venerdì , 24 novembre 2017
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La giornata tipo del cucciolo

di VALERIA ROSSI – Mi arriva una richiesta interessante su FB: quella di descrivere la “giornata tipo” di un cucciolo di due-tre mesi, ovvero di spiegare ai neo-proprietari quali impegni e quali fatiche erculee li aspettino. Bene, proviamoci… anche se ovviamente le cose potrebbero cambiare anche di parecchio a seconda della taglia, della razza e anche del carattere del singolo “personaggio”.  Però, in linea di massima, considerando un cucciolo di taglia media e di medio temperamento, che si sia già ambientato a dovere nella sua nuova famiglia (quindi ad almeno una settimana dall’acquisto/adozione), diciamo che le cose potrebbero svolgersi più o meno così:

svegliaore… da 4,30 a 6,30 circa: SVEGLIAAAAA!
Proprio così, maiuscolo e con tono impellente, perché il cucciolo arriverà a trecento all’ora, cercherà di saltare sul letto, non ci riuscirà perché è ancora troppo piccolo (se è un alano ci riesce, ma abbiamo detto che prendiamo in considerazione un cane di taglia media…) e allora vi in testa, in faccia, ovunque riesca a mettere zampe e muso. Una cosa è certa: a svegliarvi ci riesce. Ed è giusto che ci riesca, perché gli scappa la pipì  e dovrete portarlo a farla nel luogo designato. A questo punto:
a) se avete il giardino (beati voi!) vi basterà aprire la porta;
b) se non avete il giardino, collare e guinzaglio e via a passeggiare (che piova, nevichi, ci siano -20° o qualsiasi altra aberrante condizione atmosferica).
Maaaaaaaa… non possiamo metterlo semplicemente sulla traversina, in casa? Anche no, se volete che impari velocemente a sporcare fuori casa. Anche sì, se siete disposti in seguito ad impegnarvi in una difficilissima rieducazione alla pulizia casalinga, perché se il cucciolo pensa che la casa si possa usare anche come gabinetto, non si vede perché non dovrebbe credere che si possa continuare così in eterno. Quando il cane è di piccola taglia, a volte ai proprietari sta benissimo che continui a usare le traversine… almeno finché il cucciolo maschio non diventa adulto e non comincia ad alzare la zampa. A quel punto, ovviamente, invece della traversina comincia a centrare muri, mobili eccetera… e noi umani non siamo più così entusiasti della cosa. Alcuni cani, poi (anche femmine) cominciano proprio a schifare la traversina: oppure la prendono per un giocattolo da rosicchiare. Questo succede perché il cane, istintivamente, NON ama sporcare il posto in cui vive. Insomma, ha più buon senso dei suoi umani. Finché è cucciolo tutto va bene, ma quando cresce sente il bisogno di uscire per i bisogni, ed impedirglielo è proprio contrario all’etologia canina. Di quegli umani che non portano MAI il loro cane fuori casa, ma lo costringono a vivere agli arresti domiciliari, preferisco non parlare neppure perché ci andrei giù pesante con gli insulti.

Dall’ora della sveglia alle 8: gioco ed educazione
Che vanno di pari passo, perché tutta l’educazione passa attraverso il gioco.

cucciolo_pappaORE 8 (circa): colazione
un cucciolo di questa età mangerà 3 volte al giorno: questa è l’ora del primo pasto.

Ore 8,10: uscita pipì e passeggiata
dopo ogni pasto il cucciolo ha quasi sicuramente voglia di sporcare. Approfittiamone per fare la prima vera passeggiata della giornata (perché lo so che alla prima uscita eravate degli zombie e avete fatto tre metri). Stavolta la passeggiata ce la potremo anche godere (sempre che non piova nevichi eccetera).

Ore 9: nanna
Al rientro dalla passeggiata, sempre che sia stata soddisfacente, il cucciolo è stanco e quindi si prenderà un’oretta di sonno (almeno spero, per voi. Non sempre le cose vanno esattamente così, ma si spera di sì).

