di VALERIA ROSSI – Come sapete, di segnalazioni me ne arrivano molte, moltissime: ma raramente mi è capitato che tante persone contemporaneamente mi linkassero (indignate e furiose) lo stesso articolo.
DI che si tratta?
Be’, di quella che sarebbe una vera e propria “istigazione a delinquere”, se solo la legge italiana si decidesse a definire “delinquenza”  (visto che lo è) l’allevamento di stampo cagnaro.
Sto parlando di questa vera genialata apparsa su “Economia Italia” (è del 2015, ma sta girando in rete in questi giorni) : “Come aprire un allevamento di cani e guadagnare con poche spese”.
Già leggendo il titolo mi è partita una crassa risata: “Poche spese?!? AHAHAHAHAH!!! Stanno scherzando, sicuramente sarà un articolo ironico”.
Poi ho letto. Ho riletto. Ho riletto ancora più attentamente.
E di ironia, ahimé, non c’era proprio traccia.
Dicono sul serio, a partire dall’incipit: Ecco un settore in continua crescita: aprire un allevamento di cani; un’attività molto remunerativa, che comporta una spesa minima”.
Certo, se vuoi allevare come i cagnari dell’Est, la spesa è minima. Ti piazzi in casa un po’ di fattrici, le fai coprire dal primo che passa, vendi i cuccioli e ciao.
Ma quello non sarebbe un Allevamento, e neppure un allevamento (minuscolo): sarebbe un cucciolificio.
Questi signori intendono invitare la gente ad aprire cucciolifici? Ebbene SI!
Tant’è che partono con la seguente tabella:

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Prego notare che con “meno di 5 fattrici”, secondo loro, si possono avere 100 cuccioli all’anno.
Lo specificano pure: 20 cuccioli a testa.
Ora, mi sapete dire quale caspita di cagna partorisce VENTI cuccioli, se la fai accoppiare (correttamente) una volta all’anno? Forse in un caso su un milione, con razze di grande taglia, può anche succedere… ma la media “normale”, di cani “normali” e non OGM,  è di 3-5 cuccioli per una femmina di piccola taglia, di 6-10 per una taglia media e di 10-15 (ma 15 sono già taaaaanti) per una di taglia grande o gigante.
Tra le altre cose, nelle cucciolate così numerose la mortalità infantile è sempre piuttosto elevata. Per dire: la cucciolata di Samba era di 14 cuccioli, ma ne sono sopravvissuti solo nove.
Ma poniamo pure il caso, già abbastanza eccezionale, di una fattrice che ti sforni regolarmente 15 cuccioli vivi e quindi vendibili.
A 100 cuccioli l’anno non ci arrivi comunque, a meno che non la fai coprire ad ogni calore.
Ovvero, la sfrutti.
Ovvero, fai il cagnaro nonché pezzo di merda nonché maltrattatore, perché far partorire una cagna ogni sei mesi significa ammazzarla di fatica e di stress.
Ma andiamo avanti:
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“Specie” di cani?!?  CIOE’?
Il cane appartiene a un’unica specie (Canis lupus, sottospecie C. lupus familiaris), quindi sarebbe un filino complicato allevarne due. Ma ammesso e non concesso che si possa considerare un errorino veniale quello di confondere specie e razza… perché ci consigliano di allevarne solo una o due? Forse perché diventerebbe difficilissimo seguirne di più con passione e competenza?
Macché.
Per evitare “incroci indesiderati” che, udite udite, rovinerebbero la razza! Insomma, sembrano credere ancora nella telegonia, ovvero al fatto che se una cagna viene coperta da un cane di razza diversa poi resta “rovinata” per sempre.
Tempo fa, nell’articolo dedicato a questa “cugginata” , scrissi: “Ebbene sì: si sente ancora pure questa”. Mi riferivo però alle sciuremarie da giardinetti… non ad articoli di economia! Amarezza a mille.
Sorvoliamo sulle “differenze di addestramento”, perché qui si finisce dritti nel ridicolo spinto.
A parte l’immane cavolata delle “tecniche diverse per ogni razza”, come fai a spingere una persona a diventare un canivendolo arraffasoldi e a pensare contemporaneamente che si metta ad addestrare i suoi cani?
Inoltre, guardate la foto. “Come dovrebbe essere un allevamento di cani”, scrivono in didascalia.
E subito sotto: “Sconsigliamo assolutamente di iniziare questa attività a chi ha poco spazio. I cani sia fattrici che cuccioli, non possono vivere SOLO nelle cucce con dei piccoli recinti intorno o meglio: lo possono fare, ma soffrono moltissimo, questo porta ad un’insofferenza caratteriale, un trauma che potrebbe ripercuotersi in tutta la vita dell’animale, facendone un cattivo cane, difficilmente addestrabile dai futuri padroni e penalizzando il buon nome dell’allevatore che, come vedremo é parte fondamentale di questo business”.
Scuate, eh… ma la foto mostra esattamente delle “cucce con piccoli recinti intorno”!
Ovvero, dei box: che, come dite giustamente, non vanno bene per tenerci costantemente i cani. E alura?!?
Ma se pensate che peggio di così non si potesse andare… state sbagliando, perché ci riescono!
Infatti arriva questa perla di saggezza:

