martedì , 21 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Discussioni >> Adesso pure la Dog Dance è un “maltrattamento”?

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Adesso pure la Dog Dance è un “maltrattamento”?

di VALERIA ROSSI – Come molti dei miei lettori sanno, c’è una persona con cui mi ero illusa di condividere un po’ di sana cinofilia, che poi si è rivelata moooolto diversa da ciò che credevo: per questo non vorrei più avere nulla a che fare con lei e non leggo praticamente mai le sue pagine di FB… tranne quando qualcuno mi segnala “perle” particolarmente gustose. Siccome sono umana, in questi casi sbircio: ed oggi mi è capitato di leggere un post che credo sia stato ampiamente frainteso già nella sua formulazione iniziale.
dogcrufts3Si vede, infatti, il video di una prova di Dog Dance eseguita all’ultimo Cruft’s (la più importante esposizione canina inglese e probabilmente mondiale), con questo invito alla discussione: “Vorrei solo capire: mi spiegate la differenza tra questo ed il circo?  Visto che viene spesso gridata la frase <<Basta ai circhi con animali!!!>> volevo capire dove fosse la differenza. Graditi i pensieri, non le polemiche; denghiu“.
Credo che l’invito sia stato frainteso soprattutto per due motivi: il primo è che la persona che l’ha postato fa l’animal trainer, non il veterinario o il volontario di canile. Ovvero, addestra cani per il cinema… il che significa far fare al cane cose moooolto più “innaturali” (le virgolette le spiego dopo) di un balletto, per tempi molto più lunghi, sempre strettamente sotto controllo.
Il secondo motivo è che questa persona ha sempre difeso a spada tratta i circensi, limitandosi a criticare – giustamente – quelli che utilizzano metodi coercitivi e violenti, ma sostenendo anche che ormai sono un’esigua minoranza.
Conoscendo il pensiero (e il mestiere) di questa persona, dunque, credo che il significato del suo post potesse essere solo questo: “Come mai mi attaccate tanto spesso a testa bassa quando faccio lavorare i miei cani come attori, e come mai dite di odiare tanto il circo, se poi non trovate nulla da ridire su discipline in cui i cani fanno all’incirca le stesse cose?”
Sono proprio convinta che il senso fosse questo, avendo frequentato a lungo la persona in questione e avendoci scambiato centinaia di opinioni proprio su questi temi: mi stupisce quindi che i suoi nuovi seguaci, che dovrebbero conoscerlo altrettanto bene visto che pendono dalle sue labbra, abbiano inteso il post in senso critico e abbiano immediatamente formato un tribunale che condannava a priori, pensando probabilmente di dar ragione al Maestro (usare il cervello in proprio… mai, eh?).

