venerdì , 17 novembre 2017
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Vado al parco a stressarmi!

di ROBERTA INGRANATA – Sono giunta alla conclusione che al mondo esistano diversi tipi di padroni di cani, ma quelli che più mi urtano in assoluto sono i “padroni hippie”, quelli che “il mio cane va d’accordo con tutti” e quindi lo lascio libero di scorrazzare senza rispetto di chi, magari, ha un cane più selettivo.
Ma loro, se un cane abbaia… “oddio, è aggressivo, metti la museruola alla tua bestia!!!”.
Questi “Peace and Love” avrebbero bisogno della guerra, come si minacciano i bambini che non vogliono finire i broccoli nel piatto, hanno bisogno di una bella baruffa tra cani, o che il loro cane baldanzoso ne prenda uno in antipatia.
Solo a quel punto, FORSE, potrebbero capire.
Ma niente, le mie preghiere alla somma divinità dei cani non funzionano mai, perché questi se la scorrazzano sempre in modi peggiori, prima uno o due, poi orge di padroni che tengono liberi sei cani che corrono per l’intero parco. E io il cane me lo devo mettere in tasca, perché i padroni hanno pisciato nell’erba prima di me, e quindi è tutto territorio loro, e guai ad entrarci!
Il mio cane (mix pastore, 30 kg, femmina, 3 anni) ha deciso che le stanno sulle balle le femmine.
Il perché lo so bene; arriva da un canile brutto, molto brutto, privato, dove era tenuta in un box con altri dieci femmine, un pasto al giorno e tutto quello che di brutto ci si può immaginare. Quindi le femmine sono ancora off-limits nel suo percorso riabilitativo.
Per questo motivo (e anche perché ce l’ho da soli cinque mesi) la tengo sempre al guinzaglio di 1,5m in città, estendibile a 3, e la lunghina di 10m nelle zone verdi).

litecani_fumMa un giorno il mio cane ha avuto la bruttissima idea (da un punto di vista umano, perché lei aveva ragione, secondo me) di abbaiare contro una cagnetta glissetta in rosa, che ci è venuta incontro libera, saltellante e bendisposta, ma si è scontrata con un “Chi caSSo sei e che caSSo vuoi?”.
Apriti cielo. La padrona me ne dice di ogni (padrona che già avevo precedentemente avvertito di non far avvicinare la sua alla mia, ma quel “ma tanto la mia è buona” e “ma tanto la mia non si avvicina” mi hanno fatto capire da subito che si trattava di una di quelle maledette hippie) dandomi la colpa di avere un “guinzaglio troppo lungo”.
Tu ce l’hai libero, e il problema sarebbe il mio guinzaglio lungo?
A quanto pare sì. Inutile spiegarle che si tratta di una lunghina, e che posso usarla se siamo in mezzo alle fratte e non mi avvicino alla città (parliamo di una zona verde un po’ incolta, non è un vero e proprio parco, è un’oasi di alberi, colline e campi attorno ad un cimitero, quindi piuttosto isolato) e per di più me ne stavo da sola, su una collina, per i cavoli miei, ben lontana dalla zona di alta attività canina. Ma niente, non ci voleva sentire, lei le sue conclusioni le aveva già tratte; era colpa mia.
Da quel giorno un’epopea.
Questa ragazza ha messo gli striscioni al parco dicendo che il mio pastore è aggressivo, un altro signore (con cui il mio cane aveva già giocato senza problemi, tre volte) un giorno scappa dicendo “il tuo cane è cattivo”.
Padroni di cani-amici del mio pastore, straniti a loro volta, mi sono venuti a riferire che questi due soggetti stanno facendo dell’allarmismo gratuito per il parco.
Io, tra l’attonito e il basito, ho solo voglia di liberare la bestia. La mia, però, non quella del cane.
Ho voglia di andare da loro, scuoterli, e chiedergli cosa gli passi per la testa, perché secondo me c’è tanta accozzaglia di niente che li manda in confusione. La “beata ignoranza” che unita alla paura crea danni inimmaginabili.
La parte ingenua di me, quella che vorrebbe evitare certi scontri, mi dice di lasciar correre, che conosco il mio cane, so che non è aggressivo, ma so anche che è una rogna quando si tratta di cani di un certo tipo, e allora mi sento incompetente perché penso di non aver fatto ancora abbastanza per farla socializzare come si deve.
Ma poi mi chiedo, perché tutta questa voglia di screditare il prossimo senza nessun motivo. Perché il cane ha abbaiato?
Santo cielo, un cane che abbaia, tutti ai rifugi!

peluche_guinzaglioE allora ritorno alla mia idea dell’inizio, che i padroni hippie hanno bisogno di un po’ di sana guerra per capire che in mano non hanno dei batuffoli di puccipucciciccì, ma hanno dei cani, e che come tali hanno le loro antipatie e simpatie, hanno istinti e conflitti, che non esistono i cani bravi per definizione, e che questa non è una raccolta punti, che quindi puoi lasciare libero il tuo cane al ventesimo punto fragola. Perché il parco è di tutti, anche di quei cani un po’ più rognosetti, perché se non abbiamo al guinzaglio un peluche, non è colpa di nessuno, nessuno è andato al canile dicendo “mi dia il più cattivo che ha”.
A volte capitano, a volte vanno recuperati, sta all’intelligenza, alla costanza e alla voglia delle persone di conoscere i cani che fa di loro delle persone migliori, più complete, e più consapevoli di quello che vuol dire “avere un cane”.
E invece no, a volte incappi in queste figure mitologiche, mezze hippie e mezze dittatori, che se non hai un cane che risponde ai loro requisiti, allora sei out, bandito per sempre, esiliato ai bordi del parco. Che appena ti avvicini al loro territorio, senti il terreno vibrare e i corni da guerra.
Tu devi portare in giro il cane in una gabbia, così che loro possano farle le danze tribali nel verde, perché il cane libero è felice, ma il tuo deve morire con una museruola.
Sono pacifisti. Ma se ti avvicini ti sparano.
Giusto ed equo, ha perfettamente senso, ma solo nella loro testa.
E quando trovi persone normali, che hanno vissuto esperienze simili, o semplicemente si avvicinano anche se hai il cane un po’ grosso e burbero, vedi che nascono amicizie meravigliose, sia tra i padroni che tra i cani e, magia delle magie… nessuno morde nessuno!

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