(Per l’allevamento occorre) un pezzo di terra recintato, di almeno 2 – 3 mila metri (minimo), dove ci può essere anche la Nostra casa. Se c’è anche la Nostra casa, consigliamo di tenere le cucce dei cani più lontane possibile dall’abitazione, per questioni igieniche.

Domanda: MA COSA TI SEI FUMATO?!?
Tenere le cucce lontane da casa, così almeno non saprai mai se un cane sta male, se un parto si sta avvicinando, se un cucciolo è rimasto incastrato da qualche parte? Se pensi davvero che “i cani portino le malattie” (e vai con la fiera delle cugginate…)  evita proprio di aprire un allevamento, cretino!

E poi arriviamo alle razze da allevare: consigliatisssssssimo il Cane Lupo Cecoslovacco, uno dei cani più difficili in assoluto da allevare e gestire… ma che ci frega? Tanto siamo cagnari, no? Quindi buttiamoci pure a testa bassa sulla razza di moda!
Qui si moderano un po’ di termini di cucciolate: parlano infatti di “30 cuccioli all’anno” di CLC, che vanno venduti ovviamente al prezzo concorrenziale di 1.000 euro a cucciolo (e chissenefrega se per fare prezzi concorrenziali devi risparmiare sul benessere del cane).
Trenta cuccioli all’anno ce li fanno avere con  “5 cani femmina fattrici” (cos’è, una delle nuove specie di cui sopra?), quindi siamo tornati a far fare una sola cucciolata all’anno ad ogni cagna.
La cosa buffa è che, secondo questi geniali redattori, le spese di mantenimento di cinque fattrici sono esigue, tant’è che i 30.000 euro ricavati dalla vendita vendono considerati “quasi un guadagno netto”.
Ma che gli danno da mangiare, a ‘ste fattrici? Cartone?
E poi stanno sempre bene? Mai un problemino piccolo così, mai un cesareo, mai una mastite? Strano, eh, in fattrici così sfruttate…
Ma anche se così fosse… nell’articolo “Ma quanto mi costi?”, facendomi appunto i conti in tasca, ho scritto che Samba, nel suo primo anno di vita, mi è costata circa 4000 euro (sì, certo, ci ho messo dentro anche la lastre per la displasia: ma mi rifiuto assolutamente di prendere in considerazione l’idea di fare un accoppiamento senza averle).
Quattromila per cinque, fanno ventimila: quindi il guadagno “quasi netto” prospettato da questi geni scenderebbe a 10.000 euro all’anno… contando solo il mantenimento delle cagne!
Perché poi c’è da considerare, per esempio, che raramente si può contare su uno Spirito Santo a Quattro Zampe per ingravidare ‘ste femmine: quindi i casi sono due, o mantieni anche un maschio (e scendiamo a un guadagno di 6.000 euro annui, sempre se tutto fila liscio) oppure paghi delle monte. Che tu le paghi in contanti o consegnando un cucciolo, sempre mille euro in meno a cucciolata sono.
Quindi, a meno che non cagnareggi proprio pesante (e quindi non porti mai un cane in expo, non lo fai lavare manco una volta nella vita, non gli compri uno straccio di giochino e soprattutto non testi le malattie ereditarie…), con ‘ste cinque fattrici guadagni all’incirca 500 euro al mese, e non 2500.
Ovviamente sempre che non ti restino dei cuccioli tra capo e collo, come brillantemente ci rammentano anche i geni del male con quest’ultima preziosa indicazione:

