sabato , 18 novembre 2017
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Oltre alle facce buffe… c’è di più

Premetto che questo non vuol essere un articolo con alcun senso denigratorio nei confronti degli altri cani, così abbiamo tutti l’anima in pace. Tengo anche a mantenere l’anonimato, per motivi strettamente personali.

Nel corso della mia vita, ho sempre avuto cani. Ci sono nata, ci sono cresciuta, ne ho pianto le perdite e le separazioni. Sì, separazioni, avete letto bene.
Non perché li abbandonassi in giro come fa quella parte di società malata che noi ci ostiniamo a definire “umana”, ma perché ne ho avuti molti anche in affido.
Che vi posso dire? In famiglia li amiamo.
Facciamola breve:  vado via di casa, mi trovo un lavoro di cui non mi lamento, riesco a trovare una sorta di stabilità in un mondo strano come quello in cui viviamo ora, ma mi accorgo che la mia vita è vuota. Decido quindi di prendermi un cane. Ma questa volta sarà diverso, sarà un cucciolo con cui mi voglio confrontare, un cucciolo da tirar su da zero, un cucciolo mio, un cucciolo di cui gioire e con cui arrabbiarmi ogni giorno (e credetemi, è così). Avevo già avuto a che fare con le responsabilità che dà un cane, sia chiaro… ma mai così.

cucciolodobArriva quindi a casa un tenero e paffuto cucciolo di Dobermann con tutto quello che ne concerne: disastri, pigolii, vediamo chi ha la testa più dura, stai fermo, vieni qui, molla questo, sputa l’altro, le ciabatte no, tira subito via il naso dalla spazzatura! e via discorrendo.
Il cucciolo cresce, diventa più “maturo”  (per quanto noi proprietari di Dobermann possiamo intendere la maturità di un cane del genere, diciamocelo), otteniamo buoni risultati nel campo dell’addestramento di obbedienza e difesa e così procedono le nostre vite assieme.
A questo punto direte: “E allora? Checcefrega della storia della sua vita?”
Ebbene, qui arriva lo scopo del mio articolo: quello che ho scritto e sto scrivendo è un omaggio.
Un omaggio ad ogni singolo proprietario di uno o più dobermann, un omaggio agli allevatori, un omaggio a chi si è innamorato di questa razza meravigliosa ma che ancora non ha avuto modo di accogliere nella sua casa o che forse non avrà mai per una serie di motivi.
Non ne abbiano a male i proprietari di altri cani, io in prima persona li amo tutti (come ho già detto, tenendoli in affido anche solo temporaneo, ho avuto modo di legarmi ad ognuno di loro), tuttavia nel Dobermann ho trovato quel qualcosa in più che nessun altro cane mi ha mai dato.
Questione di feeling? Probabile.
Non tutti sono adatti a questa razza, tenetelo bene a mente.

dobycorrDobermanisti, quante volte vi siete trovati in un’area cani col vostro bestione sparato ai mille che investe qualunque cosa trovi sul suo cammino (da cani a persone)?
E quante volte il vostro cucciolone (perché sì, si tratterà di un cucciolo anche quando avrà 12 anni suonati) si è stampato contro qualcosa o è capitombolato perché correva troppo forte e quindi guardare dove mettere le zampe risulterebbe un lavoro faticosissimo?
Allo stesso tempo, però, si è trasformato nel cane più disciplinato del gruppo portandovi la pallina che avevate appena lanciato a due millimetri dai vostri piedi. Oppure magari gli avete detto “siedi” o “sitz” e lui a mo’ di soldatino ha eseguito e con la sua espressione da super concentrato (ovviamente non seria, quando mai è serio?) si è messo a fissarvi in attesa di ordini.
Il più delle volte, tuttavia, ci siamo sentiti dire dagli altri proprietari che il nostro cane era un matto (in senso buono, non ritiriamo fuori la vecchia storia della pazzia a 7 anni che è già trita e ritrita. E poi comunque sti cani son già fuori di testa…), che non ragiona, che chissà cosa combina dentro casa. Ci siamo anche sorbiti interi sproloqui di paragoni tra il nostro cane e il loro, che è sicuramente più posato, tranquillo e rispettoso degli spazi altrui.
Dico io: ci vuol ben poco! Sappiamo tutti che il dobermann  non cerca il contatto, ma direttamente una fusione chimica col proprietario – d’altronde perché occupare un intero divano se si può stare appiccicati?
Ma questo gli altri spesso non lo sanno. Io uso come termine “gli altri” ma è puramente personale, ovvero in base alle persone che ho incontrato in questi anni.

