sabato , 18 novembre 2017
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Piedi freddi (del cane)? Proviamo a proteggerli

di VALERIA ROSSI – Qualcuno sorriderà o addirittura sghignazzerà di fronte a questo titolo… ma per alcuni cani il problema è davvero serio: neve e ghiaccio, ma ancor più i prodotti utilizzati per eliminarli dalle strade (sale in primis, ma anche prodotti chimici) possono causare lesioni anche gravi ai polpastrelli dei nostri cani.
Una lettrice mi scrive:

Ieri dal veterinario ho incontrato una signora con una cagnolina con una zampa fasciata, gli ho chiesto cos’era successo e praticamente camminando sull’erba ghiacciata/ghiaccio non ho ben capito si è “bruciata” un polpastrello e non appoggiava più la zampa. Ecco! È arrivata la paura e inizio a pensare: “ODDIO!!! Ma noi usciamo sempre anche col freddo, con la neve, col sale per terra! Gli metto la vaselina, ma forse è una sciuramariata anche quella!”
Quindi chiedo a lei: “Come si proteggono le zampine dei nostri cani con questo freddo?  Se porto il nano a passeggiare… non rischia un’ustione, vero???”

Purtroppo sì: la rischia.
Anche se questo inverno, fino ad oggi, si è dimostrato ben poco “invernale”, e quindi solo in alcune zone d’Italia si sono visti neve e ghiaccio… soprattutto per i cani di piccola taglia, che hanno polpastrelli più sottili e delicati, può bastare la brina mattutina a far danni.
Dove poi il ghiaccio c’è, e vengono quindi usati i prodotti per eliminarlo, il rischio è più grave.
Il sale è il prodotto meno pericoloso, ma anche il più subdolo. Non succede nulla se il cane ne ingerisce un granello, e sulle zampe difficilmente crea ferite (anche se in qualche caso è capitato), ma irritazioni ne può causare. Quindi le cose da fare sono due: la prima, esaminare bene i polpastrelli prima della passeggiata (se ci fossero già piccole ferite, ulcerazioni o “crepe”, meglio non andare a passeggiare sul sale);  la seconda, pulire bene i piedi passandoci un panno umido quando si rientra.

pomata_piediMolto più pericolosi sono i prodotti chimici, quasi tutti molto tossici se ingeriti (quindi attenzione soprattutto ai cuccioli, che ingurgitano di tutto e di più); ma sono pericolosi anche se il cane ci cammina sopra, perché possono causare lesioni gravi, ulcere e anche reazioni allergiche. Per fortuna sono quasi tutti ben riconoscibili perché hanno colorazioni molto vivaci, quindi se il cane è al guinzaglio  (come dovrebbe sempre essere nelle aree urbane: in campagna questi prodotti non vengono usati) si fa solitamente in tempo ad evitare di camminarci sopra.
Per quanto riguarda la prevenzione, la vaselina non è “una sciuramariata”: va bene, anche se esistono in commercio prodotti più specifici (se si cerca su Google “crema polpastrelli cane” ne esce una vagonata).

scarpe_rottIn alternativa si possono usare le scarpette… che non devono suonare come “una scemata da sciuramaria col chihuahua“, visto che ad usarle sono soprattutto i musher per i loro rusticissimi cani da slitta.
Ovviamente non si deve pensare a qualcosa di simile a ciò che vedete nella foto (che al massimo può essere una nuova interpretazione del concetto di “scarpe rott”… e comunque la sciurallevatricequasinuora prima o poi la uccido); e neppure ci si deve preoccupare di trovare la scarpettina che fa pendant col cappottino.
Le scarpette devono essere funzionali, in tessuto traspirante, comode da mettere e togliere. Punto.
Se poi non sono bellissime, pazienza.
Ne esistono di ottime proprio tra quelle studiate per i cani da slitta: hanno la suola in gomma (con ottimo “grip”), sono elastiche e non provocano alcuna difficoltà nel movimento.
Ovviamente non dovremo aspettarci che il cane impazzisca di gioia la prima volta che gliele mettiamo (e magari neanche la seconda o la terza): lui non sa che lo facciamo per proteggere i suoi piedini (o piedoni che siano), sa solo che gli danno fastidio e solitamente si esibisce in “balletti” che a qualcuno potranno sembrare veri e propri maltrattamenti, mentre altri ne sorrideranno.
Insomma, più o meno il cane si muoverà così:

scarpe_slittaQualsiasi sia stata la vostra reazione al video (divertita o scandalizzata), ricordate che qualsiasi cane (con rarissime eccezioni) si abitua alle scarpette nel giro di due-tre giorni al massimo: e se abitate in zone particolarmente a rischio, perché molto fredde e/o perché vi vengono utilizzati spesso prodotti chimici, un pensierino vi consiglio di farcelo, perché una volta accettate dal cane sono probabilmente la miglior protezione possibile per i suoi piedi.
Non per nulla, ripeto, vengono utilizzate soprattutto per i cani da slitta, che di neve e ghiaccio ne sanno qualcosa.
Quelle che si vedono nella foto a sinistra sono queste qua:

scarpe_neewa
Pratiche, comode, funzionali.
Le vende la Neewa, che è pure nostra inserzionista: quindi se vi interessano vi basterà cliccare sul loro banner nella colonna destra del nostro sito (e spammiamoli pure un po’, i nostri sponsor, specie quando propongono prodotti davvero validi!).
Ricordiamo, tra le altre cose, che le scarpe sono probabilmente più utili dei cappottini per salvaguardare la salute o anche solo il benessere del cane. Anche se non si dovrebbe mai umanizzare… pensate a come vi sentireste voi dovendo uscire all’aperto con una temperatura sotto zero senza cappotto, e a come stareste se invece doveste uscire scalzi. Quando pensate che congelereste prima?
Ovviamente il paragone è un po’ tirato per i capelli, perché i piedi umani non hanno certamente la stessa “suola” di quelli canini: ma che il freddo si trasmetta attraverso i piedi è vero anche per loro, e quando la temperatura è davvero bassa (e magari il cane è davvero piccolo, con zampine altrettanto piccole)… a volte non è per il freddo sul corpo che trema!
Quindi pensiamo ai piedi dei nostri amici, sia per quanto riguarda la protezione dagli agenti esterni sia per quanto riguarda il fatto che da lì si trasmette la maggior parte del freddo: poi ognuno potrà scegliere la soluzione che preferisce.
L’importante è pensarci e non dare per scontato che i polpastrelli dei cani siano di acciaio inox: sono duri e robusti, è vero… ma anche loro hanno dei limiti!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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