di VALERIA ROSSI – La notizia è apparsa su “LaZampa.it” qualche giorno fa e purtroppo vedo, dai commenti, che in pochi l’hanno capita davvero: quindi proviamo a spiegarla meglio.
NON è uscita alcuna “nuova legge” che vieti il taglio di orecchie e code: la legge esiste già dal 2011 (ne avevamo parlato ampiamente in questo articolo) ed è una legge europea, quindi “gerarchicamente” più importante di qualsiasi legge italiana.
Ovviamente qualche Paese ha interpretato la legge alla lettera (in Inghilterra un tizio che ha tagliato la coda a un cucciolo è finito in galera), e qualche altro l’ha presa sottogamba.
Indovinate un po’ dove si è collocata l’Italia?
Qui si è continuato a tagliare orecchie e code (o andando all’estero e fingendo che il cane fosse nato in un Paese in cui il taglio è ancora ammesso, o facendo amputare i cani da veterinari compiacenti che poi stilavano certificati medici mendaci nei quali giustificavano l’intervento per motivi sanitari).
Ma si è continuato a tagliare soprattutto per due motivi:
a) la presenza di un mercato che cerca ancora cani amputati “perché sono più fighi” (de gustibus…);
b) il fatto che gli Standard di alcune razze prevedessero e descrivessero ancora le amputazioni, oppure accettassero e descrivessero entrambe le opzioni: orecchie integre e orecchie tagliate, code integre e code tagliate.

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Cos’è successo, allora? Qual  è la vera novità di questo 2016?
E’ che per due razze italiane, Cane corso e Mastino napoletano, è cambiato lo Standard, ovvero la descrizione dell’ideale di razza.
Qui potete trovare quello del Cane corso, qui quello del Mastino.
Come potete vedere, si dice “orecchie integre”, “coda integra”, punto.
Non c’è più alcuna descrizione di organi amputati.
Purtroppo, per il Cane corso, è rimasta immutata la richiesta di quel “leggero prognatismo” che di fatto ha rovinato la razza, costringendo gli allevatori ad imbastardirla incrociando con altre razze prognate: avrei sperato che si ragionasse un po’ di più su questo punto e che la chiusura ortognata assumesse almeno lo stesso valore di quella prognata, anziché essere “ammessa ma non desiderata”… e invece no, fermi e gratinici nella decisione iniziale.
Pazienza… e comunque questo esula dal discorso “tagli”.

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I nuovi Standard sono entrati in vigore dal primo gennaio e questo significa che tutti i cani nati dopo questa data dovranno rimanere integri, se non vogliono essere squalificati in expo.
Purtroppo, però, rimarrà immutato il problema della richiesta di mercato: perché i truzzoni che vogliono il cane “con la faccia cattiva” non si eliminano dalla faccia della terra solo cambiando uno standard.
Basta che non vadano in expo, e nessuno gli dirà mai nulla… senza contare che saranno ancora capaci di andarci (proprio come oggi) esibendo certificati medici fasulli che più fasulli non si può.
FCI (e di conseguenza ENCI) dovrebbero trovare il coraggio di fare un ulteriore salto di qualità, non ammettendo proprio sul ring nessun cane amputato, qualsiasi sia stato il (vero o presunto) motivo del taglio.
Dopotutto, le expo sono esposizioni di bellezza: e con tutto il rispetto per chi ha subìto serie mutilazioni, io non ho mai visto una ragazza senza un braccio o senza una gamba presentarsi al concorso di Miss Italia.
Non vedo quindi per quale misterioso motivo un cane amputato dovrebbe essere considerato “bello” come uno integro, specie ora che lo Standard decreta che “bellezza” significa anche “integrità”.
Il povero cucciolino ha lasciato la coda in mezzo alla porta, se l’è rotta e quindi si è stati costretti a tagliarla? Ci dispiace tanto: potrà comunque essere un ottimo cane da compagnia e un eccellente guardiano… ma in expo non ci andrà, facciamocene una ragione.
Se si prendesse questa decisione, magari, eviteremmo di vedere ancora certe pagliacciate, tipo scoprire che il povero cucciolino che ha lasciato la coda nella porta è stato prontamente imitato da tutti i suoi fratelli.
No, perché adesso sui ring si possono vedere cose turche: intere cucciolate col certificato medico che parla di malattie dell’orecchio invalidanti o di code rotte per incidenti, con conseguente costrizione al taglio “per motivi sanitari”… e Giudici costretti ad accettare queste plateali prese in giro, anche se negli sguardi di alcuni di loro lampeggia la scritta “ma secondo te c’ho scritto “giocondo” in fronte?”.
Altri Giudici, invece (a mio avviso assolutamente condannabili, se non fosse che la maggior parte di essi ha l’attenuante di avere centodue anni o giù di lì e di trovare quindi serie difficoltà a gradire il nuovo aspetto dei cani), non aspettano altro che di accettare con gioia queste certificazioni fasulle, tant’è che i cani amputati li fanno vincere.

integri3Visto che c’è una legge – ancora più importante di qualsiasi Standard – che vieta di tagliare, questi Giudici io non li chiamerei proprio più a giudicare nessuna expo: ma sappiamo bene come siamo noi italiani e in quale considerazione teniamo le leggi.
Basti pensare che lo Standard del dobermann (Paese d’origine la Germania, dove tutti i tagli sono vietati da quindici anni) è cambiato nel 2000… e il Club italiano cos’ha fatto? Ha deciso di ignorarlo e di continuare ad affettare allegramente orecchie e code per diversi anni.
Alla fine anche questo Club ha capitolato: ma è una cosa davvero inaudita che un’intera nazione si sia permessa per anni di allevare (e giudicare) come gli pareva e piaceva, ignorando lo Standard di razza che è di esclusiva pertinenza del Paese d’origine.
Solo in Italia poteva capitare… e infatti solo qui è capitato.
Ora speriamo che almeno per le nostre due razze non ci siano curiose interpretazioni e/o sollevazioni popolari contro i nuovi Standard, visto che faremmo una figuradimme’ al cubo: pensate che bello, gli italiani che contestano due Standard italiani!
Tra le altre cose, a mio avviso, ci vuole proprio un occhio particolarmente “anomalo” per trovare belli Corsi e Mastini amputati: i molossoidi, e in generale tutti i brachicefali, sono infinitamente più gradevoli da vedere con le loro orecchione integre, visto che l’orecchio integro “completa” anche visivamente la larghezza della testa.
In ogni caso, non resta che aspettare (e sperare): per ora l’importante è sapere che non è stata varata alcuna “nuova legge”, ma che sono semplicemente cambiati due Standard.
Sono due cose completamente diverse e mi sembrava giusto provare a fare un po’ di chiarezza.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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