dogdance

Lasciando perdere il fortemente probabile fraintendimento, comunque, visto che tra le altre cose insegno proprio Dog Dance e quindi mi sento chiamata in causa, mi piacerebbe rispondere ad alcune delle accuse che trapelano dai commenti.
Comincio, però, dall’ultimo, che non contiene un’accusa (perlomeno, non palese) ma un’affermazione decisa: IL CANE DEVE FARE IL CANE.
Ebbene, è esattamente ciò che fa il cane nel video.
Così come “fanno i cani” quelli da agility, da UD, da sheepdog, da caccia, da mondioring… e potremmo andare avanti con la lista completa delle discipline cinofile.
Perché il cane è un animale domestico (ovvero, adattatosi a vivere nella società umana per un mutuo scambio di “favori”) e sociale (ovvero, fatto per vivere in una comunità – gruppo o branco o famiglia che vogliate chiamarla – nella quale è indispensabile che ognuno abbia un ruolo preciso e utile al benessere comune). Per questo il cane è anche un animale collaborativo e cooperativo, per il quale la massima aspirazione è “fare qualcosa” con i suoi compagni umani. Le discipline cinofile esistono per questo: per fare qualcosa insieme.
Che poi lo si possa fare in diversi modi (gentile, coercitivo, violento eccetera) è discorso che esula dal punto centrale (e soprattutto, non credo proprio che si vedano molti cani da dog dance addestrati in modo coercitivo e violento… e lo si capisce benissimo dalla mimica facciale e corporea del cane, almeno per chi sa leggerla. Senza contare che la Dog dance è esattamente “obedience a suon di musica”, e l’obedience è il cavallo di battaglia di chi sostiene proprio la necessità di lavorare col cane in modo cooperativo e mai violento).
Per l’ennesima volta ripeto che è il presunto “cane naturale”, libero di scegliere, di cacciare, di muoversi e di riprodursi a suo piacimento, a non essere un cane e a non fare il cane. Perché quello si chiama LUPO, non cane. Se non ci si chiariscono le idee su questo punto, credo che ogni discussione risulti del tutto priva di significato… ma aggiungo anche che non è proprio possibile negare l’evidenza della “caninità”, a meno di non rovesciare a pancia all’aria almeno 15.000 (e forse 100.000) anni di storia, di cultura, di etologia.
Per il resto…
dogcrufts1a) la battutona: “Povero, a tenere il capo cosí iperesteso gli verrá una cervicalgia!” dimostra una scarsa conoscenza di tutte le discipline cinofile (quella è condotta formale, la stessa richiesta in obedience, in UD e così via) e anche della preparazione atletica che precede questo tipo di condotta;
b) “questo video è inguardabile, il cane sembra rincretinito” è un’opinione personale e come tale la prendo… però, posso controbattere con la mia opinione personale? Il cane a me sembra al top della felicità: tutta la sua mimica facciale e corporea esprime gioia allo stato puro. Se per la commentatrice essere felici significa essere rincretiniti, chi sono io per intaccare le sue convinzioni? Però non collimano con le mie, ecco;
c) “chi pratica questa discipline lo ritrovi poi fuori da circhi, acquari, e… a protestare e racoglier firme … che ipocrisia!”
Personalmente non sono una raccoglitrice di firme, ma una “firmataria” a volte sì: e mi è capitato di firmare petizioni contro l’uso degli animali selvatici nei circhi. Perché quella sì che la ritengo una snaturalizzazione. Troverei assolutamente anti-etico veder lavorare dei lupi in un circo, mentre trovo normalissimo che ci lavorino cani e cavalli… che sono (vedi sopra) animali domestici. Che stanno bene con l’uomo, che collaborano volentieri con lui (sempre fermo restando il doveroso trattamento gentile e rispettoso). Non amo vedere i leoni al circo, mentre non troverei niente di strano nel vedere dei gatti da circo: perché questi ultimi sono felici domestici. Non per niente sul mio monitor sta passeggiando una gatta e non una leonessa. Non trovo nessunissima ipocrisia nel ritenere corretto che ogni animale viva nel suo habitat più consono: la natura per i selvatici, la società umana per i domestici;

dogcrufts2d) “le posture sono innaturali, gli stati eccitativi eccessivi e tutto è costruito con il ricatto del “cibo”.
Primo, che caspita ne sai di come è stato costruito il lavoro con questo cane? Conosci personalmente la conduttrice, l’hai vista lavorare? Secondo, che il cibo sia un “ricatto” è tutto da stabilire. Per me, per esempio, il cibo è un premio: il cane lavora perché è felice di farlo, perché lo fa con me che sono la sua partner umana… e poi viene “anche” premiato per questo.
Per quanto riguarda le “posture innaturali”, poi… bisognerebbe intendersi. Cos’è “innaturale” per un cane? Camminare su due zampe? Ma figuriamoci: lo fa spontaneamente in mille occasioni! Inchinarsi? Mettersi una zampa sul muso? Saltare? Sono tutte cose che il cane sa fare (e a volte FA) benissimo da solo: l’addestramento serve solo a fargliele fare quando glielo chiediamo noi. “Innaturale” sarebbe un cane che vola: ma sfido chiunque ad insegnarglielo, fosse anche col “ricatto del cibo”.
TUTTO ciò che un cane addestrato fa rientra nelle sue capacità naturali.
Quanto agli “stati eccitativi eccessivi”… se un border collie non fosse costantemente eccitato, allora SI che mi preoccuperei! Magari un filino di conoscenza delle razze non farebbe male, prima di trinciar giudizi. Ma l’hai mai visto un border lavorare con le pecore? E’ un fascio di nervi… e rimane così per giornate intere, non per due minuti! Eppure quello è il suo lavoro “naturale”.

Potrei andare avanti ancora a lungo, ma so già che chi ama le discipline estremamente cooperative non ha bisogno di troppe spiegazioni, mentre chi del cane ha una visione che a mio avviso è totalmente distorta (e magari pensa che “fare il cane” significhi stare sul divano o in braccio dal mattino alla sera) non intenderà ragioni.
Quindi, cosa l’ho scritto a fare questo articolo? Non lo so: ma la stessa domanda me la pongo per altri millemila articoli, quindi non è una novità. Diciamo che mi premeva difendere una disciplina che trovo adorabile, in cui ci si diverte tutti come i pazzi (cani e conduttori) e che i cani non vedono l’ora di fare. E che leggere che viene paragonata a una sorta di maltrattamento mi fa veramente saltare la mosca al naso. Ecco tutto.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico