di VALERIA ROSSI – Sì, lo so che mugugnare ogni volta è perfettamente inutile. Sì, so anche che i fanatici non ascoltano ragioni e non gli importa della logica.
Resta il fatto che messaggi come questo non si possono ignorare:

lav_modena

… e non si possono ignorare perché sono letteralmente diffamatori nei confronti degli allevatori seri.
L’articolo a cui fa riferimento la LAV è questo: si parla di un trafficone che allevava pit bull in condizioni disastrate, e che è pure scappato prima di essere beccato dalle Forze dell’Ordine.
Lo vogliamo paragonare a un allevatore serio? MA DAVVERO?
Io mi sento direttamente chiamata in causa e profondamente offesa (anche se non allevo più da millemila anni) dal fatto che ogni qualvolta si abbia notizia di un cagnaro che maltratta i cani debba saltar fuori la storia del “gli animali non vanno acquistati” (uff… mi viene la nausea solo a riscrivere per l’ennesima volta che questa è una grandissima boiata), stavolta con l’aggiunta peggiorativa di “ecco quel che succede dietro le quinte”.
Ma dietro le quinte de che?!?
Non ci sono “quinte” dietro cui nascondere nefandezze, in un Allevamento con la A maiuscola!
Le quinte, gli scheletri nell’armadio, chiamateli come volete, stanno solo in ambito cagnaro: e un cagnaro non c’entra una beatissima cippa né con l’Allevamento, né con gli Allevatori.
Perché, allora, cara LAV di Modena, non scrivi “I bambini non vanno portati all’asilo nido!” ogni volta che si legge di maltrattamenti in questo ambito?
Perché non scrivi “Non andate MAI in ospedale!” ogni volta che si viene a sapere di un episodio di malasanità?
Possibile che solo sui cani dobbiate fare di tutta l’erba un fascio?
L’Allevamento serio, quello fatto con amore, passione e competenza, è l’UNICA vera alternativa al randagismo e agli abbandoni. Mettetevelo in testa, una buona volta.
Perché i cani sani, tipici e di buon carattere rarissimamente vengono abbandonati; perché l’Allevatore con la A maiuscola, se non è più che sicuro che tu sia in grado di gestire un cane, non te lo dà (i canili invece sì, purtroppo); perché se proprio non ce la fai, se ti trovi in difficoltà, l’Allevatore il cane se lo riprende indietro (e i canili no: anzi, ti danno del porco bastardo infame, anche quando sono stati loro a sbagliare clamorosamente l’accoppiata cane-umano). 
Io davvero non capisco se non ve ne siate ancora resi conto… oppure se lo sappiate benissimo, ma continuiate con questa ridicola crociata solo perché così randagismo ed abbandoni non finiranno mai, e voi potrete continuare ad esistere.
Temo che la risposta esatta sia la seconda: perché se tutti comprassero sempre e solo in Allevamento (sempre con la A maiuscola), i canili chiuderebbero e voi (insieme a tutte le associazioni protezionistiche e/o sedicenti tali) scomparireste.
Immagino che la sola idea vi getti nel panico… ma guardate che l’amore per gli animali è un’altra cosa.