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Ora, che un cucciolo rimanga tale fino a due anni mi pare affermazione un pelo azzardata: speriamo che sia un refuso e che intendessero due mesi… ma allora non lo si dovrebbe vendere “entro”, ma “ad almeno” due mesi.
Ma se ‘sti cuccioli ti restano in casa perché nessuno se li è accattati… che fai? Semplice: li vendi anche a 3 o 4 anni (sappiate che fioccano le richieste di cani di tale età, eh!), tanto “si adattano al nuovo padrone, chi più, chi meno”.
Ecco, e se ci è capitato il “chi meno”? Chissenefrega, mica è un problema nostro!
Che il cane soffra pure, che si disperi, che si suicidi… faccia lui. A noi interessano solo i soldi che ci siamo messi in tasca (peccato che si siano dimenticati di dirci a quanto lo vendiamo, sto cucciolo che ci siamo mantenuti per quattro anni! Sarei stata proprio curiosa di saperlo!).
Ma attenzione, eh… perché a fronte di tutto ‘sto po’ po’ di cagnaresimo che ci viene proposto, arriva anche la prerogativa indispensabile:

Uno dei requisiti indispensabili per fare l’allevatore di cani, é quello di amare i cani

Ve lo metto pure in box, così lo vedete meglio.
Diciamolo forte e chiaro, cazzo! I cani bisogna amarli ed accudirli, ci spiegano subito sotto… ma perché? Per fare quello che vuole il padrone, ovviamente!
E qui mi sarei voluta fermare, perché ho pensato che si fosse finalmente toccato il fondo… invece no.
Mi è venuta la pessima idea di cliccare anche sul link (nella stessa pagina) che rimanda ad un’altra perla di economia italiana (poi ci chiediamo perché questo Paese vada a rotoli…): “Come fare soldi con allevamento amatoriale di cani Pinscher”.
Tadannn!
Scopriamo subito che “il Pinscher nano in realtà, é la sottocategoria dello Zwergpinscher”.
Eh? Che state a di’?!? Il pinscher nano E’ lo zwergpinscher, solo tradotto in italiano!
Ma tralasciamo le varie sciuramariate e soprattutto cugginate che seguono, e arriviamo dritti al punto.
Come li facciamo,’sti soldi? Ecco qua:

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Quindi: ci spingono a vendere cuccioli senza pedigree, a 2-300 euro… il che significa venderli prima che abbiano iniziato lo svezzamento, perché se solo gli dai da mangiare una volta ti sei fregato tutto il guadagno! In più, negli zwergpinscher, troviamo pure le fattrici OGM che fanno quattro cucciolate all’anno: in calore ogni tre mesi, olè!
E naturalmente, vai di accoppiamento ogni santissima volta!