dobycorsaNon lo sanno, o tendono a ignorare la vera natura dell’enorme cane nero o marrone focato che galoppa a tutta velocità nella loro direzione per acchiappare quella stramaledetta pallina che il suo proprietario continua a lanciargli. Vedono il cane scemotto, che fa le facce buffe, che li fa ridere e ammirare con stupore quando esegue i comandi.
Dal mio punto di vista, però, perdono tante sfaccettature di questa razza… e anche se provi a spiegargliele o le ignorano o tendono sempre e comunque fare i paragoni con i loro cani. E per l’amor del cielo, è tutto normale, lo fa chiunque.
Il mio discorso ripeto, non vuole essere una critica ma un omaggio… e anche un tassello in più per tutti i proprietari di altre razze che nelle aree cani o in qualsiasi altro luogo hanno incontrato un dobermann e si sono fermati.
Perché fondamentalmente noi dobermanisti siamo un po’ così, come se conoscessimo un segreto e non lo condividessimo con nessuno eccetto che con altri proprietari di dobermann. Quando altri ridono delle adorabili scemate dei nostri cani, ci guardiamo e sorridiamo perché sappiamo che c’è qualcosa in più oltre a tutto quello che si vede da fuori. E non solamente un cane che da pazzoide passa a uno dei difensori più temibili e coraggiosi. C’è qualcosa di ancora più profondo in quello sguardo regale e allo stesso tempo, passatemi il termine, da “paraculo”.

dobbuffiMi rendo conto che questo, più che un omaggio, è un invito. Un invito a una maggiore attenzione ai gesti di qualsiasi razza di cane o qualsiasi meticcio.
Io ho usato il dobermann perché è il mio cane, ma vale anche per tutti gli altri. E’ proprio questo il bello, saper ascoltare e saper vedere.
Un cane non è mai solo un cane. Un cane che ha un rapporto stretto col proprietario a livello di gioco-addestramento e chi ne ha più ne metta, è un cane realizzato.
Solo allora potrete definire tutto questo un legame. C’è chi come me e altri ignora le prese in giro, anche se non offensive ma divertenti, e i continui paragoni, perché semplicemente sa, ma c’è anche chi non apprezza tutto questo… e allora certi valori si perdono.
Ho visto gente litigare su qual era il cane migliore. E’ anche un invito a rapportarsi tra padroni, non solo a ridere di cosa fa uno o cosa fa l’altro. Ci sono già abbastanza dispute su questo pianeta e ben peggiori. Il cane migliore del mondo non esiste, ma ogni cane è il migliore per il suo padrone. Io ne ho avuti quindici, di migliori. Tutti vissuti, tutti amati (e un po’ viziati).
Dopo tutto questo discorso sarei un po’ ipocrita a non elogiare il mio dobermann, no?  Mi limito a dire che condivido la vita con un cane che è devoto fino alla fine dei suoi giorni, una sfida continua, un insegnante di vita. Nobile, coraggioso, divertente. Un protettore formidabile, ma prima di tutto un Amico.
Elogiate i vostri cani e tenete sempre a mente che per tutti il proprio cane è qualcosa di più.
Scopriteli e non voltatevi dall’altra parte quando un peloso ha bisogno di qualcosa, che possa essere una trasfusione, un affido temporaneo, un’adozione o una segnalazione a chi di dovere perché maltrattato.
Sappiate guardare oltre. Buona vita.

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