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39 Commenti

  1. La prima cosa che ho pensato appena finito di leggere è stato “adesso la ammazzano”. Però non sono d’accordo in tutto. Mi è capitato di avere una lunga discussione-litigio con una animalista nonchè volontaria di canile a questo proposito. È stata particolarmente interessante perchè anche io non comprendevo le ragioni della rabbia contro chi acquista specie considerando la differenza di energie che vengono spese per lottare contro chi non sterilizza o peggio contro chi decide di far accoppiare Lilly e Bubu. Anche perchè non bisogna certo avere una laurea in matematica per capire che, (anche se fosse vero che un cane meticcio può avere le stesse funzioni potenziali di un cane di razza) chi acquista un cane scegliendo di non prenderlo in canile “danneggia” UN cane, chi decide di non sterilizzare e lasciar libera di riprodursi ad ogni calore la propria cucciola ha un potenziale di nascite di quanti? 80? 100 cani?
    Quanto sani?
    Quanti condannati a morte assai peggiore di quella data da una vietatissima siringa di tanax?
    Quello che mi è parso di capire, dalla mia discussione è che le motivazioni per scagliarsi contro l’acquisto dei cani sono profonde e partono proprio dal concetto che si ha del cane e del rapporto con lui.
    La volontaria con cui io parlavo rifiutava proprio il concetto di razza e di lavoro, per una visione di animale dalle potenzialità equivalenti (i meticci possono riuscire bene in qualunque attività)libero di esprimere il proprio carattere e mai instradato dal compagno umano in attività predestinate. Nessun carattere legato alla razza veniva riconosciuto, nessun cane doveva essere preso con dei programmu di lavoro predeterminati o gli si faceva violenza (presumo la stessa che viene fatta a me dal lunedì al venerdì), un cane aggressivo è un cane con dei problemi da risolvere in qualunque caso,non importa se aggressivo perchè in difesa della proprietà e della sua famiglia/ branco, chiunque diseduchi un povero animale nato buono per renderlo aggressivo per farsi da lui difendere è un vigliacco sfruttatore.
    Insomma, con queste premesse ovviamente le razze non hanno scopo di esistenza e conseguentemente non hanno scopo gli allevamenti visti TUTTI come luoghi di sfruttamento perchè in loro vi è il concetto di selezionare per una funzione.
    La lotta, da quel che ho capito, non è per tenersi il posto di volontario che mi fa sentire da buona ma è più profonda: è per tenersi una idea di rapporto con gli animali (e forse l’intera natura) dove la vita è bella e buona ed io mi sento integrata in questa armonia dell’universo.

    • Non sono d’accordo… Il cane NASCE come animale da lavoro, è stato domesticato proprio per assolvere a certe funzioni. Poi, in base alle attitudini dei singoli individui, si è operata una selezione durata millenni per creare cani adatti a compiti estremamente diversi. Un buon cane da riporto non sarà mai un buon guardiano, e viceversa… far lavorare un cane non significa necessariamente maltrattarlo, si può amare e trattare bene un cane e, contemporaneamente, fargli svolgere il lavoro per cui è stato selezionato, rendendolo così davvero felice e soddisfatto (provare per credere).
      I meticci, pertanto, possono anche riuscire bene nelle varie attività (dipende da quali cani hanno alle spalle, dai loro geni), ma difficilmente possono eccellere in un determinato compito quanto un cane ben selezionato per fare solo quello.
      Qui sta il senso, a mio parere, dell’allevamento. Chi cerca un cane da guardia, chi un cane da caccia, chi uno da pastore ecc sarà sicuro al 99% di trovare in un allevamento serio un cane che adempirà al suo compito, che rispecchierà ciò che quella persona cerca in un cane. Coi meticci così non è… ne puoi valutare le attitudini solo una volta cresciuti…

      • Scusa, evidentemente mi sono espressa in modo poco chiaro: la penso esattamente come te, le opinioni che riportavo erano quelle della volontaria con cui ho discusso.
        Davvero sono stata così confusionaria? Perdono

        • Katia ho riletto il tuo commento e mi sa che sono stato io ad interpretare male, sorry 🙂 beh, allora non sono d’accordo con la volontaria 😀

        • Le parole della volontaria che riporti.sono esattamente le parole di un altra volontaria che conosco. Per lei é inconcepibile il discorso”razza”….i cani sono essenzialmente solo buoni e tutti adatti a tutte le funzioni.. la realta la vedono secondo questo loro punto d vista …

    • ma perchè siamo così attenti – e fieri- quando viene tutelata e ridato vigore ad una razza di capre/pecore/mucche/maiali/ecc ecc, magari italiana, e non si accetta che lo stesso possa aver senso per i cani?? ed io ho meticci da 23 anni..

      • e naturalmente alla luce della tua risposta a ciommy86, specifico che più che una risposta a te la mia è una riflessione in generale. Mi sembrava solo coerente inserirlo di seguito al tuo commento

    • In “risposta” alla volontaria, io mi chiedo, in base alle sue convinzioni (opinabili con tante argomentazioni) che cosa fa quando al canile si presenta un mix di due razze “simili” (passatemi l’aggettivo) per struttura fisica, carattere e via così, selezionate per “una funzione specifica”?

