domenica , 25 giugno 2017
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Libri e… molto altro per il TAP

di VALERIA ROSSI – Qualche tempo fa ho dato qualche consiglio cinofilo telefonico ad un signore del tutto sconosciuto, come spesso mi capita di fare: un paio di settimane dopo mi sono vista recapitare un pacchetto con due libri dentro. Titoli: “Le avventure dei Berto’s 2.0” e “Vitamina Doppia B”.
Me li mandava il signore di cui sopra, spiegandomi che erano opere di sua moglie, illustrate da lui stesso, e scusandosi perché me ne aveva mandati solo due quando in realtà i libri pubblicati erano tre, ma il primo era andato esaurito. Aggiungeva che era molto felice che fosse finito così in fretta, perché tutti i proventi venivano devoluti ad associazioni rescue (l’ultimo in particolare all’Australian Sheperd rescue Italia, che personalmente stimo molto per la loro miracolosa capacità di sistemare cani con problemi di vista e udito e ancor più per la loro battaglia contro gli accoppiamenti merle x merle, che causano proprio questi problemi).
bertos1Assodato lo scopo benefico sicuramente meritevole, ho dato un’occhiata ad uno dei libri pensando (lo confesso): “Vabbe’, saranno le solite storielline strappalacrime su cani e gatti”.
L’ho aperto, ho letto il primo racconto… e non ho più smesso finché non sono arrivata in fondo.
Una cosa (una) l’avevo azzeccata: sono effettivamente storielline, nel senso che sono tante e corte.
Ma “strappalacrime” proprio no: anzi, sono decisamente più strappasorrisi (ad eccezione di un paio, che comunque sono commoventi ma non retoriche, lagnose né angosciose).
Non sono neppure strettamente “su cani e gatti”: gli animali ci sono, ma non sono i protagonisti principali. Sono semplicemente membri della famiglia che vive le “avventure” citate nel titolo, e che in realtà sono storie di tutti i giorni, piccole e grandi storie di gente normale a cui succedono cose normali.
Il fatto è che la Betti (che mi viene di chiamare così perché dopo dieci pagine cominci a pensare all’autrice come se fosse una tua amica d’infanzia, anche se non l’hai mai vista né conosciuta) riesce a raccontare questa normalità con una leggerezza, un’autoironia e un entusiasmo letteralmente contagiosi.
Quando la leggi un po’ ti immedesimi (“sììì! anche a me è successo che…!”), un po’ la ammiri e un po’ la invidi per il suo saper prendere ogni contrattempo con filosofia e soprattutto con umorismo (“io sarei diventata idrofoba, e questa ride come una matta!”), ma sempre ti diverti o, male che vada, ti rilassi.
Ad ogni pagina.
Quindi ‘sti libri sono proprio da leggere, non “per aiutare i poveri cagnolini sfigati” ma perché meritano di essere letti. Perché sono un potentissimo antistress: vere e proprie coccole per le nostra mente.
Il fatto che poi aiutino pure i poveri cagnolini sfigati va visto come un valore aggiunto, non come la spinta principale.
Solo dopo essermi gustata (anzi, centellinata: uno o due raccontini al giorno) per benino i due libri, sono andata a sbirciare anche la pagina FB del TAP, “Team Adozione Pappa”,  creato sempre dalla Betti e così descritto:

Tre cose contraddistinguono la nostra brillante associazione non riconosciuta: niente soldi ma cibo, liberi di aiutare tutti, consegne testate e documentate in quanto consegnate personalmente. Aiutiamo realtà della Liguria e basso Piemonte e non solo, con staffette riusciamo ad arrivare in situazioni difficili del Sud Italia. Aiuto dato a rifugi, canili e gattili ma soprattutto agli ultimi ovvero a quelle persone a cui non viene riconosciuto nulla, ad esempio, le gattare che possono occuparsi da sole sia di pochi animali ma anche ad arrivare ad accudire più colonie raggiungendo oltre 80 gatti. Il cibo viene raccolto barattando oggetti originali ideati e creati da persone del team stesso e da amici simpatizzanti, solo per citarne alcuni: da Busalla la “mamma-nonna” dei topi, da Fontanigorda “la boscaiola” degli alberelli e da Andora il gruppo creativo più fantasioso, tutti mossi dallo stesso fine di riempire le ciotole dei randagi.
Questo gruppo (che tra l’altro è di Loano, cittadina ligure in cui ho vissuto a lungo e che mi sta proprio simpatica) fa davvero un sacco di cose e anche queste le fa nel modo giusto, sorridendo molto e piagnucolando poco: ma soprattutto non chiede soldi, il che lo solleva dalle mille perplessità (purtroppo spesso giustificate) che ormai circondano le associazioni protezionistiche.
Per questo vi invito a visitare anche voi la pagina FB del TAP e, se potete, a collaborare in qualche modo con queste splendide persone capaci di fare del bene agli animali senza fare del male alle persone con foto splatter e/o appelli che ti fanno andare di traverso la colazione.
Complimenti, così si fa!
Brava Betti e bravi tutti… e grazie a Paolo per avermi fatto conoscere tre realtà piacevolissime: una bella penna, un bravo disegnatore e un intero team di gente in gamba che ama gli animali.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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