venerdì , 26 maggio 2017
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Aggressivi o no?

di VALERIA ROSSI – Seminario a Senigallia, questo week end, sul tema dei più diffusi problemi caratteriali: aggressività e fobie. Sono diversi anni che tengo seminari su questo argomento e che mi aspetto, ovviamente, di vedere casi di aggressività di un certo spessore tra i cani presenti: invece, per l’ennesima volta, è stato veramente difficile trovare un cane che almeno ringhiasse un po’ verso un conspecifico.

Sono troppo apprensivi i proprietari? Credono tutti di avere per le mani mostri di lochness, quando in realtà i cani sono tranquillissimi? In qualche caso, sicuramente sì: ma non in tutti i casi. Sono abbastanza certa che alcuni dei cani che ieri si sono comportati in modo quasi impeccabile, se avessero incontrato gli stessi conspecifici in una situazione diversa, avrebbero potuto litigare anche pesantemente.

gruppocaniIl fatto è che la situazione “seminario” è particolare: ci sono tante persone, tanti cani…e anche i soggetti più “fumini”, quelli con le teste più calde, in questo specifico contesto tendono a stare abbottonati. In altre parole: ben pochi cani sono così temerari da mettersi a litigare in presenza di troppi possibile competitori, perché pensano “Vabbe’, io risso con lui… ma se tutta quest’altra marea di gente e di cani poi se la prende con me, io come la cavo?”

Sempre per la famosa serie “i cani saranno anche ingenui, ma non sono per niente scemi”. E’ indubbiamente vero, comunque, che a volte i proprietari tendono a ritenere “aggressivo” (specie quando si parla di aggressività intraspecifica”) un cane del tutto normale, semplicemente poco amichevole verso i conspecifici dello stesso sesso. In questi casi sarebbe sempre importante tenere in considerazione variabili quali il sesso, la razza (e la memoria di razza), l’età. Perché (tanto per cambiare…) i cani NON sono tutti uguali!

E’ un discorso che abbiamo già affrontato più volte su questo sito, ma ogni tanto non fa male tornare sull’argomento, rammentando che:

a) un conto sono i cuccioli, un altro i cuccioloni, un altro ancora gli adulti. Mentre i giovani sono quasi sempre giocherelloni e amichevoli (salvo errori di socializzazione), gli adulti NON sono proprio ”programmati” per andare d’accordo con i loro simili: anzi, etologicamente parlando è più “normale” un maschio che litiga con gli altri maschi, piuttosto di quello che ama tutti e gioca con tutti. I maschi, infatti, hanno “ereditato” dal lupo la tendenza a permettere che si riproduca soltanto il miglior corredo genetico in circolazione: solo che tra i lupi questo privilegio lo assume in automatico il maschio alpha, mentre nei cani non esiste questo “status” di unico riproduttore “autorizzato”. Questo significa che i cani maschi (se interi, ovviamente) sono sempre pronti a lottare per dimostrare che la genetica migliore ce l’hanno loro.
Per le femmine il discorso cambia leggermente: proprio come le corrispettive umane, non hanno alcun bisogno di scannarsi per trovare qualcuno disposto ad accoppiarsi con loro… quindi i conflitti sessuali sono abbastanza rari, ed emergono (di solito) solo se due femmine vanno in calore contemporaneamente. Se due femmine litigano, la maggior parte della volte il motivo è un altro.

b) detto questo, la selezione umana ha modificato anche radicalmente la tendenza ad essere più o meno amichevoli e/o a convivere pacificamente. Ci sono razze in cui la selezione ha cercato cani estremamente socievoli (per esempio quelli che dovevano lavorare in muta) e, sul versante opposto, cani che tendono ad aggredire quasiasi conspecifico, perfino quelli di sesso opposto (cani da combattimento).

c) qualsiasi cosa ci sia nel suo DNA, ogni cane può essere (del tutto o in parte) “adattato” alle esigenze del proprietario attraverso la socializzazione, l’educazione, l’addestramento. Infatti è facile trovare pit bull amichevolissimi (pur essendo nati come cani da combattimento) e purtroppo è altrettanto facile trovare segugi aggressivi verso i loro simili (eppure sarebbero cani da muta!)
In ogni caso, la passione per il lavoro può mitigare anche i caratteri più litigiosi: conosco personalmente un pastore tedesco che, in condizioni normali, vorrebbe mangiarsi tutti i cani che vede… eppure fa protezione civile con ottimi risultati, perché gli basta indossare la pettorina da soccorso per entrare in modalità “lavoro” e ignorare totalmente qualsiasi stimolo al di fuori della ricerca, altri cani compresi.

aggress_intrasp2Come si può vedere, le variabili in gioco sono moltissime e andrebbero sempre tenute tutte nella giusta considerazione, ricordando che un maschio adulto di razza dotata di buona aggressività, se una volta arrivato alla maturazione sessuale comincia a non gradire più la compagnia di altri maschi, non è sicuramente “impazzito”. E’ un normale cane che si comporta da cane.
Certo, magari ai suoi proprietari faceva più comodo portarlo al parchetto e liberarlo senza problemi in mezzo a millemila cani, come facevano fino a qualche mese fa: ma quel periodo idilliaco è finito, e tocca accettarlo.
D’altro canto anche a me piaceva che mio figlio mi desse il bacino della buonanotte e mi chiedesse di cantargli la ninnananna: ma se lo facesse adesso che ha trent’anni, forse la cosa sarebbe leggermente inquietante. Dunque, impariamo ad accettare che anche i nostri cani crescano: smettiamo di considerarli “bambini pelosi” e rispettiamo le conseguenze della maturità, anche quando risultano un po’ scomode. Se poi diventassero proprio problematiche, ricordiamo che educazione e addestramento possono risolvere gli atteggiamenti più eclatanti… e renderci la vita molto più facile.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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