      Esempio: arriva un incrocio Golden/Labrador….come se ne esce? è un meticcio comunque, ma probabilmente sarà innegabile la sua propensione al riporto…lo si tiene maledicendo i selezionatori di Golden e Labrador? lo si “costringe” a dilettarsi in una attività a caso o lo si metterà nelle condizioni di essere un cane il più possibile appagato?
      Anche nei meticci qualche propensione maggiore salterà fuori….anche se il miscuglio genico è intricato…
      La selezione di una funzione (caccia, difesa, guardia…) non è l’unica che selezione di un allevatore serio: salute e carattere non sono meno importanti…e ciò è possibile solo conoscendo gli antenati del cane (e quindi,ad oggi, è possibile solo per i cani di razza, muniti di Pedigree)….
      Io vedo un sacco di meticci fare una vitaccia sempre al guinzaglio perchè “tanto non ne hanno bisogno”….
      p.s. vorrei ben vedere un similbassotto che fa agility (crack…la schiena) o un mix bracco-segugio che difende il territorio…
      la convinzione che i meticci possano riuscire in “tutto” per me non corrisponde minimamente alla realtà….

      • Infatti… ho adottato dal canile un molosso di 50 kg del cui passato non so quasi nulla, assomiglia molto ad un corso… beh… guarda un pó… ha una forte attitudine a guardia e difesa! Sarò un chiaroveggente, ma ci avrei scommesso 😀

        • è ovvio che lo stai sfruttando, smettila immediatamente di costringerlo a difendere il territorio….su, subito a fare mobility coi barboncini e guinzaglio lungo…(w i barboncini e la mobility…).

          p.s. se il concetto di sfruttamento è aprioristico posso anche dare un senso al ragionamento della volontaria (sebbene basato su presupposti poco realistici), ma solo dal punto di vista umano.

          Non penso che il cane concepisca il concetto di sfruttamento della “nostra lingua”…lui è appagato perchè sta facendo quello per cui è stato selezionato (che poi raduni il gregge del pastore o sia portato con regolarità a fare sheepdog al campo penso cambi poco….).
          Ma dai, mica un Border Collie si sveglia la mattina e pensa “oddio, sto tiranno mi costringe a badare alle pecore e nemmeno percepisco lo stipendio”…..
          tristezza….

    • Quindi si dovrebbe sterilizzare tutti i cani di razza o impedire loro di riprodursi…
      Si sterilizzano i meticci che passano dal canile…in circolazione, ad un certo punto, ci sarebbero solo meticci, nessun controllo sanitario, riproduzione a casaccio?

      Anche volendo eliminare la selezione per una funzione…si elimina anche la selezione del carattere e della salute…invece che tentare di debellare le malattie genetiche in questo modo le favoriamo…se abbiamo un minimo di strumenti (come la lettura del Pedigree e nozioni di genetica) perchè non usarli per migliorare la vita del cane (in generale)? e per evitare l’estinzione del “cane”, quante cucciolate di meticci si potrebbero fare all’anno, al massimo? contando che una parte di questi cani finirà in canile e sarà sterilizzata…
      Questo sarebbe uno dei pochi modi possibili per eliminare la selezione e le razze e non portare all’estinzione del cane….

      • Ovviamante le teoria della volontaria è che il meticcio è più sano, i problemi di malattie sono stati in larga parte causati dalla selezione. Altro buon motivo, secondo lei, per smetterla di allevare razze specifiche

        • Questo in parte è vero… o almeno, sarebbe vero se i cani vivessero in natura senza l’influenza umana e senza veterinari… in quel caso sopravvivrebbero automaticamente i più forti e i più sani, la selezione di madre natura è imbattibile! Ma questa non è la realtà…

        • I problemi di malattie sono stati causati da “cattiva” selezione. La selezione corretta dovrebbe ottenere esattamente il risultato opposto, evitare la trasmissione genetica di malattie

    • Questa volontaria ha una visione un po’ Disneyana dell’universo. E con molta probabilità i suoi cani (se ne ha) sono l’apoteosi dello stress, depressione e frustrazione visto che farli lavorare è maltrattamento, mentre farli vivere perennemente tra coccole, divano e biscottini e sopprimendo letteralmente le molteplici attitudini (perchè i meticci le hanno tutte) per farlo diventare un cane-ameba… Ma tanto buono eh! Anche la volontaria fanatica del “non comprare, adotta” che conosco io è così.

