venerdì , 24 febbraio 2017
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Il mio cane ha il grande male – parte 4

di ANDREA SCHIAVON –  Il motto che abbiamo aggiunto alla nostra storia è: “Arrendersi MAI!” Provarle tutte, guardare oltre il male e cercare qualcosa per Timbu… sempre.
Ci siamo lasciati la scorsa volta con Timbu alle prese con la neospora caninum, che è un protozoo parassita obbligato intracellulare (coccidio) che può venire confuso con la Toxoplasmosi, la cui scoperta avvenne per caso nel 1984 in Norvegia.
Ebbene sì, un parassita raro (e aggiungerei infido) che viene debellato con massicce dosi di Clindamicina.
Dopo un primo trattamento di oltre un mese… e una bruttissima ricaduta, abbiamo continuato per oltre tre mesi e finalmente possiamo dire che “dovremmo” avere sconfitto questo parassita, che direttamente o indirettamente influenzava anche le crisi epilettiche di Timbu.
Però, come scrivevo poc’anzi, per Timbu… per il suo modo di affrontare il “grande male”… abbiamo deciso di non arrenderci e di non fermarci ad aspettare gli eventi, ma di cercare di anticiparli e possibilmente di cavalcarli insieme: noi e Timbu!

epilessiaFacciamo un piccolo passo indietro e cerchiamo di capire con chi abbiamo a che fare… ovvero con l’epilessia.
Epilessia è una parola di origine greca che significa “sorpresa”: il termine “epilessia” raccoglie numerose e distinte condizioni patologiche.
Una scarica anomala tra le cellule del cervello può determinare sensazioni o azioni che si manifestano, indipendentemente dalla volontà del soggetto colpito e a seconda delle aree celebrali, in modi diversi.
Il soggetto colpito da crisi epilettica può percepire sensazioni tattili od odori, suoni, immagini. Spesso ci sono le cosiddette “crisi convulsive” dove ci sono tremiti, irrigidimento e scuotimento di tutto il corpo. Tutto ciò avviene con una perdita di contatto con l’ambiente durante la crisi e spesso anche per un periodo più o meno lungo alla fine della crisi stessa.
Le numerosissime cause che possono originare una crisi epilettica possono essere sinteticamente riassunte:
– Per causa congenita o acquisita, dell’apporto di ossigeno al cervello o anche ad una sua piccola parte
– La malformazione o degenerazione di un gruppo di cellule o di tutto il cervello
– Uno scompenso metabolico, geneticamente determinato o acquisito che interferisca con la trasmissione tra neuroni.
(Fonte: http://www.aice-epilessia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=39&Itemid=27)

timbu_ox3Premetto che tutta la “ricerca” che stiamo facendo è da completi “autodidatti” e sicuramente non avrà un fondamento scientifico.
Non abbiamo nessuna velleità… ma abbiamo sicuramente il “supporto” morale e gli ottimi consigli del Professor Maurizio Dondi che insieme alle nostre veterinarie, Sabrina Borella e Carola Schimdt… supporta e anche “sopporta” le nostre “visioni” nell’ottica del “non arrendersi”.
Rileggendo una delle cause dell’epilessia (“Per causa congenita o acquisita, dell’apporto di ossigeno al cervello o anche ad una sua piccola parte”), e ricordando tra le altre cose di un’amica che soffre di crisi di cefalea a grappolo e che trova un sollievo con l’ossigenoterapia… Nicoletta Ferrulli ha  avuto una delle “visioni” di cui sopra.
Ci siamo messi a cercare su Internet le correlazioni tra la somministrazione di ossigeno e la cura o il miglioramento delle crisi epilettiche.
Ad esempio, nel sito della Hyperbaric Service of The Palm Beach, si parla della ossigenoterapia anche per l’epilessia.
Anche in queste pagine si parla di ozono- e ossigeno-terapia nella cura dell’epilessia.
http://www.dottolbiozono.it/page.html?Id=15
http://spazioinwind.libero.it/gastroepato/epilessia_cura.htm
http://iperbarica.com/index.php?option=com_content&view=article&id=63&Itemid=73

timbu_ox2Ripeto, non siamo Medici veterinari, né vogliamo sostituirci a questi: non siamo ricercatori, ma umili proprietari di cane che hanno deciso di non arrendersi.
E quindi PROVIAMO, PROVIAMO, PROVIAMO!!!
Abbiamo deciso (dopo aver convenuto con il Professor Dondi della non pericolosità… sì,  insomma, male non può fare!) di acquistare una bombola di ossigeno e di erogare ossigeno a Timbu quando ha le crisi epilettiche.
Sì, avete capito bene: all’insorgenza di una crisi attacchiamo la mascherina, apriamo l’ossigeno e facciamo respirare questo gas nobile a Timbu.
Come ho già spiegato, spesso Timbu ha delle crisi “a grappolo” e non c’è altro modo che la sedazione chimica per “addormentare” il grande male.

timbu_ox1Con l’ossigeno Timbu inizia a tornare lucido quasi subito: si alza in piedi, si scrolla, inizia a leccare la mascherina… e questo è per me il segnale che è “ritornato”, che è cosciente.
Riconosce le persone, anche se è ancora stordito.
Usciamo a passeggiare nell’erba, espleta le sue funzioni fisiologiche (sintomo del controllo delle sue emissioni) e ritorniamo a casa dove tranquillamente si mette a dormire.
Ripeto: nessuna velleità scientifica, nessuna velleità di aver “scoperto” qualcosa.
Qualcuno o molti obbietteranno dicendo che è un effetto placebo… oppure che è un caso… oppure… oppure… oppure…
Francamente non mi pongo molte domande, ma tengo fede all’ impegno che mi sono preso con il mio cane: ARRENDERSI MAI!!! E mi rallegro nel vedere che il mio cane ha un miglioramento della qualità della vita: questo, credetemi è già un successo.
L’epilessia è una malattia che cambia la vita di chi ne è affetto, ma anche di chi gli è vicino.
A volte ti mette a dura prova, a volte lo sconforto ti assale e non sai più cosa fare. Poi vedi questi risultati… sai che la sedazione “chimica” non è quasi più necessaria… e sai che hai un altro alleato in questa lotta.
Le energie che credevi di aver perso ritornano… e pensi ancora una volta:  “Arrendersi MAI!!!”

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