lunedì , 20 novembre 2017
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Dio benedica l’addestramento

di VALERIA ROSSI – Vi siete mai strappati i muscoli intercostali? Io sì, perché io può (cit.).
Non so neppure come ci sono riuscita, anche se ho qualche serio sospetto (capocciate di Samba, cani al campo che tirano come trattori…): sta di fatto che mi sono strappata tutto il cucuzzaro, muscoli e tendini, e che secondo il dottore ne avrò per un mesetto.
Ora, come molti sapranno, io vivo sola con un cane di venti mesi (ergo, giovin fanciulla con taaaante energie da sfogare e taaaanta voglia di giocare), che pesa quaranta chili.
Quando mi son sentita dire “niente sforzi, neppure minimi, per un mese” mi è scappato da ridere e da piangere insieme. Niente sforzi, con un rottweiler in casa?
Facile come camminare sulle mani con un pallone in equilibrio sul naso.
I primi due-tre giorni, quelli in cui non riuscivo neppure a muovere un passo senza ululare dal dolore, ho dovuto per forza chiamare i rinforzi: è venuto a stare da me il mio compagno e Samba l’ha portata fuori lui.
Però il mio compagno abita a Savona, lavora e non è che potesse farmi da infermiere a vita: dopo tre giorni è dovuto tornare a casa sua. Ed io avevo ancora un male cane, oltre a ‘sto cavolo di obbligo di non fare il minimo sforzo.
Come potevo conciliare tutto ciò con un cane giovane, grosso e carico di energia?

addestrato2Ebbene, mi sono improvvisamente ricordata (giuro: può sembrare impossibile, ma è stata come una rivelazione) che Samba è giovane, grossa e carica di energia… ma è anche un cane addestrato.
Magari non bene come vorrei, perché non le dedico tutto il tempo che vorrei (avete presente il ciabattino con le scarpe rotte?)… però, santapupazza, conosce abbastanza comandi da permettermi di gestirla senza farmi massacrare!
Il fatto è che spesso non ci rendiamo conto di quanto sia prezioso l’addestramento nella vita di tutti i giorni. Perfino io, che addestro cani di mestiere, spesso me ne preoccupo solo al campo: lì chiedo a Samba di stare in condotta, di fare seduto o terra, di restare ferma eccetera… ma poi, a casa, la lascio praticamente libera di fare quello che le pare e piace.
Compreso tirare un po’ sul guinzaglio se sente un odore interessante in passeggiata, compreso saltarmi addosso per farmi le feste, compreso tirarmi in testa i giochini per dirmi che ha voglia di fare un po’ di tiramolla. Mi piace che lei faccia tutto questo, perché sono convinta che il cane non possa essere sempre “teleguidato”, ma che debba anche poter “fare il cane” quando non abbiamo bisogno di performance sportive o di tenerlo sotto controllo per altri motivi.

addestrato1Peccato che, in questi giorni, permetterle di “fare il cane” mi avrebbe causato inenarrabili sofferenze: quindi sono passata alla modalità “cane teleguidato”.
Fuss giù per le scale (di solito ci si scapicolla a trecento all’ora), sitz davanti all’apricancello (di solito si tiricchia verso l’uscita), ancora fuss fino al pratino dietro casa, resta quando incrociavamo gli altri cani (di solito si salta, si fanno inchini di invito al gioco o direttamente ci si fionda sul cane per giocare)… e così via.
Confesso che per la prima settimana, terrorizzata all’idea che Samba potesse fare un solo passo più lungo del mio (una tiratina con la forza di un chihuahua mi avrebbe causato la precisa sensazione di una coltellata nel costato), mi sono riempita le tasche di bocconcini e sono andata giù di luring alla grande: ma poi, quando la situazione-strappo si è fatta un filino meno drammatica, mi sono fidata e mi sono limitata a darle l’ordine fuss, senza bocconcini davanti al naso. E lei è stata bravissima, senza mai una sbavatura: perfino il suo classico vizietto (che ancora non sono riuscita a correggere) di dare ogni tanto qualche occhiata in giro anziché tenere lo sguardo fisso su di me… sembrava sparito.
Non vorrei sciuramarieggiare eccessivamente, ma ho davvero l’impressione che avesse capito che per me era di importanza vitale che tenesse un comportamento impeccabile: sta di fatto che l’ha tenuto.
Anche quando la liberavo nel prato mi sono bastati un paio di “no, vai” perché evitasse di saltarmi in testa come fa di solito, limitandosi a correre pancia a terra tutto intorno e (altro miracolo) non centrandomi neanche una volta.

addestrato3E dentro casa? “Platz e resta” quando mi stavo vestendo al rallentatore (tirando giù tutto il calendario, perché vestirsi è una delle cose più dolorose in assoluto), “No, vai al tuo posto” quando voleva salire sul divano (il mio è piccolo, ci si sta stretti e quindi di solito mi tengo mezzo rottweiler addosso: ma in questi giorni non me lo potevo permettere e quindi la spedivo sul suo Tatami)… insomma, taglio corto e mi limito a dire “meno male che c’hoilcaneaddestrato“.
Perché se non lo fosse stato sarei stata obbligata a metterla in pensione per un mese, e siccome a me viene l’ansia da separazione dopo due giorni che non la vedo, la soluzione non mi sarebbe piaciuta per niente.
La cosa più importante che tengo a dire, però, è che Samba non è sembrata minimamente “offesa” (leggi: stressata) da questo cambio di routine, né dall’essere costantemente soggetta a regole: anzi!
E’ tutta allegra, tutta pimpante, tutta felice di obbedire anche se in pratica le dò ordini in continuazione: perché alla fin fine è proprio vero quello che spieghiamo sempre ai soci del Debu, e cioè che se si lavora premiando molto, giocando molto e creando molto rapporto, al cane piace un sacco fare cose con noi.
L’impressione, in questi giorni, è che le stia piacendo perfino più che “fare il cane”, inteso come farsi gli affaracci suoi.
Sembra (altrasciuramariata, vabbeeeneeee…) orgogliosa di fare qualcosa di cui evidentemente, in qualche modo, capisce l’utilità “reale” e non solo ludica.
Per questo concludo con un: “Cari fautori del “non addestrate che è una brutta cosaccia cattiva”… fatevi uno strappetto muscolare e poi ne riparliamo!”

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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