  2. Onestamente, non capisco l’articolo. O meglio, la seconda parte: se la gente prendesse sempre e solo in allevamento i canili non avrebbero senso di esistere.

    Con tutto il rispetto, mi sembra un’affermazione dello stesso livello di quella fatta dalla LAV di cui si parla nell’0articolo, estremamente qualunquista. Si da per scontato, ad esempio, che tutti i canili sono cattivi, mal gestiti, si da per scontato che chi compra in allevamento serio un cane di buon carattere rarissimamente viene abbandonato (come se gli abbandoni dipendessero dal carattere del cane e non dalla stupidità della persona).

    RIsponde (a mio avviso) ad un articolo qualunquista, sbagliato, estremista, con un altro articolo qualunquista, estremista, dimenticando che la soluzione al randagismo non ha a che fare con canili, o allevamenti (che sono solo dei mezzi, e nulla più): la soluzione al randagismo è cultura, cultura, cultura: acculturare la gente sul discorso sterilizzazioni, migliorare le situazioni dei canili (cercando pian piano di far sparire i canili lager, a favore di canili ben gestiti e con personale competente) o degli allevamenti “scadenti” (dove la cosa importante è solo far soldi), insegnare – a partire dalle scuole – la differenza tra un giocattolo ed un animale, come vanno trattati gli animali, l’importanza di questi nella vita di tutti i giorni.

    • Concordo con te per quanto riguarda il discorso “cultura” ed eliminazione dei canili lager.
      Non concordo invece col discorso “cane di buon carattere”… Tanti abbandoni avvengono perché chi prende il cane non è in grado di gestirlo… Un bravo allevatore si renderà conto se chi ha davanti è in grado o meno di gestire un cane di quella determinata razza e, come dice Valeria, può anche rifiutarsi di cedere il cucciolo a chi non reputa adatto. Inoltre c’è il fattore economico: chi prende il cane da un allevamento serio spende una cifra considerevole, quindi si suppone ci pensi due/tre/quattro volte prima di prenderlo…
      Pertanto credo che la percentuale di cani abbandonati provenienti da allevamenti SERI sia davvero molto bassa…

      • Concordo in parte, putroppo non credo siano così tanti gli umani che dato che spendono soldi, ci pensano due volte.

        Sul discorso allevatore, hai ragione. Ma questo vale anche per canili seri, dove vengono fatte domande, viene valutata la persona che chiede, vengono fatti preinserimenti. Saranno pochi? Ok, ma non perché ci sono canili lager vuol dire che tutti i canili sono “lager”, così come non vuol dire che tutti gli allevatori sono “maltrattatori di animali” perché ci sono i maltrattatori di animali tra gli allevatori….

    • Non è qualinquismo, sono fatti. Quanti cani sani, di buon carettere e con pedigree trovi nei canili? Lo 0,001%? Ed è già dire tanto, te l’assicuro. I volontari continuano a blaterare che “anche i cani di razza vengono abbandonati”… ma il fatto (inequivocabile) è che per i VERI cani di razza abbandonati in tutta Italia basterebbe UN canile, e neanche troppo grosso. Per di più, i cani di razza abbandonati sono quasi sempre quelli con problemi di salute e/o di carattere.
      Non ho assolutamente affermato che tutti i canili siano mal gestiti o “cattivi”: ma non è vero che gli abbandoni dipendono solo dalla stupidità della persona, visto che i meticci in canile sono il 99,99%. Quindi c’è qualcosa che non torna. CERTO che la risposta è la cultura… ma “cultura” significa anche “competenza nella scelta del cane”. E finché LAV e affini continueranno a dire che “i cani non si comprano” (come se un lavoro serio di selezione caratteriale e sanitaria non avesse costi altissimi, che in qualche modo devono pur rientrare…), la gente continuerà ad adottare 1 e ad abbandonare 10, e quindi a svuotare il mare col cucchiaino. La soluzione al randagismo NON è l’adozione: la soluzione al randagismo è il non-abbandono, e la soluzione all’abbandono è una riproduzione seria, controllata e ben gestita. E questi sono FATTI , altro che qualinquismo.

