martedì , 21 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Varie >> Cani in TV >> Le Iene: buon servizio sui cani dell’Est, peccato il finale…

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Le Iene: buon servizio sui cani dell’Est, peccato il finale…

di VALERIA ROSSI -Le Iene tornano sul tema dei cuccioli dell’Est, dopo il servizio decisamente scarso di qualche anno fa, dal quale si evinceva che i cani provenissero da normali famigliole contadine che li allevavano in cortile. All’epoca gli inviati non erano evidentemente riusciti a scovare né un “canificio”, né un mercato di cuccioli (in effetti non è facilissimo: i cagnari non sono mica scemi) e quindi avevano pubblicato un servizio piuttosto raffazzonato.
iene_est3Stavolta al mercato ci sono arrivati: e purtroppo hanno ribadito la storia del “ci sembrano cani allevati in casa” (eh… in casa, magari sì: ma in casa di chi? No, perché di solito i cuccioli nascono da fattrici tenute per tutta la vita nelle condizioni che si possono vedere nella foto a destra: e la cosa allucinante è che queste foto spesso vengono usate dagli animalisti fanatici per far credere al grande pubblico che siano gli allevatori seri a tenere i cani così!), ma comunque sono riusciti a colpire nel segno: l’obbrobrio del traffico balza agli occhi.
Finalmente si capisce, almeno in parte, quello che succede realmente.
Il servizio lo trovate a questo link, ed è – ripeto – credibile e sicuramente capace di aprire un po’ gli occhi dei troppissimi tonni (non saprei come altro definirli, sorry) che ancora acquistano cuccioli di siffatta provenienza.
C’è un’altra piccola pecca: da quanto viene mostrato si potrebbe pensare che solo alcuni negozi italiani smercino cuccioli ungheresi… perché le Iene sostengono di averne trovato  “uno a Como e uno a Rimini”, come se fossero casi isolati.
La verità è che il 99,9% dei negozi italiani vende esattamente questo tipo di cuccioli; e lo stesso vale per i sedicenti “allevamenti” multirazza, che nel servizio non vengono neppure citati.

iene_est1Ma questi sarebbero peccati veniali, a fronte di un’inchiesta che fa finalmente chiarezza senza troppa possibilità di equivoci: invece tutto ciò che si era visto di utile e positivo viene rovinato da una conclusione che fa cadere le braccia.
Si è finiti, infatti, col ripetere il  solito slogan “Non comprare, adotta!”, facendo leva sulla solita grandissima falsità: “i cani dell’Est esistono perché esiste gente che compra cuccioli anziché andare in canile”.
Il che, come abbiamo scritto circa un miliardo di volte (per esempio in questo articolo) non è assolutamente vero.
Per evitare di partire con la mia consueta filippica su questo slogan e sulle sue fuorvianti spiegazioni, stavolta lascio la parola ai lettori che mi hanno segnalato il servizio delle Iene.
Su FB, un’amica  ci ha scritto così:

Buonasera, sono stata rapita dal servizio de “Le Iene” sul traffico di cuccioli dall’est. È fondamentale divulgare alcune notizie, non amo gli scoop, perché in TV la polizia arriva subito, sequestra/chiude/indaga, nella realtà un po’ meno.
Ero davvero presa e concentrata. Poi il servizio termina con due frasi: “continuerà così finché noi italiani spenderemo 1000 euro per un cane di razza, quando i nostri canili sono pieni”.
Stacco dal servizio e si ritorna in studio “adottate, i canili sono pieni”.
Allora, se cultura cinofila si deve fare, che si faccia con i crismi! Perché se un cucciolo costa mille euro è perché l’Allevatore (quello maiuscolo, serio e competente) spende dei soldi: per la monta, per i vaccini, per il chip, per il cibo, per esami pre-accoppiamento … detesto questo perbenismo finto. Detesto questo fare di tutta l’erba un fascio.
Non si diffonde cultura cinofila, si diffonde ignoranza! Ho cambiato canale. Meglio Peppa Pig a questo punto. Eleonora, figlia di Allevatore. Scusate, so che l’argomento è trito e ritrito ma non ho resistito.

