giovedì , 23 novembre 2017
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La mia idiosincrasia per le commesse

Riceviamo e pubblichiamo questo racconto “tragicomico” di una visita al pet shop. L’autore ha preferito rimanere anonimo.

Amo molto i cani e amo molto anche tutti gli altri animali: infatti ho anche due gatti, una tartaruga d’acqua ed una di terra, un criceto ed un pappagallo.
Con tutti questi animali è normale che io mi rechi spesso al pet shop, ed il più vicino a casa mia è per fortuna anche molto grande, quindi mi rifornisco lì da anni per tutti i miei animali.
Mi ci trovo bene, perché il personale ormai mi conosce, sono ragazzi in gamba, simpatici e disponibili, e già questo è un grosso punto a loro favore: la mia famiglia sa quanto sia difficile che io vada d’accordo con cassieri/e e commessi/e di qualsiasi esercizio commerciale.

L’altro giorno era però presente una commessa nuova. Io ero lì per acquistare un sacco di mangime superpremium puppy, un giocattolo da mordere, del mangime per pappagalli e dei biscotti per cani.
rete-auto-posterioreAvvisto anche una rete divisoria per automobili adatta alle mie necessità, che si puntella in basso ed in alto in macchina anziché appendersi ai poggiatesta, quindi chiedo gentilmente alla nuova ragazza di andare a provare le dimensioni sulla mia automobile, che è piccolina, prima di effettuare l’acquisto; altrettanto gentilmente la commessa si mostra disponibilissima ad uscire con me nel parcheggio per fare la prova. Arriviamo alla macchina e lei spacchetta le sbarre, ne prende una e la mette in verticale in macchina. “Come vedi ci sta perfettamente!”, mi fa, sorridendo. “Sì, starci ci sta quella sbarra, peccato che sia al contrario visto che quel pezzo andrebbe in orizzontale e non in verticale.”
“Oh oh oh! Che sciocca! Sai, io non sono abituata a queste reti, visto che il cane non ce l’ho!”
Evito di dire che io è la prima volta che vedo una rete del genere avendo sempre usato i kennel e le reti in nylon, ma che mi è bastato guardare la figura sulla scatola per capire che pezzo andava preso per la misurazione verticale, e prendo direttamente la sbarra puntellabile.
“Ecco, è questa. Siccome io voglio poggiarla sul pianale, e non per terra, vorrei sapere se l’auto non sia troppo bassa.” (Non avendo l’auto davanti agli occhi, non potete saperlo: io ho solo i due sedili anteriori, i posteriori li ho smontati per avere posto dietro, quindi c’è solo un ripiano grande; ecco perché non posso attaccare reti ai poggiatesta: il mio e quello del mio compagno sono completamente sfasati perché lui è altissimo ed io sono tappetta).
La ragazza prende la sbarra, la allunga ben bene, la piazza e poi fa: “Vedi? È allungabile, ci arriva tranquillamente dal pavimento al tettuccio.”
“Vedo. Io però NON mi preoccupavo che non fosse abbastanza lunga. Mi preoccupavo che non lo fosse TROPPO, dato che voglio appoggiarla sul ripiano, come ti dicevo, e non sul pavimento.”
“Aaah, non avevo capito!” Lo so, penso tra me e me.
Riprende la sbarra, fa per accorciarla… e sbam! Una riga sulla macchina.
“Oh! Scuuuuuuusa!”
“Scusa”, però non sforzarti di fare il gesto di proporre di pagarmi il danno, eh, mi raccomando.
“GNNNniente, figurati. Vediamo di misurare questa sbarra.”
Lei sposta leggermente il kennel indietro per far posto, la piazza e finalmente riusciamo a verificare il dato che mi serve. Ci sta.

expensive-foodTorniamo in cassa, passiamo tutti gli articoli, e lei mi fa: “scusa, non è per farmi i fatti tuoi… ma perché hai scelto questo mangime?”
Per non sembrare presuntuosa e non dire che ho cani da un bel po’ di tempo e ho imparato a leggere un’etichetta e a scegliere in base ad ingredienti e componenti analitici, mi limito a dire “perché ho una cucciola a casa e mi hanno consigliato questo mangime.”
“E, se posso, chi te lo ha consigliato?”
“L’allevatrice.”
“Ah, ma guarda, non devi stare a sentire cosa dicono gli allevatori. Loro ti consigliano sempre le loro marche perché hanno degli sconti dai fornitori. Se prendi questo lo paghi carissimo, e paghi solo la marca; se vuoi ti prendo io un altro sacco che costa molto di meno perché non paghi la marca.”
“Guarda, per adesso preferisco così. Poi piuttosto faccio sempre in tempo a cambiarlo più avanti.”
“Ah, allora facciamo che ti prendo un sacchetto piccolo, così poi glielo mischi quando stai finendo questo, e puoi cambiarglielo?”
“NO, (dannazione,) grazie, ma per adesso prendo solo questo (stramaledettissimo) sacco.”
“Ah. Beh, come vuoi tu.”
Finalmente pago il tutto, mi fa il totale e mi dice: “sulla tessera hai un euro di sconto, te lo faccio subito?”
“Ma no, grazie, aspetto di maturarne di più per alleggerire la prossima batosta.”
“Ma guarda che la spesa più grossa è solo all’inizio col cucciolo, poi spendi molto meno per il mantenimento del cane.”
Ma se tu il cane manco ce l’hai, pretendi di venire a dirmi quanto costa mantenerne uno? Credi davvero che la spesa “grossa” sia un sacco di mangime, un giocattolo e una rete?
Mantengo un’espressione sorridente, però, e rispondo con cortesia: “ah, meno male!”, chiedendomi dove cappero sia finito il commesso solito.

nonforzutoPago, e la ragazza mi fa: “aspetta, ti mando una collega che così ti aiuta a trasportare tutto fino alla macchina.” Arriva una seconda ragazzetta, magra come un chiodo, coi bicipiti larghi quanto i miei polsi. Fa per mettere le mani sul sacco da 15 chili, ma io la fermo e le dico: “fai una cosa gioia, portami questo”, e le mollo il sacchetto col giocattolo ed il mangime per pappagalli, mentre io mi carico il sacco e lo scatolone della rete per l’automobile. Ci manca che mi si spezzi la commessa sotto il peso della marca.

Arriviamo alla macchina, posiamo tutto lì per terra, congedo la ragazza e finalmente rimango sola.
Carico tutto con calma e chiudo il portellone posteriore, rimasto aperto da quando abbiamo preso le misure. Uno scricchiolio sinistro mi avvisa che il kennel, spostato precedentemente dalla commessa, ha appena sbattuto violentemente contro lo scatolotto che contiene il faretto centrale delle luci dello stop, frantumandolo.

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