      • Mi spiace, continuo a reputarla una risposta di parte, magari corretta su alcuni aspetti, ma non su altri (oh, chiariamo, opinione mia).

        Mi spiace, resto della mia idea: il randagismo si combatte solo con la cultura, con programmi di sterilizzazione miglori di quelli attuali, con controlli. Indipendentemente da dove arrivano i cani.

        La sua stessa soluzione, se ci pensa, è uguale a quella della LAV: lei parla di allevamenti seri e basta. Fantastico. Facciamo una forte selezione a chi vuole adottare. Fantastico. E se questi si sentono rifiutare l’adozione per qualunque motivo (validissimo), cosa crede che faranno? Diranno “si, p vero, non sono in grado di adottare cani, meglio non lo faccia”? No, andranno dal primo scucciolatore che trovano (e ne troveranno: sperare di mettere tutto completamente, assolutaente sotto controllo è pura, semplice, utopia).

        Comunque la si guarda, secondo me, qualunque soluzione proposta (la sua quella della lav, qualunque) saranno sempre destinate a fallire, perché non risolvo il problema all’origine: la cultura delle persone.

      • Per me i cani di razza sani in canile non ci sono solo perché se di allevamenti seri, non vengono abbandonati. Non ci sono perché molti deficienti li vendono invece di abbandonarli.

        Per il resto concordo su tutto.

        Però c’é una cosa che non viene mai consigliata e dovrebbe. Una persona/famiglia che non ha alcun bisogno specifico né sportivo né di lavoro o quant’altro, potrebbe (e dovrebbe) tranquillamente prendere un cane al canile. Purtroppo c’é la diffusa credenza che i cani del canile siano aggressivi/problematici. E non é cosí. Certo ci sono casi cosí purtroppo, ma dei bravi volontari sanno bene a chi affidare chi. Poi, soprattutto al nord, quando giravo con la mia cucciola di 4 mesi moltissime persone mi dicevano sbalordite “wow! sei riuscita a trovare un cucciolo al canile!!!!???”. Ebbene si. I canili del sud STRARIPANO di cuccioli. Anche di 1 mese (meglio evitarli) ma ci sono anche mamme in canile/in stalli casalinghi che partoriscono e stanno con i cuccioli fino ai 2 mesi d’etá.

        Del mio cane non si sa la provenienza/storia. E’ stata trovata in strada a 3 mesi. E’ un cane talmente equilibrato che perfino il mio educatore era stupito. Ha detto testuali parole “ci sono allevatori che darebbero un braccio per un cane cosí”.

        C’é gente che non ha assolutamente idea di tutto ciò, e prende cani, anche (+ raro) da allevamenti seri, ma cani di razze che non sa assolutamente gestire. Esempio una famiglia vicino casa mia, al primo cane, di cui si occupano i due ragazzini del liceo che non hanno voglia/idea di educarlo, che ha preso un’Akita che sta giá creando problemi a tutti i cani del vicinato ed ha solo 4 mesi.

        Queste sono le cose che vorrei si dicessero.