Vabbe’, a questo punto non ce l’ho proprio fatta ad andare avanti. E non vado avanti neppure qui.
Mi limito a pubblicare la scheda che mi ha inviato qualche tempo fa un allevatore di boxer, dalla quale cui ho tolto la parte pubblicitaria (però, per correttezza, il nome ve lo dico: Allevamento del Rolanus), ma che forse (forse) potrà farvi capire la differenza tra allevare e “sfornare cuccioli”.
Qui sono conteggiati soltanto i costi “tecnici”… non sono citati né giochini, né cuccette, né toelettatura (al boxer non serve: ma a molte altre razze sì!), né altro. Non c’è una sola spesa “affettiva” superflua.
Nonostante questo, provate un attimino a paragonare i reali costi di gestione di una cucciolata con quelli che i geni dell’economia hanno definito “esigui”… e poi traete le vostre conclusioni.

rolanus

 

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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17 Commenti

  1. Una bella mail di protesta a questa “fantastica” rivista da parte di quanta più gente possibile? È un articolo indecente, una vera e propria istigazione a delinquere come dici tu!!

  2. Qualcuno, qualche tempo fa mi ha detto: “ma perchè non le fai fare i cuccioli, così almeno ci guadagni qualche cosa.” Inutile dire che gli sono scoppiata a ridere in faccia!!!!!!!! Che se mai deciderò di farla accoppiare e farle fare una o più cucciolate, non sarà certo per l’ipotetico guadagno in soldi, ma per quello che l’esperienza di una cucciolata potrebbe darmi emotivamente, a me e a lei. E in ogni caso almeno per il momento non se ne parla neppure.

    • Emotivamente alla cagna una cucciolata non dà nulla, temo. Sono animali, non vivono la “maternità” dal punto di vista sentimentale, bensì come un “dovere che Madre Natura impone loro”. In calore ci vanno che piaccia loro o no, un maschio le copre, che a loro vada o no e portano avanti la gravidanza e la cucciolata per istinto, non certo per amore. Scusa la schiettezza, ma antropomorfizzare gli animali (soprattutto per quanto riguarda la sfera riproduttiva) è davvero un errore madornale, con tutto ciò che di grave ne consegue.

      • Sì, hai ragione, forse mi sono espressa male, non che la cucciolata possa dare emotivamente qualche cosa alla madre, è che credo che il rapporto che si crea tra l’umana e la pelosa in occasione del parto e nei giorni successivi sia emotivamente gratificante per entrambe. Almeno io ho vissuto dei momenti straordinari con una gattina con cui avevo un rapporto così stretto che al momento del parto mi ha “chiamata” perchè stessi con lei, e che si è abbandonata alle mie cure con estrema fiducia, lasciandomi toccare i suoi cuccioli fin dal primo istante. Ecco perchè non escludo a priori una cucciolata per la mia cucciola.

        • so che una cucciolata riporta immagini tenere e momenti stupendi, ma se mai deciderai valuta bene anche gli aspetti negativi.
          Ho vissuto due cucciolate in casa e non lo rifarei più,non solo per motivi “etici” ma anche per l’enorme stress che significa stare dietro a 7 e poi 9 cuccioli, cercando di fare il meglio.
          Lo svezzamento è un delirio e alla fine di tutto è anche emotivamente difficile separarsene.
          Scusa se mi sono permessa di dirti qualcosa sulla mia esperienza.

  3. Ho visto l’articolo in questione ieri, segnalatomi da un’amica indignatissima su Fb.
    Non sono riuscita ad arrivare alla fine perché mi era venuta la nausea. Ciò che più mi preoccupa è che esiste gente che prende queste cose per oro colato!