Un’altra amica mi tagga su FB chiedendomi cosa ne pensi di questo servizio. Tra i commenti spicca quello eccezionale (in tutti i sensi) di una volontaria, che scrive:

Si paragona il cane di canile ad una sorta di contentino gratis, una valida alternativa a chi invece che spendere 6/700€ dal cagnaro si “degna” di prenderlo al canile. Resto della mia idea: chi davvero ama una razza e la desidera, si rivolge a qualcuno di serio. Chi viene in canile “perché mi hanno chiesto mille euro per il cane di razza”, viene mandato a cagare, almeno per quanto riguarda i “miei” cani.

Questa persona merita una standing ovation anche solo per aver posto l’indice sul vero problema: il canile NON E’ e non può essere una “scorciatoia” per avere un cane gratis.
Mentre il dannato slogan, accompagnato da tutta la corrispettiva retorica (tipo “per ogni cane comprato, ne muore uno in canile”), fa presa soprattutto su chi non vuole spendere.

iene_est2Chi ha in mente di “salvare una vita”, di “fare un’opera buona” e così via… va già sparato in canile:  l’opzione “cane di razza” non la considera nemmeno.
Invece i tonni di cui sopra (ovvero quelli che finiscono per comprare cuccioli dell’Est), partono mossi dal più che legittimo desiderio – fino a prova contraria – di avere un cane con un certo aspetto e soprattutto con un certo carattere e certe attitudini (tutte cose che possono essere fissate SOLO dalla selezione). Solo che non vogliono spendere.
Sperano di trovare la Ferrari al prezzo di una Cinquecento: meglio ancora se  “aggratis”.
Queste persone, in canile, molto spesso ci vanno: ma ci vanno a cercare proprio il cane di razza, visto che gli animalisti fanatici non fanno che ripetere che i canili “ne sarebbero pieni”.
Ovviamente non ne trovano quasi mai; o se li trovano, trovano soggetti adulti e magari problematici (sono stata solo due giorni fa in canile a Torino, e c’era effettivamente un cane di razza pura. Uno, su circa 80 ospiti presenti. Bello, davvero bello: peccato che fosse un rottweiler adulto con al suo attivo un episodio di morsicatura. E chi se lo piglia, un soggettino così?).
Dopodichè, delusi dalla mancata adozione, i tonni… dove vanno?
In negozio, o al cucciolificio: perché questi praticano prezzi inferiori (e neanche troppo, e neanche sempre) a quelli di allevamento.
Che poi questi prezzi “bassi” nascondano un ricarico del millemila per cento rispetto al prezzo pagato in Ungheria, mentre l’Allevatore serio si lecca i baffi quando ricarica un 20-30% cento (perché il cagnaro spende ZERO per tirar su cuccioli alla carlona, mentre l’Allevatore si dissangua per garantire cani belli, sani e di buon carattere)… questo passa in secondo piano.

iene_est4Mettiamocelo in testa una buona volta: il problema non sono “quelli disposti a spendere 1000 euro”: il problema sono quelli NON disposti a spendere 1000 euro, pur volendo comunque un cane di razza (e solo quello).
Sono quelli che prima lo cercano “aggratis” e poi sperano di trovarlo “nei saldi”, ignorando che un cucciolo ben allevato “nei saldi” non ci potrà mai stare… almeno finché gli allevatori stessi non troveranno mangime di qualità “nei saldi”, veterinari che fanno “svendite di fine stagione” di test per le malattie genetiche, monte in “tre per due” e così via.
E’ sicuramente vero che alcuni allevatori “marciano” sulle mode, proponendo prezzi che non hanno alcun senso: ma è anche vero che se allevi con amore e con cura, facendo tutto quello che c’è da fare per garantire un soggetto tipico, sano e sano di mente… vendendolo a meno di mille euro (e a seconda delle razze, anche millecinquecento) non ci stai dentro. I motivi li abbiamo elencati in questo vecchissimo (e stra-riproposto) articolo: se per caso qualcuno se lo fosse perso, lo linko per l’ennesima volta.

Vabbe’… alla fin fine la filippica l’ho fatta lo stesso: ribadendo concetti già espressi in molti altri articoli e quindi annoiando, probabilmente, chi li aveva già letti.
Chiedo venia.
Il fatto è che vedere un buon servizio rovinato dalla più inutile e fuorviante delle retoriche mi ha fatto ingoiare amaro, tanto per cambiare.
E sarà sempre così, almeno finché la televisione pubblica non farà lo sforzo di andare oltre lo “scoop” e di approfondire davvero quell’informazione che avrebbe il preciso dovere di diffondere.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico