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La panosteite nel cane in accrescimento

di VALERIA ROSSI – Un’amica su FB mi chiede di parlare della panosteite: una malattia che preoccupa moltissimo i proprietari, anche se in realtà non è una patologia particolarmente grave e se la prognosi è favorevole.
Ma di cosa si tratta?
La panosteite eosinofilica (o enostosi) è una malattia infiammatoria della cavità midollare delle ossa lunghe: può colpire cani di qualsiasi razza (un tempo veniva associata soprattutto al pastore tedesco e al bassethound, ma oggi è diffusissima per esempio nel cane corso), ma è molto più diffusa nelle taglie grandi e giganti. Colpisce più frequentemente i maschi delle femmine (il rapporto è di 2-1) e  solitamente riguarda i cuccioli in accrescimento (fra i 4 e gli 8 mesi), anche se in rari casi  è stata riscontrata in cani più grandi (fino a 5 anni).
Si manifesta con una zoppia acuta che “si sposta” da un arto all’altro: il cane un giorno può sentire dolore all’anteriore destro, due giorni dopo al posteriore sinistro, poi di nuovo a un anteriore e così via.
Questo ovviamente crea grande allarme negli umani, ma non bisogna preoccuparsi troppo, anche se è indubbiamente una patologia fastidiosa e dolorosa per il cane, perché regredisce spontaneamente in un periodo che va dai 6 ai 18 mesi.
Non si sa esattamente da cosa sia provocata (si sospetta una causa multifattoriale), ma si sa che è causata dal tessuto adiposo del midollo osseo sito vicino ai forami nutrizionali delle ossa lunghe, che comincia a morire provocando un aumento dell’attività di osteoblasti (cellule delle ossa che contribuiscono alla crescita delle ossa) e fibroblasti, seguito poi da un aumento dell’attività degli osteoclasti (che hanno il compito di distruggere il tessuto osseo).
Poiché non sono un veterinario evito di addentrarmi qui in spiegazioni troppo scientifiche (che intanto capirebbero in pochi) e mi limito alle cose “pratiche” che è bene sapere.

Panosteite1POSSIBILI CAUSE
Come già detto, l’eziologia non è certa ma si sono fatte alcune ipotesi a mio avviso attendibili: potrebbero essere fattori predisponenti un’alimentazione troppo proteica e in generale tutto ciò che provoca una crescita troppo rapida (purtroppo ricercatissima da molti proprietari di cani da show!), ma anche un eccesso di calcio.
Altre cause ipotizzate sono allergie, infezioni, problemi ormonali e stress. Non è escluso (anzi, è abbastanza probabile) che entrino in ballo anche fattori genetici.

SINTOMI
Quello principale (e sempre presente) è la zoppia acuta, migrante da un arto all’altro senza uno schema preciso. Di solito sono interessate soprattutto le zampe anteriori, ma non è raro che entrino in gioco anche quelle posteriori.
Alla palpazione dell’osso interessato, il cane mostra dolorabilità.
In alcuni casi si verificano anoressia, letargia (legati al dolore) e raramente anche febbre.

DIAGNOSI
La diagnosi della panosteite si basa su anamnesi, esame clinico e riscontri radiografici.

TERAPIA
La panosteite è una malattia autolimitante, cioè tende a risolversi spontaneamente. Nei cuccioli colpiti più gravemente è però consigliabile la somministrazione di antinfiammatori (cortisonici o FANS) per ridurre il dolore, ma anche per bloccare l’azione degli osteoblasti. Attenzione, però, a non somministrarli troppo a lungo perché possono causare demineralizzazione ossea.
I cani affetti da panosteite dovrebbero essere tenuti il più possibile a riposo, o comunque limitarne l’attività fisica.

PROGNOSI
Eccellente. Pur con la possibilità di alcune recidive, la malattia evolve sempre verso la completa guarigione.

 

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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