martedì , 25 aprile 2017
Home >> Educazione >> Etologia-Psicologia canina >> Il cane che non vuole uscire di casa

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Il cane che non vuole uscire di casa

di VALERIA ROSSI – Mi capita sempre più spesso, ai seminari, di incontrare persone che si sono iscritte come “auditori” perché gli sarebbe stato impossibile portare il cane con sé. Motivo? Il cane non vuole uscire di casa.
Non vuole uscire proprio mai. Ha il Sacro Terrore del mondo esterno.
Ovviamente queste persone mi chiedono consigli su cosa fare, ma è davvero difficile dare consigli sensati senza aver visto il cane… e questi cani non li posso vedere, proprio perché i proprietari non possono portarli con sé.
Bel circolo vizioso, ahimé, nel quale mi sento intrappolata ogni volta che incontro una di queste persone, quasi sempre disperate (per ovvi motivi): ho quindi sviluppato una sorta di “vademecum generico” che propongo a tutti loro, specificando per benino che è appunto generico, non mirato sul singolo soggetto e come tale probabilmente assai lacunoso e dai risultati incerti.
La cosa curiosa è che spesso queste persone poi mi telefonano o mi mandano email ringraziandomi perché i miei consigli “hanno funzionato” e il cane è migliorato moltissimo!
Il che significa che la gente si arrende troppo facilmente di fronte a un problema comportamentale, dando per scontato che se non si risolve con “tanto ammmore” e qualche bocconcino, allora non c’è via d’uscita.
Come ho già ripetuto fino alla nausea, però, ammore e bocconcini sono quasi sempre inutili: o meglio, ci vogliono anche quelli, ma non bastano!
E se è vero – come è vero – che tanto spesso bastano due “dritte” generiche per riuscire almeno a migliorare la situazione, significa che con un minimo di cultura cinofila in più si potrebbe migliorare la vita di molti cani… e anche di molti proprietari, visto che solitamente essi vivono malissimo le fobie dei loro amici a quattro zampe.
Dunque… visto che a quanto pare serve, il mio “vademecum anti-fobia del mondo esterno” provo a proporlo anche a voi.

Consiglio numero uno: non “fissatevi” sul problema.

porta3Il cane non vuole uscire e si sente al sicuro soltanto in casa?
Bene, anche dentro casa potrà avere molto da dare: focalizzate la vostra attenzione su questo punto e godetevi “quello che passa il convento”. Riuscite a giocare con lui? Riuscite ad insegnargli qualche trick, qualche esercizietto? Fatelo.
Si diverte ad usare il naso (la risposta “NO”, in questo caso, quasi non la contemplo: è una domanda retorica, perché un cane a cui non piace usare il naso non è un cane!)? Proponetegli giochi di fiuto. Fategli cercare un osso o un gioco che lui ami nascosto in casa, imbastite un laboratorio di nose work, fatevi cercare voi stessi… insomma, fategli mettere in moto il suo nasone. Divertitevi col vostro cane fobico senza star sempre lì a pensare “ma poverino, è fobico”.
A volte basta semplicemente questo per stimolare la sua curiosità verso il nuovo; inoltre, sentire che voi siete rilassati e allegri lo coinvolge, in qualche modo lo “contagia” e lo aiuta a sentirsi lui stesso in una forma mentale più aperta.
Non avete idea di quanto possa fare miracoli passare dal pensiero “oh my god, ho il cane che ha paura di uscire” all’idea che “vabbe’, è fobico ma possiamo divertirci lo stesso insieme”.

Consiglio numero due: cercate di conquistare la sua fiducia in voi.
Il cane (qualsiasi cane, non solo quelli problematici!) deve convincersi al vostro fianco non potrà MAI accadergli nulla di male: ma questa convinzione si costruisce a piccoli, piccolissimi passi.
Se lui non vuole oltrepassare la porta di casa, cominciate a dimostrargli che la porta stessa, quando è aperta, non è l’entrata dell’inferno ma un posto sicuro. E glielo dimostrerete “facendo cose” proprio sulla soglia di casa: mangiatevi un panino stando seduti proprio lì, e condividete il vostro cibo con lui. Non tendetegli “trappole” ricattandolo col cibo e poi forzandolo ad uscire: in questo modo la fiducia la perderebbe, anziché acquistarla. Invece statevene tranquilli, sereni e rilassati nel “punto critico” … e “adescate” il cane, sì, ma senza fregarlo. Stiamo qui a mangiarci un panino insieme: trasformiamo la “porta per l’inferno” in un luogo di relax, condivisione e magari, perché no, divertimento.
Ci potrà volere una settimana o un mese prima che il cane cominci a riconsiderare la sua immagine della porta: ma ci si arriverà, perché lui comincerà a pensare che può fidarsi, proprio perché nessuno gli ha mai teso trappole. Si fiderà di più della “zona porta” e soprattutto comincerà a fidarsi di VOI.

