venerdì , 24 novembre 2017
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Della coda del Labrador, della coda del Boxer

di SILVIA NITRATO IZZO – No, non sono impazzita. Il titolo dell’articolo recita proprio così.
Ci pensavo da un po’ di tempo e avevo voglia di farlo: dedicare un pezzo alla “frullante” (come si dice in gergo) coda del Labrador e alla “nuovissima” coda del Boxer. Se dovessi infatti scegliere la parte del corpo che più rappresenti i miei cani non avrei certo dubbi. Da una vita li frequento tutti i giorni e tutti i giorni mi imbatto in queste code in perenne movimento festante, anche dette “le più veloci del West”.
Vera e propria euforica maniacale, sempre felice, sempre scodinzolante, quella del Labrador.
Furia incontenibile, soda e distruttrice quella del Boxer.
Code che scodinzolano anche quando proprio non capisci cosa ci sia da scodinzolare. “Forza, su, dal veterinario a fare il vaccino!” e loro lì a fare destra, sinistra, destra, sinistra, senza un attimo di riposo. “Ma no! Cosa hai fatto?!! Non si mangia il divano!” e ancora lì destra, sinistra, destra, sinistra, aumentando sempre più il ritmo, fino a spostare l’aria quasi fossero dei ventilatori accesi in piena estate e a devastare soprammobili o vasi antichi di porcellana.

codalabbox1Spessa e folta come quella di una Lontra, la coda del Labrador potrebbe comunicare anche staccata dal resto del corpo. Come accade alla lucertola.
E’ un po’ come se avesse occhi, naso e orecchie anche lei. Ti avvisa quando quella strana appendice che si porta dietro (anzi davanti) e che assomiglia vagamente alla forma di un cane, ha fame, sete o vuole giocare. Quando muore dalla voglia di saltarti addosso e inzupparti i vestiti di fango. Ti avvisa quando c’è qualcosa che si muove nel bosco e allora, ma solo in quell’istante, si ferma, assume la posizione di punta (bellissima) e poi, riparte.
Specchio dell’anima del Labrador: forte, dinamica e sempre tanto entusiasta della vita, è qualcosa di cui non si può più fare a meno dopo averla conosciuta. Goffa ed elegante (ebbene si è possibile esserlo contemporaneamente) il suo ondulare ritmico assomiglia a quello di un metronomo che batte il tempo di una melodia musicale. Trasmette equilibrio e sicurezza. Della coda di un Labrador ci si può sempre fidare.

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codalabbox2Quella del Boxer, invece, è un’assoluta novità. Sia per loro che per noi.
Certe volte penso che non eravamo ancora pronti per questo! Sia noi, che loro (si scherza, eh).
Ogni tanto infatti, vedi questi nuovi Boxer coda-muniti, contorcersi sui fianchi, mentre fanno le feste, e imbattersi per caso nella visione di questa specie di serpente attaccato al sedere.
“Ma cosa sarà mai? Cosa ci devo fare con questa?”.
In effetti, pratica nella gestione della coda gli manca davvero. Un po’ come un bimbo che scopre di avere le mani e di poterle finalmente usare.  “Che bello!” e via a toccare tutto, ma proprio tutto.

codalabbox5Un Boxer che scopre la coda è il cane più felice del mondo. “Che bello! Finalmente possiamo scodinzolare anche noi! – (preciso, sto facendo ironia: non penso sul serio che i “nuovi” Boxer sappiano cosa significhi non avere la coda, eh!) – Prima per far capire agli umani che eravamo felici dovevamo muovere tutto il sedere e sculettare costantemente di qua e di la, adesso invece basta muovere questa cosa qui!”.
Il problema è che, rispetto a quella sofficiosa e morbida del Labrador, quella del Boxer è una specie di frusta che, abbinata al loro irrefrenabile entusiasmo, può avere effetti devastanti. Divenire una vera arma di distruzione di massa. Falciatrice inesorabile di soprammobili delicati, stinchi, ginocchia, caviglie o qualunque altra cosa le si trovi a tiro.
Bella, elegante nel portamento, solida nell’essenza e forte, anche lei specchio dell’anima del Boxer.
Certo, anche la lingua del Boxer non scherza: slinguazzante, lunga, velocissima ma soprattutto incontenibilmente adorabile.
Chissà, forse avrei dovuto intitolare il pezzo: “Della coda del Labrador, della lingua del Boxer”?

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