  4. la scorsa estate ho deciso di far coprire la mia Jack Russell, ho fatto le cose per bene, come “Valeria” comanda, con lastre, analisi e tutti i batticuore del caso; ho avuto una splendida cucciolata di sei pesti cresciute col metodo senso puppy, ho iniziato a cederli dopo il secondo mese compiuto e sapete cosa? i miei cani venivano snobbati.
    non avevano neanche un difetto (li ho mostrati ad un allevatore e ad un giudice ENCI), belli come angeli pelosi, furbi come demoni, ma già a due mesi mi dicevano che erano TROPPO GRANDI!!!!
    al mio paese i cuccioli di cane vengono venduti a quaranta, ma anche a trenta giorni e più sono piccoli più ti gonfiano il prezzo!
    in più ho scoperto magagne da far paura tipo che il padrone dello stallone a cui mi ero rivolta faceva coprire anche cagne palesemente meticce e, udite udite, anche una volpina.
    i frutti di tali accoppiamenti venivano venduti come Jack Russell figli del cane Tizio a prezzi stracciati (100 euro trattabili!) e pazienza se la metà dei Jack che oggi vedo a spasso per il paese ha le orecchie dritte.
    i miei sono rimasti a casa fino all’età di quattro mesi compiuti ed io mi ero decisa a tenermeli tutti piuttosto che svenderli come al mercatino dell’usato, ho dato loro i nomi che preferivo, li ho educati, vaccinati e nutriti tutti come se fossero “cani unici” e alla fine ho trovato per loro sistemazioni adeguate; volete sapere quanto ci ho guadagnato?
    NULLA!!!!
    economicamente ci ho perso all’incirca 500 euro (mio marito era vagamente incavolato…) ho fatto nottate, mattinate e “pomeriggiate” per evitare che si mangiassero la casa, il giardino, che sporcassero, che mangiassero tutti adeguatamente, che fossero tutti ben socializzati e alla fine quando l’ultima ci ha lasciati ho pianto una notte intera perché dopo quattro mesi i cuccioli non erano più solo dei cuccioli, erano i Miei Cuccioli!
    fare una cucciolata è un’esperienza assolutamente meravigliosa, ma non va assolutamente affrontata a cuor leggero: è dispendioso e faticoso, è una roba che ti manda in crisi almeno tre volte al giorno, io lo rifarei (e spero di rifarlo quanto prima), ma non c’è assolutamente da guadagnare soldi a palate, non se amate i vostri cani e avete a cuore il loro benessere.

  5. una fonte attendibile come voi che avete una scuola di cani e avete allevato cani dovrebbe mandare una risposta a questa rivista spiegando con toni giusti tutte queste cose, è noioso forse ma per chi ha un po’ di senso civico è obbligatorio. mi immagino i poveri cani sofferenti e cuccioli invenduti o abbandonati che ne potrebbero uscire. Una sola domanda che mi è sorta: perchè ossitocina? è una cosa che si fa ai boxer? ma standard o a seconda di come va il parto? no perchè se non serve fa male inoltre crea rischi di prolassi uterini, è quella che crea delle belle contrazioni forti

    • infatti spesso gli allevatori ne abusano…ne conosco alcuni che ce l’hanno sempre in allevamento e la usano a loro discrezione, causando distacchi placentari e morti nelle cucciolate. Poi si chiedono anche il perché…l’ossitocina in un parto fisiologico che segue il suo iter senza intoppi NON VA USATA e comunque deve sempre essere il veterinario a decidere come, in che momento del parto (importantissimo!) e quanta somministrarne.

  6. boh. l’articolo è chiaramente raccapricciante, ma in Italia l’allevamento dei cani è considerato al pari di qualunque altro animale da reddito credo. inoltre l’ente nazionale, cioè l’enci, promuove senza problemi le cucciolate ad ogni calore. l’articolo fa impressione, ma finchè le cose non cambieranno, in Italia si continuerà così. l’enci per primo dovrebbe fare qualcosa, ma loro guadagnano dai cagnari, non a caso avere l’affisso ormai è quasi un punto a sfavore dell’allevamento….

