giovedì , 23 novembre 2017
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La polemica… quando ce vo’ ce vo’

di VALERIA ROSSI – Con i giornalisti polemizzo praticamente ogni giorno (d’altronde mica è colpa mia se ogni giorno se ne escono con una cavolata nuova…): con i lettori di Tpic e della sua pagina FB, invece, di solito cerco di evitare, visto che sono quasi tutti amici, qualcuno virtuale e qualcuno anche reale.
Ogni tanto, però… “ce vo'” la polemicuzza anche con loro.
E stavolta “ce vo'” perché mi hanno contestato la presunta inutilità dell’articolo sui pro e contro della sterilizzazione, che tra l’altro non era neppure farina del mio sacco ma il copincolla di una bella ricerca altrui, basata sull’analisi di oltre 50 studi scientifici regolarmente pubblicati.
Rispondo quindi ad alcune delle obiezioni che sono state portate su FB:

  1. Gli studi citati sono “datati”
    Può darsi, ma è comunque ciò che di più recente c’è in circolazione. Se non erro gli studi analizzati partono dagli anni ’80, ma arrivano al 2005: quindi è coperto un arco di tempo notevole… anche perché non è che tutti i giorni gli scienziati si occupino di castrazioni e sterilizzazioni! O credevate di sì?
    Un articolo molto recente (è in inglese e non ho notizia di traduzioni in italiano), che cita soprattutto studi riguardanti due razze (Vizsla e Golden), arriva alle stesse identiche conclusioni di quello che ho pubblicato io… anzi, pone l’accento solo sui rischi di sterilizzazione e castrazione. Quello che ho pubblicato mi sembrava decisamente più obiettivo e soprattutto basato su una bibliografia assai più ampia.
  2. Non è un veterinario a scrivere
    E con questo? Non è uno studio, non sono osservazioni personali: è un compendio di articoli scritti proprio da veterinari o comunque da scienziati accreditati.
    Qui posso solo rispondere con il commento che mi ha fatto il figlio su skype:
    “E se non citi le fonti non hai citato le fonti, e se non ci sono gli studi scientifici non hai messo gli studi scientifici… e quando ci metti le fonti e gli studi scientifici non vanno bene lo stesso perchè sono datati/non sono di medici/non sono del medico che volevo io/non sono studi usciti ieri/non sono studi che secondo me vanno bene come studi”.
    Manca una sola cosa, che aggiungo io: “… e siccome al mio cane non è successo niente di quello che dicono questi studi, allora tutti gli studi sono merda”.

    Last but not least (anzi, direi che questo è il punto più importante e quello più degno di polemica):

  3. L’articolo è “pericoloso” perché leggendolo le Sciuremarie potrebbero sentirsi autorizzate a lasciare i cani interi e quindi a fare cucciolate ad capocchiam, riempiendo ancora di più i canili.
    Non escludo che possa succedere, purtroppo: ma non è con l’informazione distorta e tendenziosa che si fa cultura. E poi sono abbastanza convinta che chi basa il proprio rapporto col cane su cugginate e leggende metropolitane varie NON leggerà mai un articolo come quello: però mi sembra giusto che le persone più attente al benessere dei loro cani siano in possesso di tutte le informazioni possibili, non soltanto di quelle che ci fa comodo diffondere.
    La falsa cultura “di comodo”, che si tratti di veterinaria o di politica o di qualsiasi altra cosa, è un insulto all’intelligenza: anzi, è proprio il tentativo di mantenere nell’ignoranza (perché più si è ignoranti, più si è manipolabili) coloro che poi vengono accusati di essere ignoranti e magari ridicolizzati per questo.  Personalmente lo trovo disgustoso.
    In ogni caso, Laura J. Sanborn ha precisato in modo chiarissimo (l’avevo messo pure in grassetto, si vede che non è bastato: ora provo con un box):

    Questo articolo non discuterà dell’impatto della sterilizzazione/castrazione sul controllo delle nascite o dell’impatto sul comportamento.
    Più chiaro di così… eppure non basta essere chiari, non basta specificare per filo e per segno di cosa si stia esattamente parlando. Il popolo di FB (perché quello che legge direttamente questo sito, con mia grande gioia, sembra assai meno superficiale) viaggia su tre binari standard, e cioé:
    a) quello che non mi fa comodo dire o sentir dire, non va detto;
    b) quello che vale per il MIO cane vale per tutto l’universo canino;
    c) dite quello che vi pare, portate tutte le evidenze scientifiche che vi pare, tanto resto della mia idea.E questo vale un po’ per tutti gli argomenti, mica solo per i cani. Ma se i punti b) e c) possono anche farmi incavolare, ma di sicuro non fanno grossi danni (se non alle stesse persone che ragionano in questo modo, che è di un egocentrismo pazzesco)… sul punto a) polemizzo e polemizzerò finché campo. Perché è profondamente ingiusto, perché è incivile, perché così ci ragionano personaggi del calibro di Licio Gelli & seguaci.
    L’informazione NON si manipola per i nostri porci comodi: l’informazione dev’essere corretta. Poi è lecito l’opinionismo, è lecito avere pareri diversi, è lecito tutto: ma l’oscurantismo proprio NO!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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