      • Il problema, allora, è un altro… Dici che i VERI cani di razza non vengono abbandonati, perché provengono da allevamenti SERI e gli allevatori SELEZIONANO i compratori. Ok, ci posso credere. Ma allora mi viene da dire che questi allevamenti SERI sono in minoranza…
        Per esperienza diretta, mi sono trovata a vedere da vicino il lavoro di rescue dedicate a specifiche razze. Razze tra l’altro poco diffuse in Italia, e nonostante ciò in un solo anno si è arrivati a 50-60 cani recuperati della tal razza, con pedigree alle spalle, abbandonati perché malati di displasia e simile, perché “troppo grossi” o “troppo rumorosi” o “non me l’aspettavo così” ecc. ecc. Addirittura allevatori stessi che minacciavano le onlus di prendersi il cane invenduto, pena la soppressione! E PURTROPPO, lo dico col cuore, purtroppo, questi allevamenti NON sono l’eccezione.
        Dov’è la selezione per salute?
        Quand’è che questi allevatori hanno negato un cucciolo perché non adatto alla famiglia?
        Ho conosciuto da poco una bassotta che aveva passato 4 anni in un allevamento della mia zona, con tanto di pedigree (vero o fasullo che sia, al compratore convinto di star prendendo il cane di razza che importa?), che non era mai uscita per questi 4 anni dal box e non aveva nemmeno mai avuto un nome.
        Ci credo, ci credo davvero, che gli allevatori seri esistano e che facciano un buon lavoro. Ma il tuo articolo si basa sul fondamento che la maggior parte di essi lo sia e la mia esperienza mi racconta tutt’altro… e in questo caso, come dare torto ai volontari che si battono contro QUESTO tipo di compravendita? Tra l’altro, voglio far notare che nei canili e nelle associazioni onlus SERIE (forse, il problema, sta tutto lì) viene anch’essa fatta una selezione scrupolosa dell’adottante

    • Non mi sembra si dia per scontato che i canili siano tutti posti-orribili-brutti-e-cattivi…
      Ma invece io per prima credo che un cane comprato in un Allevamento con la A maiuscola in canile o per strada non ci finisce.
      Intanto perchè l’Allevatore fa una valutazione del soggetto, a una persona evidentemente sbagliata il cane non lo da.
      Poi, oltre al fatto che ci compra sa cosa sta portando a casa, che il carattere del cane difficilmente ci rivelerà sorprese… Se, per una qualsiasi ragione, uno dovesse decidere di abbandonare il cane… lo riporta all’allevatore. Che se lo riprende.
      Quindi, se tutti prendessero i cani dagli Allevatori, invece che da negozi, cucciolifici, o cagnetta della vicina… non ci sarebbero più abbandoni.
      Quindi i canili si svuotano.

      • Si, è vero. Se tutti prendessero….

        Ed è lì che, a mio avviso, è il problema: nelle persone, nella cultura! Sperare di risolvere il randagismo “forzando tutti a comprare da allevatori seri” non servirà mai a nulla, finché la gente penserà “cavolo, è solo un cane, perché devo sottopormi a sta sfilza di domande? Vado dal negozio che me lo danno senza far tante domande, va…. tutte ste storie per un cane perché me l’ha chiesto il figlio di due anni!”.

        E’ questa la causa del problema, non i canili lager o non lager, gli allevatori seri o non seri, gli scucciolatori: la cultura della gente. Si vuole risolvere il problema del randagismo? La sola soluzione, a mio avviso, resta e resterà sempre quella di investire nella cultura, insegnare senso civico “animalesco” a partire dalle scuore, spingere con campagne di sterilizzazione anche a basso costo in base al reddito. Solo così, pian piano, il problema si risolverà alla radice.

        • Guarda che stai parlando di cose che su questo sito trovi ribadite migliaia di volte eh, che la mancanza di cultura (cinofila e non solo) sia il problema base non è ‘sta scoperta rivoluzionaria e su questo stesso sito ci sono un sacco di articoli che cercano di diffondere un po’ di informazioni e smentire le dicerie e le “cugginate” che girano intorno ai cani.
          E’ però anche normale che in uno specifico articolo che “risponde” al (solito) “non comprare, adotta” si parli più di quello e non si faccia un discorso generale.

    • Sono d’accordo in parte con te, anche se la diffusione su larga scala della cultura cinofila è lunga e dolorosa…

      Il rivolgersi ad un allevamento serio comporta anche una selezione del nuovo proprietario (dire di no quando i presupposti non ci sono per la cessione di un cucciolo di una determinata razza) a costo di fare meno cucciolate del possibile (almeno in un primo tempo) e la possibilità di “riportare indietro” il cane, in caso si fosse impossibilitati a tenerlo (in questi casi di solito i motivi sono gravi), quindi lo si “salva” dall’ingresso al canile.

      Questo presuppone una vendita e un acquisto consapevoli (se manca da parte dell’acquirente, ci sarà da parte del venditore – il cucciolo te lo sogni di notte…).

