lunedì , 20 novembre 2017
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Cagnoni e cagnolini: possono giocare insieme?

di VALERIA ROSSI –  Una domanda interessante, oltre che assolutamente lecita, mi è arrivata ieri dopo che ho postato su Facebook la seguente foto:

sambamilly_walzer
“Ma come? – mi si chiede – Non hai scritto millemila volte che è pericoloso far giocare insieme due cani di taglia così tanto diversa, perché il cagnolone potrebbe inavvertitamente fare del male al piccoletto? E che se per caso scoppiasse una lite per un qualsiasi futile motivo, il piccoletto rischierebbe la pelle?”
Assolutamente vero.
L’ho scritto e ne sono anche convinta… ma come tutte le regole, anche questa può avere le sue eccezioni: o meglio, alcuni presupposti indispensabili.

sambamilly2Nel nostro caso, il presupposto numero uno è la stessa Samba: che non solo è stata iper-socializzata, ma anche biecamente sfruttata per socializzare a sua volte decine di cuccioli, alcuni dei quali particolarmente rompini, fifoni, aggressivi per paura eccetera eccetera.
L’ho usata perché sono un’addestratrice strafiga e in mano mia anche un rottweiler diventa un tenero peluche?
No! L’ho usata perché è LEI, di suo, ad essere un’omega piena (quindi “peace&love” a 360°) e ad avere anche una notevole attitudine come balia.
Pur essendo una femmina ormai quasi adulta (avrà 22 mesi tra quattro giorni), Samba adora i cuccioli ed ha, spontaneamente e senza che nessuno gliel’abbia mai insegnato, una delicatezza quasi commovente quando gioca con loro. Se poi ogni tanto si esalta troppo e le scappa di fare un po’ la  cinghiala, basta un mio “piaaaanoooo!” per riportarla alla ragione.
Altra caratteristica importante: grazie alla Bisturi, che ha insegnato ad essere così, non è minimamente possessiva né sui giochi, né sul cibo. Per fortuna lo è abbastanza su manicotti e maniche… ma solo se a contenderglieli è un umano: ai cani molla senza problemi anche quelli.
Infine, è molto rispettosa degli oggetti altrui (sempre grazie alla Bisturi, che l’ha cazziata quando era il caso).

sambamilly_bastone2
Insomma, diciamolo: a volte sembra pure un po’ rincoglionita (tutta la sua mamma umana, penserà qualcuno…). Però, almeno fino ad ora, la ritengo sicura al cento per cento.
Presupposto numero due: anche l’altro cane deve essere stato socializzato come dio comanda.
Milly, la compagna di giochi di Samba in queste foto, è un Jack russell e quindi NON è certo l’emblema del “peace and love”… eppure, grazie alla socializzazione, è capace di comunicare con notevole efficacia, facendosi valere ma senza andare a cercar rissa.
Ovviamente è tosta, ovviamente è una “dura”, ovviamente… è un Jack!
Però, se la si abbina con una “tontolona” paciosissima come Samba, può giocare per ore senza che sorga il minimo problema.
Sabato l’ha fatto con Samba, ma prima ancora l’aveva fatto con Zoe, che è una pitbull (allarme rosso! Addirittura DUE terrier!): certo, Zoe ogni tanto parte sparata a rincorrerla e la capotta (il predatorio di un terrier, anche se di tipo bull, è decisamente diverso da quello di un rottweiler!)… però si ferma non appena l’ha “catturata”. E Milly, tutta goduta, la sfida ad inseguirla di nuovo.
In questo caso c’è da dire che Zoe è “grande”: ha otto anni, è una cagna che sa tutto della vita e che proprio non si abbasserebbe mai a litigare con uno scricciolo come Milly.

Non chiedetemi dove sia finito, qui, l'occhio destro di Samba... quando si è rialzata li aveva ancora tutti e due!
Non chiedetemi dove sia finito, qui, l’occhio destro di Samba… quando si è rialzata li aveva ancora tutti e due!

Insomma, è tutta questione di alchimie: ci sono cani che possono stare assieme, giocare, rincorrersi e capottarsi a bassissimo rischio (non a rischio “zero”, sia chiaro: perché una minima percentuale di rischio c’è sempre, quando due cani interagiscono. E per questo gli umani devono essere LI’, attenti e pronti ad intervenire), ed altri cani che invece… anche no.
In generale, due femmine adulte (così come due maschi adulti) sono abbastanza a rischio: però, come si può vedere, a volte si può.
Per quanto riguarda il discorso “i piccoletti possono farsi male”… quello è da tenere nella massima considerazione.
Samba la lascio giocare con Milly perché un jack è un cubetto di acciaio inox, praticamente indistruttibile (non dimentichiamo che è nato per entrare nelle tane e menarsi con animali grossi il doppio o il triplo di lui).
NON la lascerei giocare, che so, con un piccolo levriero italiano: perché quello, anche mettendoci tutta la delicatezza di cui è capace, potrebbe romperlo.
Anche chihuahua e pinscher nani sono più a rischio di Milly: in realtà Samba ha amici anche tra queste razze, ma sono due maschi adulti che, se lei va troppo sul fisico, le alzano un palmo di denti (vabbe’… un “dito” di denti: però il messaggio è chiaro lo stesso) e la fanno filare.
Concludendo: “massima attenzione” dev’essere sempre e comunque la parola d’ordine, quando cagnoni e cagnolini giocano insieme. “Oculata scelta del partner” dev’essere la seconda parola chiave, valutando sesso, età, compatibilità e soprattutto carattere di entrambi.
Con questi presupposti (ma SOLO con questi presupposti), si-può-faaaaa-reeeee!

La foto (e anche Milly) sono di Sara Passaro, che ringraziamo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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