, si presta attenzione anche alla genealogia dei cani, prediligendo l’allevamento di quelle linee che si sono dimostrate più docili con l’uomo, dal momento che i furti di bestiame si sono estinti da anni, onde evitare problemi con turisti e passanti).
      Il problema sorge quando il pastore o l’allevatore i cani non li vogliono proprio per non doverli mantenere…

      • o peggio, quando hanno cani che vanno a banchettare nelle aziende dei vicini perchè dal padrone cibo non ne ricevono. O peggio ancora quando vanno a predare i selvatici ed entrano in competizione con il lupo!

      • Deni ti mi permetto di correggetemi una.cosa.
        L”eccesso di docilità( non in senso tecnico) non è un buon parametro di selezione per i pastori abruzzesi ,così facendo hanno abbassato temperMento,tempra ed aggressività che mai ,sottolineo mai, era stata selezionata per essere rivolta contro l”uomo.
        Il.vero cane da guardiana non abbandona mai il gregge pertanto i turisti ,o chi come me si allena quotidianamente in montagna con cane al seguito,non dovrebbe avere problemi se resta a debita distanza( il disperso”sig buon senso”) .
        La aumentata docilità e il.crollo della professionalità dei pastori stessi hanno fatto che questi cani inziassero ad avvicinare turisti, rifugi ecc ecc ed accettare cibo.
        Mi permetto di aggiungere una frase di un caro pastore” per fare un ingegnere ci vogliono 5anni, per un buon pastore.quattro generazioni di uomini”.

        • Ciao Viviana! sono perfettamente d’accordo con te e quando ho chiesto spiegazioni, i responsabili del progetto mi hanno risposto che loro utilizzano soggetti che sono sì docili, ma non socievoli. Mi hanno detto che i cani da loro utilizzati non sono aggressivi con l’uomo (problema che a sentir loro era molto diffuso nelle campagne abruzzesi), ma lo evitano, gli “girano al largo” per così dire e rivolgono le loro attenzioni solo verso i predatori. Io ho tradotto con un “cani timidi e insicuri”, però è una mia idea, non li ho mai visti all’opera…forse sono ottimi cani diffidenti con l’uomo ma iperprotettivi verso il proprio gregge…comunque nel mare di nulla un’iniziativa mediocre mi sembra meglio di nessuna iniziativa..sigh.

  5. Più che altro, deve diventare granitico che cacciare il lupo smembra i branchi, e gli esemplari dispersi a causa della caccia, attaccano più frequentemente gli animali domestici, al contrario dei branchi organizzati che si orientano maggiormente verso la selvaggina. Fatta salvo la protezione del gregge da parte dell’allevatore.

  6. se posso segnalare un altro sito, secondo me moooolto interessante anche per noi che abbiamo cani, vi suggerisco di leggervi “storie di pascolo vagante”, blog gestito con la stessa serietà e passione che ho trovato in tpic. Purtroppo molto spesso bestiame morto significa sovvenzioni e contributi, anche se non è stato il lupo. Dopo tre mesi di alpeggio chi va a vedere che fine ha fatto quella pecora? E i cani da guardiania, quanta gente c’è che si lamenta perchè non può farsi la scampagnata in pace in montagna? Se alla fine è più comodo sparare al lupo è perchè veramente ci sono troppi interessi che girano nelle aree dove il lupo vive: ci va bene che sia specie protetta chiusa in parco, non vogliamo rinunciare alla nostra bella passeggiata in montagna magari con cane senza guinzaglio, il gestore del rifugio si scoccia perchè ci sono maremmani che “spaventano” i turisti. E alla fine il lupo, che purtroppo si porta dietro secoli di dicerie e maldicenze viene impallinato senza troppi scrupoli, non perchè si è mangiato la pecora ma perchè noi non vogliamo rinunciare a quello che pensiamo nostro diritto ma è solo privilegio del più arrogante. amen

  7. Secondo me bisogna leggere tra le righe…
    Insomma un lupo che riesca a oltrepassare “tutte le altre difese, come le reti, i cani maremmani, i recinti elettrificati o – cosa dimostratasi fondamentale – la costante presenza dell’uomo” [Cit.] per abbattere qualche pecora, biologicamente non esiste, quindi questo “compromesso” obbliga tutti gli allevatori a munirsi di questi mezzi di prevenzione dagli attacchi, che uniti sono più efficaci di una fortezza con ponte levatoio…
    L’unico problema sono appunto i soldi, perché se vengono messi solo un paio di cani da gregge (come molti allevatori del vorrebbero), il lupo si mangia prima i cani e poi anche le pecore, stesso vale se le recinzioni sono di qualità scadente, un gregge spaventato può facilmente abbattere la recinzione in preda al panico e venire così letteralmente massacrato dai lupi…

  8. Io lavoro con/per gli allevatori di bestiame.
    I danni sono ingenti tuttavia credo che i mezzi di prevenzione che gli allevatori adottano sino insufficienti.
    Mi spiego…..negli attacchi eseguiti di giorno nulla si può, i lupi sono incredibilmente intelligenti,astuti( ammetto di esserne innamorata )
    Gli attacchi notturni sono più semplici da arginare, recinzione elettricificata E buoni cani sono solitamente sufficienti se il pastore esce Non appena sente i cani.
    Se il pastore pensa di starsene al bar e le pecore sole…beh il giorno è servito..
    Sottolineo che i veri cani da guardiana sono oramai rarissimi, anche grazie al declino della figura del pastore/allevatore imposta dalla nostra società.
    Il problema è più dei vitellini e dei puledrini in quanto rarissimi i rimessaggi in alpeggio.
    Sono inoltre.convinta che molti attacchi non siano imputabile ai lupi bensì ai randagi.

    • Hai proprio ragione! I pastori ormai sono spesso e volentieri delle persone che semplicemente si prestano a fare un lavoro ingrato senza particolare passione e senza particolare competenza. E non si intendono in modo particolare né di bestiame né di cani né tantomeno di lupi!!

  9. Sono d’accordo col fatto che non vadano effettuati abbattimenti, bisogna riuscire a stabilire un nuovo equilibrio di convivenza, non scegliere sempre “la via più semplice e veloce”, il discorso però che fai sui pastori lo trovo un po’ superficiale, non si può generalizzare in questo modo, io vivo in una zona dove c’è molta pastorizia ed i pastori non sono tutti come tu li descrivi, e le zone di diffusione del lupo non sono tutte nella stessa condizione. Per trovare davvero il giusto equilibrio e delle soluzioni efficaci bisogna provare a mettersi da vari punti di vista, invece io sto leggendo articoli e commenti sul web di faziosità da una parte o dall’altra che sinceramente lasciano il tempo che trovano. Io penso che le soluzioni migliori si trovino grazie alle persone che sono in grado di avere una visione ampia, vestire i panni di tutti, anche di coloro che hanno idee opposte dalle nostre, il problema dell’umanità è che non si è mai disposti a vedere le cose con gli occhi degli altri, quindi ovviamente neanche con quelli del lupo.

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