mercoledì , 22 novembre 2017
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La visita “informativa”

di ROBERTO BIANCO – Dai, siamo onesti…! Gli avevamo detto che quando saremmo andati ad abitare in una villetta e non in condominio, gli avremmo preso un cane. E poi quest’anno è stato bravo a scuola!
Tutti noi siamo abituati a mentire, lo facciamo tutti i giorni, magari anche solo quando non mandiamo aff… il panettiere scontroso; io, poi, ho elevato questo difetto ad un livello quasi professionale (nel senso che sono moltissimi quelli che non sopporto, quindi devo mentire in continuazione e, conseguentemente, sono diventato bravissimo), ma quel pomeriggio di agosto avrei voluto vedermi in faccia per capire se fossi stato convincente perché, dentro di me, in realtà, mi sentivo ridicolo.
Ma devo essere stato convincente.
E con la mia compagna e il nostro primo figlio (quasi maggiorenne) ci siamo immediatamente ritrovati a guidare verso le colline circostanti il lago di Iseo, pronti a fare una sorpresa al figliominore-che-desidera-tanto-un-cane, temporaneamente assente per un ritiro calcistico.
“Ma come mai sai già dove andare?”
Maledizione, e ora cosa le rispondo?
“Ma non dovremmo prendere appuntamento prima di presentarci?”
No, non credo… è fine agosto…
(Che cazzo di risposta, cosa c’entra il mese?!?)
Insomma, penso mi avessero già sgamato; ma forse per rispetto, magari misto a curiosità, hanno fatto finta di niente.
Ed eccoci a suonare il citofono dell’allevamento che avevo selezionato, in solo un mese di quotidiane ripetute ricerche sul web.
Azz… perché non aprono il cancello? Avevamo concordato alle 15 e sono le 14.59…
Aspé… visto che non sentono il citofono, ora telefono (tanto ho fisso, cellulare, mail e quanto un maniaco della precisione come me poteva reperire).
“Ah, ma ci aspettano?”
Eh?! Ah no, aprono, meno male; non ce la facevo più dall’attesa.
“Entri pure con l’auto e parcheggi in fondo al vialetto”
Subito! Scraaaash! Collettore di scarico “modificato” sul gancio del cancello di ingresso.
“Cosa è stato?!”
Niente amore, un sassolino ha toccato il sottoscocca ed è rotolato via; nulla, non perdiamo neppure un minuto sul punto, va tutto bene. Dove sono le cucce? Le vedi?
Ci viene incontro la proprietaria dell’allevamento (l’avrei riconosciuta anche se l’avessi vista in piazza duomo a Milano durante i festeggiamenti per la Champion’s dell’inter, dato che avevo studiato tutte le foto presenti sul sito con attenzione maniacale…).
Presentazioni di rito.
Figata! Si chiama con le stesso nome composto della mia compagna! Allora si creerà certamente un maggiore affiatamento tra loro…
E Dio sa quanto mi serve, dato che la mia Lei è stata traumatizzata da ragazzina per colpa di (un proprietario di) un dobermann.
Convenevoli (una parte del mio cervello mi dice di essere una persona educata, mentre l’altra parte mi martella con domande tipo: i cani? Dove sono i cani? Vedi le cucce? Come sono le cucce? Allora andiamo? I cani? Dove sono i cani? …).
Un istante dopo, le vediamo: Forever Queen e Queen of hearts.
Due cucciole di labrador, nere, di 11 settimane, che si agitano con una frenesia che mette in ansia anche me (non si agiteranno troppo per il loro piccolo cuore…?).

1447317764623Si, avevo scelto un labrador.
Ed era stata una scelta molto sofferta.
Con un istinto da classico sciurmario, volevo un cane grossooooooo (io cerco di giustificarmi ricordando che mio zio aveva solo cani grossi; anzi, ai miei tempi forse i cani piccini manco esistevano, ed io, per questo evidente motivo, avevo maturato detta preferenza).
Avevo più probabilità di far accettare, ai due familiari che mi accompagnavano, un cane piccolo: ma a me piaceva un cane grossoooo (l’ho già detto?).
E poi mi piaceva muscoloso.
Uhm… ragioniamo … io: “rott”/lei:”york”; allora io: “amstaff”/allora lei: “cavalier”… ci sono! Lab.
Glielo posso vendere bene: non sbava, pelo corto – non sporca casa; si usa nella pet teraphy ed assistenza a ipovedenti etc. – quindi è bravo e non puoi averne paura … e poi non mi dire che è grande! Guarda questa foto, comparato a questo alano…! Non vedi che sembra un mini-peluche?
L’allevatrice le prende dal recinto, una alla volta, e mi accorgo che parla a noi possibili acquirenti ma, confesso, le mie orecchie non sentono nulla.
E’ come se l’udito, in quel momento, non fosse importante ed avesse ceduto le energie che richiede per funzionare al cervello, che in quel momento era in sovraccarico emozionale.
Volevo osservare ed analizzare le reazioni della mia Lei e del nostro maggiore, anche lui piuttosto diffidente verso tutto ciò che respira ed ha un cuore che batte (salvo che non sia la convenzionalmente e aristocraticamente definita “gnocca”), ma ero perso nel muso della mia cucciola, che sembrava avermi scambiato per una leccornia mai provata, in considerazione della quantità di leccate che non smetteva di regalarmi.
E’ passata oltre un’ora; abbiamo parlato ma, ancora una volta, non ho alcun ricordo al proposito, se non i primi consigli dell’allevatrice.
Si torna a casa, perché non potevo certo affrontare il tema del “portiamocela via”; era o non era solo una visita informativa?
“Cosa c’è stasera in tv?”
Non so, ora controllo. Oh guarda, su animal planet c’è un documentario sui labrador! E (… che caso!), inizia proprio ora (grazie, my sky!)
J., vedi anche tu il documentario con noi?
“No, devo uscire con una”.
Vabbé, ubi major, minor cessat….
Era iniziato il lavorio ai fianchi.
Il giorno dopo avevo già chiamato l’allevatrice per l’adozione (a me scrivere “prenotazione” non piace; sa di bene di consumo!)

khyra2E il sabato mattina, appena ritornato il figlio-minore-che-desidera-tanto-un-cane, eravamo a prendere Khyra (si lo so, non abbiamo partorito un nome troppo originale – anche se ne eravamo davvero convinti – ma la “h” e la “y” le avete notate? Quanti “Mario” ci sono? E quanti “Mharyo” conoscete…? Quindi, non fate tanto gli snob).
Oggi Khyra ha otto mesi, tutta la famiglia la adora.
Vabbè, ora spengo il pc e la porto a spasso.
Ah no; ora non può.
E’ con la mia Lei, impegnata ad ascoltare come si fa una torta di mele…! (con buona pace della indicazioni brevi per non confonderla).
Ma guardandole mentre, a loro modo, comunicano, non posso che notare l’inimmaginabile livello di complicità che hanno raggiunto.
E questa è un’altra delle magie che solo i nostri amici pelosi possono fare.

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