  3. Ciao Valeria, come al solito sono d’accordo su tutto tranne stavolta sulla chiusura. Ieri sono stato ad un incontro tra i presidenti delle associazioni animaliste e i vertici della ASL della mia provincia e devo smentirti sull’ultimo punto. Tra i vari punti trattati è saltato fuori proprio questo argomento ed erano tutti contro i cagnari (sia privati che negozi di animali) ma QUASI nessuno contro gli allevamenti. Il problema vero è che questi pochi integralisti animalisti fanno un casino del diavolo e sbattono i piedi più forte degli altri (per di più facendo leva sul senso di colpa e l’ignoranza del grande pubblico – probabilmente perchè tra ignoranti si capiscono) facendo arrivare alla gente il messaggio che tutte le associazioni a favore degli animali siano così.
    Per fortuna ci sono anche associazioni serie che comprendono quale effettivamente sia il problema però, come su tutto il resto, ciò che è normale non fa notizia e non ottiene la risonanza che merita.

  4. Katia, mi sa di no, o meglio, non credo che la motivazione dell’integrazione con “mammina cara natura” sia giustificabile. Perché chi conosce davvero Madre Natura sa che “peace and love ” in natura non esiste. La natura è armonica perché esige l’equilibrio, ma prevale il mors tua vita mea… anche se all’interno di alcune specie la collaborazione c’è. A me sembra più la visione disneyana…il paradiso terrestre dove la tigre gioca col cervo.
    Ed allo stato dell’arte, improponibile. Ma capisco che lottare contro chi pretende di eliminare le razze canine perché poveri son snaturati altrimenti, sia praticamente impossibile. Ed ecco perché ogni tre per due ci troviamo punto ed a capo con il discorso allevatori , anche con tutte le maiuscole, cattivoni.

    • Ma io non sostenevo che queste persone conoscessero davvero la natura.
      Sostenevo che difendessero una idea “non comprare adotta” perchè questa era propedeutica alla loro idea di vita e quindi non discutibile.
      Davvero devo essere stata poco chiara. Mi spiace

      • No, sono io che mi sono espressa male. Mi sono richiamata a te solo per dire che certi estremismi ( un mio professore una volta disse che quando un sostantivo vira in – ismo, sta mettendo in luce la parte peggiore di sé. Allora non capii , adesso mi pare vangelo) non hanno basi sulla realtà. E che lottare contro i loro pregiudizi è peggio che correre in salita.

  5. la LAV è un’associazione che pensa solamente ai propri interessi, infischiandosene degli animali. è risaputo. solo un pollo può ancora credere nella buona fede di questo tipo di associazioni.

    • Per quanto concordi, non stiamo facendo un pò di tutta l’erba un fascio? Ho conosciuto canili gestiti in maniera stupenda, e canili gestiti in maniera “da denuncia penale e fucilazione immediata”), entrambi sotto l’etichetta LAV……

  6. Io sarà pessimista, ma secondo me a tanti proprietari non interessa nulla di razze, abbandoni, canili pieni, cani di pessimi allevamenti (o presunti tali) venduti senza test sulle malattie genetiche e via così. Io credo che dovrebbe cambiare la legge (italiana) per far cambiare idea a molte persone…vietare cucciolate a casaccio, imporre condizioni di vendita dei cani di razza molto severe, vietando la riproduzioni di cani portatori di malanni e via così…non sarebbe difficile…

    Molti sanno benissimo dove sarebbe meglio acquistare un cucciolo di razza (quindi con Pedigree), ma non possono/vogliono spendere la cifra richiesta, non si vogliono spostare per visitare allevamenti con credibilità….ecco allora che sborsano 300 euro al massimo per un cucciolo di similrazza trovato il più vicino possibile a casa oppure vanno alla ricerca della cucciolata meticcia casalinga di incrocio labrador/Golden (tanto per fare un esempio), credendo, magari, di fare un affare, perchè così avranno un cane con un carattere simile a quello di queste razze (hai voglia a spiegare che se è andata davvero così è fortuna…che ne sai chi sono gli antenati del labrador o al Golden? dubito che un proprietario di un cane di razza con Pedigree lo ceda per una monta a caso…quindi si torna al solito discorso: meticci similrazza, definiti però in modo scorretto.