    • Si, però nessuno si sogna di dire che l’allevamento di qualsiasi animale da reddito sia una faccenda di molta resa e poca spesa!!
      I margini di qualsiasi allevatore sono risicati. I margini degli allevatori anche solo moderatamente rispettosi degli animali poi… sono risicatissimi.
      Impossibile che i cani facciano eccezione!
      Nel passato sono nate delle “mode” di allevamento. Si magnificava l’allevamento di un determinato animale come faccenda facile, poco costosa e molto redditizia.
      Una cosa da fare nei ritagli di tempo ed investendo pochi soldi. A mia memoria ricordo i chinchillà, le nutrie, le capre del kashmir, gli struzzi, le lumache e persino i lombrichi . Beh… tutti i gonzi che hanno abboccato e si sono improvvisati allevatori, sono finiti malissimo. Anche peggio sono vissuti e finiti i loro animali, ovviamente!!!

  7. Va beh ma quella è una rivista da “addominali in 7 minuti” (vi ricordate “Tutti pazzi per mary”?). Piena di cazzate di questo tipo, la comprano solo i dipendenti frustrati che vogliono trasformarsi in imprenditori…

  8. Non ho parole Valeria…più leggevo e più mi chiedevo se non era uno scherzo…che di cagnari ce ne fossero e che (ahimè) stiano aumentando lo sapevo…ma che si “insegnasse a diventare cagnaro” questo no…condivido l’idea di fare qualcosa voi…i “grandi” della cinofilia…le persone come te che sono conosciute ed apprezzate…se dicessi qualcosa io che sono una “pincopalla” non servirebbe a nulla…mi piange il cuore a pensare che persone come l’allevatrice di Sunny,a persone come te e la tua quasinuora che vi siete e vi fate DAVVERO il culo ogni giorno,possiate essere messe in secondo piano rispetto ai cagnari della domenica…più cani “cagnarizzati” si “producono” (che schifo di parola,scusate) e più si rovinano le razze…

  9. a parte il box finale sul Boxer, dopo il quarto paragrafo ho fatto fatica a leggere, causa alterazione dello stato psicofico con pressione alle stelle e fortissimo prurito alle mani per la serie “ma chi devo prendere a schiaffoni, e molto sonori?” Che in ‘taglia ( la stortura è voluta) l’informazione fosse a zero lo sapevo, ma questa oltre ad istigazione a delinquere, è pure truffa. Sia per chi così si illude di fare quattrini “onesti” , sia per chi magari appassionato di cani ci prova, sia per quei poveri disgraziati dei futuri proprietari. Da scovare l’autore e stacciargli in faccia, sempre ammesso lo abbia, il “tesserino” da giornalista.
    Caos attualmente ha un problemino di epistassi. Ho chiamato la sua allevatrice, che non sentivo dal marzo 2014 ( 2014, avete letto bene). Mi ha riconosciuto al volo e dopo e le parole “ciao, bentrovata” la terza è stata ” Caos come sta?”. Eppure alleva cani e fa cucciolate ( da femmine DIVERSE ) almeno due volte l’anno. Spende un patrimonio ( attualmente sta testando i cuccioli per la von Willenbrant, test GENETICI costosetti ) per controllare cuccioli e riproduttori ( fa il controllo Holter anche su le ex – fattrici, che sono con lei anche se appunto.. ex ) e se le arriva voce che un cucciolo non sia trattato bene è capace di prendere e partire ed andare a riprenderselo. Ora, se vendesse i cuccioli a costi ” concorrenziali ” col cavolo che ci starebbe, nelle spese. Però se il cucciolo che ti ha dato ha dei problemi, puoi chiamarla anche dopo anni ed anni e lei c’è. Questo per me è ALLEVARE.
    Il resto è fuffa.
    E certi articoli andrebbero fatti inghiottire a pezzetti a chi li scrive.
    Scusate, ma sono proprio inc##### nera. Come se non bastassero i cucciolifici che ci sono già, maremma bucaiola!

  10. Oddio, adesso le Sciure con cane-piccolo che conosco si scateneranno… Erano già indecise, ma con questa perla di giornalismo prevedo deliri…

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