Ore 10: uscita pipì
Anche al risveglio da ogni sonnellino, lungo o corto che sia, il cucciolo va portato fuori. E’ un must, perché appena si sveglia fa pipì. Non si scappa.

giochisambaOre 10,30 – 12: momento di teorica libertà.
Teorica, perché intanto sarà il cucciolo a decidere cosa e come si fa. Si dorme o si morde? Anche se è la stessa parola anagrammata, i risultati sono decisamente un po’ diversi..e l’effetto sui nervi degli umani pure. Se il cucciolo ha deciso che “si morde”, insegnamogli subito a prendersela con le cose giuste (giocattoli, stracci, trecce, ossetti…) e a lasciare in pace le cose sbagliate (gambe, piedi, scarpe, mobili, tappeti). Il tutto diventa più facile se:
a) diamo i marker giusti (SI! quando attacca bersagli graditi, NO!quando massacra noi)
b) scegliamo giocattoli che piacciano a LUI e non a noi. In generale: la gomma piace poco ai cuccioli, il pelo li entusiasma (anche quello finto, eh…). Il legno è gradito, la plastica no. La carne umana resta la migliore in assoluto, ma possiamo dargli in alternativa un osso (altrui). Attenzione:SOLO crudo. Le ossa cotte sono pericolosissime perchési sgretolano e creano “spunzoni”, mentre quelle crude sono elastiche.

Ore 12: rapida uscita pipì e poi pappa (secondo pasto)

Ore 12,10: uscita pipì (due in dieci minuti? Eh, sì… perché la prima era dovuta al fatto che non uscissimo da diverse ore, mentre la seconda è quella obbligatoria post-pappa. Ci si può anche arrischiare a farne una sola dopo la pappa, ma non garantisco che lui non sporchi mentre gli prepariamo la ciotola.

tavolinoOre 12,30: nanna. Dopo mangiato/sporcato, di solito il cucciolo ronfa… per un quantitativo di tempo che va dai trenta secondi alle due-tre ore. Dipende dal cane. Vi auguro fortemente di averne scelto uno da tre ore: a me è toccata quella da trenta secondi. Qui si può inserire una nostra uscita di casa per 5 minuti circa.

ore 13 – 16 (circa): passeggiata (al risveglio) con momenti di socializzazione (umani, cani, ambienti…) e poi gioco, educazione, coccole… a scelta. Ricordando che le sessioni di “gioco-lavoro”, quelle in cui insegnamo qualcosa al cucciolo, devono essere BREVI. A questa età la sua soglia di attenzione è praticamente nell’ordine dei nanosecondi.

ore 16 – nel caso facciate quattro pasti anziché tre, questa è l’ora della merenda… seguita (indovinate un po’?) da un’uscita-pipì.

ore 16-19: qualche altra sessione di gioco educativo, almeno un’uscita bella lunga con socializzazione (verso umani e cani),  un po’ di nanna (se la fa) e di conseguente respiro per noi, almeno un’uscita di casa di 5 minuti circa per abituare il cucciolo a restare da solo (con un ossetto da rosicchiare, magari).

Ore 20: passeggiata lunga e poi pappa

Ore… quandolodecideràlui: nanna definitiva, per tutta la notte (o fino a quando lo deciderà lui). Dall’ora di cena all’ora di andare a dormire, ancora gioco e coccole e qualche “ripassino” degli esercizi imparati fino a quel momento, con grandi gratificazioni se fa bene.

Ovviamente tutto questo funziona se si sta in casa tutto il giorno: se si va  a lavorare, sarà impossibile seguire personalmente un programmino come questo, ma ci si dovrà affidare ad amici, parenti, dog sitter e tutto quanto si possa scovare per garantire al cucciolo una routine gratificante e soddisfacente, con sufficienti contatti sociali.
Se non possiamo garantirgliela in alcun modo, dovremmo avere il coraggio di NON prendere un cane: lo so che è dura, lo so che è difficile… ma il nostro egoismo non può e non deve prevaricare il suo benessere. Quando sosteniamo di “amare follemente gli animali”, cerchiamo di capire cosa intendiamo davvero. Perché AMARE significa volere il loro bene, non solo il nostro comodo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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