lunedì , 20 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Varie >> Storie vere >> Lo Sciurmario al centro cinofilo

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Lo Sciurmario al centro cinofilo

di FABIANA BUONCUORE – Ecco, io non so se ho lo sciurmagnete incorporato, ma sembra che succeda sempre a me.
Eppure ci provo, a scappare: i cani tendo a portarli a passeggio più lontano possibile dalla gente (se non sono più cuccioli, perché purtroppo coi cuccioli sono costretta a buttarmi nella società), sto mettendo su famiglia con un bestio che è mezzo cane pure lui, essendo nato in mezzo ai cuccioli di husky (a volte ulula infatti, tipo quando Biba gli salta in braccio spremendogli le parti sensibili) ed essendo stato cresciuto da Valeria Rossi; gli unici amici che ho sono quelli della mia nuova scuola cinofila, teoricamente frequentata da gente che una cultura cinofila o ce l’ha già o ha tutta l’intenzione di farsela. Ed invece mi va a capitare, proprio lì, un incontro alquanto particolare.
Dopo un po’ di lavoro, porto Tonino ad urinare nei campi incolti accanto alla scuola. Lui caracolla felice verso l’infinito con la sua linguapadella per una ventina di minuti, dopodiché decide che è ora di tornare indietro. A una trentina di metri dalla strada sterrata avvisto un ragazzo con al guinzaglio un lupacchiotto cecoslovaccoide, così, anche se Tonino è abituatissimo ai cuccioli e li adora, per educazione lo metto al guinzaglio, dato che dovrò passare vicino al cagnolino e non posso sapere come sia il suo rapporto con gli altri cani.
Quando siamo vicini il padrone lo fa avvicinare, il cucciolo manifesta un atteggiamento palesemente amichevole, e così dò corda a Tonino, permettendogli di sbaciucchiarsi il lupetto, che intanto gli fa lo slalom tra le zampe.
Come ogni buon cinofilo da parchetto, comincio la mia tiritera: “Che carino! È un maschietto?”
“Sì, maschietto.”
“È venuto a fare la puppy class?”
“Eh, sì… ero venuto per quello, ma non mi hanno fatto entrare.”
Molto strano.
Mentre i due cuccioli (Tonino non sa di avere tre anni) rotolano felici, chiedo: “Come mai?”
“Eh, il mio cucciolo non sta bene. Ha avuto vomito e dissenteria fino a stamattina, mi hanno detto di non metterlo in contatto con gli altri cani.”

nessunotocchitoninoGuardo lui. Guardo il lupetto, guardo Tonino che se lo sta sleccazzando in lungo e in largo. Mi si accende un interruttore in testa e tiro via 50 kg di rottweiler con uno strattone, esclamando:  “Ah, DAVVEEEROOO?”
E lui, serafico: “Sì, ma mi hanno solo detto che non poteva incontrare gli altri cuccioli, mica hanno detto di non fargli toccare gli adulti.”
Curioso che abbiano detto così, visto che doveva entrare in una puppy class quella mattina!
Essendo temporaneamente senza il giubbotto con la scritta “addestratore” ed avendo al guinzaglio un cane solo, nulla di me lascia intendere che sia dello staff del centro, men che mai che sia un’allevatrice: sembro una normalissima cliente come lui, quindi mi metto a fare domande su quel cucciolo in condizioni di salute non ottimali.
“Dove lo ha preso? In qualche allevamento qui vicino?”
“No, no, viene da un privato. A dire la verità, mesi fa avevo già preso accordi con un altro privato trovato via annunci, ma poi, sotto Natale, cercando nuovi annunci ho trovato quest’altro, che li vendeva – e qui mi lancia lo sguardo di chi si sente astuto come una volpe – alla metà del prezzo del primo!”
Pur immaginando già la risposta, ma sperando in un privato che allevasse per la gloria, domando: “Ma il pedigree ce l’ha?”
“No, perché i genitori non ce l’hanno: ai padroni non interessavano ‘ste cose – (però interessava loro vendere dei cuccioli meticci spacciandoli per cani di razza) – E per un pezzo di carta non prendo certo il cane in allevamento: avevo provato a contattare un allevatore, ma chiedeva 1400 euro. Sono pazzi!
A quel punto ho davanti due opzioni: la prima, mi qualifico e mi sgolo per un’ora a spiegare tutti i perché e i percome di pedigree, selezione e razza.
Siccome so già che sono parole al vento, scelgo la seconda opzione, faccio un sorriso ebete, saluto il giovanotto e torno in campo con Tonino.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico