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Pierino percuote il cane… e Facebook percuote il senso della misura

di VALERIA ROSSI – Siamo tutti d’accordo: la maestra ha fatto una pessima scelta, usando la frase e la vignetta che vedete nella foto per insegnare l’uso corretto della “c” e della “q”.
Da qui a metterla alla gogna mediatica, però… magari c’era anche qualche via di mezzo.
Tipo, che so: farle una telefonata a dirle “Guardi che ha usato proprio un esempio di merda”.
Magari la maestra capiva, si scusava, il giorno dopo diceva ai bambini che l’esempio era solo figurato e che nessuno al mondo dovrebbe mai percuotere nessun altro, tantomeno un povero cane… e la cosa finiva lì.
Se poi proprio non ci avesse sentito, e/o avesse risposto che per lei percuotere i cani era cosa buona e giusta, allora si sarebbe potuto fare, che so, un richiamo al dirigente scolastico.
Ma sbattere ‘sta cosa su FB, dove è arcinoto quanto i toni pacati ed equilibrati siano all’ordine del giorno… a me pare proprio un’altra pessima scelta.
No, perché ormai i bambini di seconda elementare su Facebook ci arrivano tranquillamente, o con i genitori o entrandoci da soli con i dati dei genitori: ma soprattutto possono accedere liberissamente ai giornali. E se non è sicuramente bello che vedano la vignetta di un bambino che bastona un cane, non si può certo dire che sia meglio leggere che la loro maestra è una fascista, che va denunciata per istigazione alla violenza o – in pieno stile facebookiano – che andrebbe bastonata lei (insomma, l’andazzo classico dell’animalista fanatico: “Bisogna AMARE gli animali! Capitoooo? E se non sapete amare… allora ammazzatevi tutti, crepate, morite fra mille tormentiiiii!!!”).
Senso della misura, adieu.
Il buon senso manco lo saluto più, tanto è irrimediabilmente andato: ma il senso della misura lo sta seguendo a ruota.
Unica possibile scusante: magari la mamma indignata che ha postato su FB la vignetta pensava di parlarne a quattro amiche e bon. Si illudeva (come molti si illudono ancora: beata ingenuità, eh?) che un profilo di FB potesse essere teatro di una conversazione privata o quasi.
Invece la vignetta col cane bastonato è diventata virale, è arrivata perfino ai giornali, ne è sorto un polemicone infinito.
A me viene spontaneo chiedermi un paio di cose: la prima è “da dove salta fuori, una vignetta simile?”
Siccome presumo che sia stata presa da un libro, mi domando che razza di libri vengano ancora utilizzati alle elementari.
La seconda domanda è: d’accordo inveire contro la maestra che ha utilizzato la vignetta di un cane maltrattato per spiegare che percuotere” si scrive con la “c”… ma non si potrebbe dire qualcosa anche alle maestre di tutti gli adulti che sui social (e non solo) perquotono, evaquano, squotono, hanno (anzi, “anno”) cani innoqui e via sgrammaticando a raffica?
Se una polemica come questa servirà almeno a far scoprire al mondo che “percuotere” si scrive con la “c”, forse ‘sta maestra una sua utilità l’avrà perfino avuta, nonostante tutto.
Specie considerando che un cane disegnato difficilmente soffre… anche se resta un esempio davvero pessimo e di pessimo gusto.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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