mercoledì , 22 novembre 2017
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Visita all’allevamento

di FABIANA BUONCUORE – Non era ancora la visita per la scelta definitiva del cucciolo, ma la aspettavo ugualmente con ansia.
Pochi giorni fa, come molti sapranno, ho dovuto uccidere il mio migliore amico. L’ho fatto per aiutarlo, ormai non era più lui, è stato per il suo bene e sapevo che avrei dovuto farlo, lo sapevo da quando aveva sette mesi; ciò non toglie che abbia fatto male da morire, che mi abbia lacerato l’anima, e che quindi io avessi bisogno di distrarmi e di pensare a qualcosa di bello.

Così, domenica pomeriggio io e lo yeti ci siamo messi in macchina e siamo partiti per andare a trovare Betta, l’allevatrice che mi aveva presentato l’allora futura mamma Stitch, e che adesso ha in casa 5 splendidi batuffolini, quattro femminucce ed un maschio.

langheIl tragitto in auto è relativamente breve (un’ora e mezza), ma quando non vedi l’ora di arrivare non ti passa mai nemmeno il più breve dei viaggi, per quanto spettacolari siano i paesaggi che ti si presentano davanti; e le langhe innevate sono qualcosa di mozzafiato, eh. Però io pensavo solo ad arrivare presto (tranquilli, senza infrangere la legge: sono una samurai, io).
Ebbene, cammina cammina (anzi: guida guida), alla fine siamo arrivati, di nuovo in mezzo alle colline, lontano dalla civiltà, di nuovo in allevamento.

Appena arrivati davanti casa, proprio dove il giorno della prima visita c’era una cucciolata che avevamo ammirato, domenica erano stati sistemati i “miei” batuffolini, quelli che ho seguito con ansia a distanza fin dai primi giorni del calore.

cucciolata_border
Non era nemmeno certo che sarebbero mai venuti al mondo: il calore di Stitch era stato stranissimo, le monte erano state parecchie perché aveva accettato il maschio per un periodo lunghissimo, e questo era l’ultimo tentativo possibile, perché la cagna sarebbe poi stata mandata in pensione per via dell’età, cuccioli o non cuccioli.  Poco tempo dopo la monta l’ecografia aveva mostrato i batuffolini che un mesetto dopo erano venuti al mondo: io avevo seguito tutto da lontano, potete immaginare con quanta ansia avessi seguito tutte le varie fasi della gravidanza e quale gioia fosse trovarsi finalmente davanti ai cuccioli!

cucciolo_giocaNaturalmente scaramanzia vuole che non se ne parli i primi tempi, perché anche io so bene quante siano le cose che possono andare storte con una cucciolata neonata (anche se, per fortuna, tutto sommato a me non è mai capitato il peggio): ora, però, i cuccioli hanno 40 giorni, e posso ormai parlarne abbastanza tranquillamente. Appena mi sono affacciata, ho subito puntato quella più lontana, perché aveva tanto bianco. Questa cucciolata è nata tutta di bianchi e neri come il papà (eccetto una tricolore), ed io speravo nel blu merle della mamma; nei bianchi e neri, che comunque mi piacciono, io amo i mantelli con tanto bianco, e invece tutta la cucciolata è molto scura; insomma, appena arrivata mi è caduto l’occhio sulla cucciola che mi attirava di più esteticamente e che già avevo “puntato” tra le foto della cucciolata che venivano messe online.

Non è lei che mi è corsa incontro per prima: la prima è stata la più scura di tutti: per carità, no! Ne ho abbastanza di cani neri, fra Bibaprimopianoborder ed i rott, così l’ho ignorata, continuando a focalizzarmi su quella che mi piaceva, la quale mi ignorava bellamente, volgendomi di tanto in tanto un’occhiata schifata.

Col permesso dell’allevatrice, che nel frattempo si era affacciata fuori, e garantendo che i miei abiti erano freschi di bucato e non erano entrati in contatto con nessun ambiente contaminato, mi sono poi intrufolata nel recinto, con l’intento di strapazzare la cucciola chiara. Tempo di inginocchiarmi, e la scura mi era già addosso, con la pretesa di slinguazzarmi per bene. E che pizza, levati! Io devo raggiungere la mia preferita! Niente da fare, non mi mollava. Così mi sono rassegnata a rimandare l’incontro con l’altra, per farle due coccole. E arrampicati di qua, e slinguazza un orecchio di là, ho iniziato ad osservarla un po’. Aveva una striscia bianca sottilissima sulla fronte che si allargava un po’ sul musino, ma proprio il minimo indispensabile. La macchia bianca sul petto c’era, ma non si estendeva fino a girare intorno al collo come piace a me. Solo la zampa anteriore destra era bianca fino al gomito, la sinistra aveva solo un guantino bianco, come se avesse una manica su e una giù (e a me piacciono molto di più i cani simmetrici). Insomma, il mantello era tutto l’opposto di quello che sognavo io. Quando stavo per rimetterla giù, ho notato però una cosa che ha cambiato tutto. La zampina posteriore sinistra aveva un dito rotto. Esattamente come Piccolo. Un infortunio comunque da poco, la cucciola si muoveva senza nessunissimo problema, non si notava per nulla guardandola muoversi: probabilmente era capitato nei primissimi giorni di vita, dato che ormai la cucciola non mostrava alcun segno di sofferenza e ho notato la cosa solo perchè avendo ceduto alle sue continue richieste di attenzione avevo deciso di pacioccarla un po’.

Fatto sta che ora mi guardava fisso, senza più agitarsi come un’anguilla, e pareva volesse dire “era ora che te ne accorgessi, è tutto il tempo che cerco di farmi notare!”. Allora l’ho tirata su con due mani e l’ho portata di fronte a me, occhi negli occhi, esattamente come era stato quasi quattro anni fa con un certo batuffolino nero focato. Mi è ritornata in mente la fatidica domanda che feci in quel momento a Piccolo: “Sarai la mia guardia del corpo?”, alla quale lui aveva risposto con vigore. A lei non avevo posto alcuna domanda, semplicemente ci siamo guardate qualche secondo negli occhi, e poi l’ho rimessa giù con gli altri. Ho giocato ancora con tutti, finchè non si sono scaricate loro le pile e hanno formato un morbidissimo mucchio di pelo russante.

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Betta mi ha detto chiaramente che era presto per fare la scelta, che bisognava aspettare i 50 giorni perché i cuccioli cambiano ancora tanto in questo periodo. Ma Betta non è stupida, fa questo lavoro da una vita e ha visto benissimo che un buon 70% della scelta è già stato fatto, da parte mia come da parte della cucciola.

Giovedì 17 marzo tornerò per una decisione definitiva (guarda cosa ti combina il caso: io sono nata proprio di giovedì 17, anche se non a marzo), ma per il momento sono tornata a casa con una certa cucciola in mente, e guidando ho notato una cosa osservando la mia mano destra appoggiata sul volante: la ferita che mi sono procurata scavando la fossa di Piccolo in giardino fa ancora male, ma si è rimarginata.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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