    Temo ci sia davvero tanto egoismo…se ti va bene e non hai un cane ammalato e te lo tieni buon per te, ma che ne sai della sorte degli altri cuccioli? magari hanno tutti la displasia…anche il tuo, ma non lo testerai mai perchè tanto è un meticcio e non si ammala mai…

  7. No, ma perchè? non credo che il discorso di Valeria sia di parte, forse perchè ho letto diversi commenti suoi a riguardo, dove, ad esempio, “benediva” XD la presenza di canili.
    Ce ne sarebbero ancora di canili se le persone comprassero solo dagli evatori?
    Yesss, ma sicuramente molto meno, STOP.
    Se poi si vuole aggiungere che non tutte le persone si possono permettere di spendere certe cifre ed è quindi più che normale che una persona si rivolga da un privato che magari regala dei cuccioli….bè, io non me la sento di criticare, ma è anche vero, che non è affatto detto che se io compro un cane di razza, mi prosciugo, ma voglio quel cane, non è affatto detto che non si ammali di una particolare patologia, come non è affatto detto che un pirla, dopo aver buttato parecchi soldi, decida di abbandonarlo solo perchè crescendo, non era quello che voleva….di gente strana e str…ne è pieno il mondo!!!

  8. Quello che pensa la volontaria citata da Katia… è quello che ripetono tanti animalisti e tanti volontari. c’è solo una parola per definire questa mentalità …ignoranza.
    Loro ci credono. sono convinta che lo fanno in buona fede e spesso si sbattono tanto…perdono tanto del loro tempo per una cosa in cui credono… in cui mettono l’anima e spesso …dietro ci sono persone che li sfruttano… sfruttano la loro ignoranza e la loro manovalanza.
    Venerdì sera mi stavo incazzando con una mia amica perché lei continuava a sostenere che il mio è un lavoro quando io per lavoro non allevo…sono un informatico. faccio una cucciolata all’anno … certo li vendo perché se non li vendessi non potrei continuare a fare quello che faccio … ci sono i costi che se non ti rientrano non ce la fai …ma lei continua a essere convinta che sia sfruttarli che sia lavoro. io ho provato a spiegarle che il lavoro è quella cosa con cui ti mantieni …quando io invece ci rimetto solo…che io li tengo sul divano e non li spremo come dei limoni …sono i miei compagni di vita. faccio una cucciolata ogni tanto… ma lei ha detto no è il tuo lavoro lo stesso.
    e allora rimani nelle tue convinzioni …nella tua ignoranza… nel tuo Disneyland in cui i cani sono solo soprammobili paciocvosi a cui tutto e dovuto…e guai chiedergli qualcosa… e chiaramente le attitudini di razza no non esistono i cani sono tutti uguali basta l’ammmooooore
    E ovviamente i cani non si comprano il primo bastardino abbandonato che trovi al canile va bene

  9. Io credo che ,sottolineo che in parte stimo volontari,associazioni ecc ecc , tali volontari ricevano un addestramento simil militare circa il modo di esporsi, tematiche, frasi strappalacrime e compagnia cantando.
    Io COMPRO cani( il termine.per.molti è orrendo….per me No.
    ,semplicemente pago un “bene” per divenirne proprietario a tutti gli effetti.
    Da inizia la.ns vita insieme,nel mio caso è davvero così potendolo portare anche con me a lavoro,campo di addestramento,stage ovunque,non so quanti km lineari e i dislivello a settimana in montagna,letto,divano con sua MalieMami).
    Scelgo il MIO cane ed a prescindere da tutto ciò che potrebbe accadere lui sarà sempre e comunque la mia famiglia ,venerato,lavorato (chi gode.di più nel lavorare giuro non sono io per quanto stra felice di farlo)coccolato, rispettato sempre al massimo.
    Le sue.doti Non le avrei trovAte in nessun meticcio(ne ho avuto e li adoro) ,ma non scherziamo sulla selezione e sul.lavoro perché è profondamente scorretto

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.