Consiglio numero tre: entrate, uscite, entrate, uscite…
porta1Il cane imita i comportamenti: questo è stato assodato da tempo.
Non sempre si specifica, però, che imita soprattutto i comportamenti di chi a suo avviso merita “stima” e fiducia. Quindi, SOLO se avrete lavorato bene sui primi due punti (laddove ho fatto solo qualche esempio banale… ma insomma, il concetto spero si sia capito) il fifone comincerà a pensare “potrei provare a fare le stesse cose che fa lui”.
A questo punto potrete uscire di casa, poi rientrare, poi riuscire… e vedere se il cane si incuriosisce e magari trova il coraggio di seguirvi (tanto si tratta di fare UN METRO e poi di tornare “al sicuro”!). Meglio sarebbe se, da bravi attori, voi vi mostraste letteralmente entusiasti ogni volta che varcate quella soglia, come se dall’altra parte ci fosse il paradiso in terra. Ridete, saltate di gioia, fate sceneggiate di ogni genere sul tema “oddio, ma qui fuori è tutto MERAVIGLIOSO!”. Non forzate MAI il cane a seguirvi: aspettate (e sperate) che lo faccia spontaneamente. Se si convince che varcare l’ex soglia dell’inferno non gli comporta alcuna conseguenza negativa, fate in modo che invece anche per lui ci sia un po’ di paradiso: quindi qui che potremo usare i bocconcini (ma non “i soliti” bocconcini: qualcosa di immensamente più appetibile!), ma solo come premio per aver trovato il coraggio di seguirvi fino al “mondo esterno” (o quasi: stiamo sempre parlando di un metro fuori dalla porta). Poi rientrate… e a quel punto tornate “amorfi”. Niente più bocconcini (o gioco, o coccole se sono questi i premi più ambiti).
Gradualmente dovrete arrivare a convincere il cane che le cose belle avvengono FUORI e non più dentro casa.

Consiglio numero quattro: cercare di far aumentare la sua autostima
Ultimo consiglio: cercate di fare in modo che il cane si senta sempre più figo. Più cresce l’autostima, più decrescono le paure.
Un eccellente metodo per migliorare l’autostima e la sicurezza in se stessi sono i giochi di attivazione mentale: più il cane riesce a risolverne, più ritiene di poter affrontare qualsiasi ostacolo… e questo, ovviamente, abbassa le sue paure.

porta2Una volta ottenuto che il cane esca di casa e trovi gratificazioni in questo primo passo, potrete gradualmente inserire gli step successivi, che in realtà sono ripetizioni del primo (il passaggio oltre la soglia), solo spostate nello spazio. Si comincia con un passo fuori, poi si va a due, tre, quattro passi… e così via. Nel frattempo la fiducia in voi si consoliderà fino al punto in cui il cane comincerà a pensare “vabbe’, se lo fa lui significa che non c’è pericolo”: e vi seguirà con fiducia anche nel mondo… purché vi ricordiate di andare per piccoli passi e soprattutto di non sottoporlo mai a  stress eccessivi (se la prima volta che accetta di uscire dal portone gli passasse davanti un TIR che strombazza, probabilmente la sua fiducia in voi crollerebbe ai minimi storici).
Invece vanno bene, anzi sono necessari, i piccoli stress che lui si sente in grado di superare, o che supera proprio grazie alla fiducia in voi.
Anche in questo casom aiutatelo ad imitarvi con sceneggiate di ogni genere. Mostra paura di fronte al cassonetto della spazzatura? Andate voi per primi ad “affrontarlo”, toccatelo, annusatelo e poi dite al cane “va tutto bene, possiamo passare!” (NON in italiano: usate la mimica corporea e facciale!).
E così via, conquistando proprio a minuscoli step il superamento della fobia e aiutandolo a superare, dandogli certezze e fiducia, tutte le sue paure.
Il segreto sta sempre nella gradualità: un piccolo stress alla volta aiuta il cane a gestire meglio le proprie emozioni (e a sentirsi più sicuro di sè ogni volta che lo supera), troppi stress tutti assieme lo convincerebbero che si stava decisamente meglio tra le mura di casa (o magari sotto il letto, o dietro al divano).
Come ho detto all’inizio, non posso garantirvi che tutto questo funzionerà con il vostro cane (che non conosco): però posso dirvi con certezza che il risultato (da zero a mille che sia) è indipendente dal motivo che ha reso il cane fobico. Molti altri suggerimenti si potrebbero dare conoscendo il suo passato e i suoi perché… ma quando non c’è modo di conoscerli (e spesso non li conoscono neppure i proprietari stessi), provare a seguire il mio “vademecum” di sicuro non può far danni. Se scopriamo che funziona… evviva!
Se non dovesse funzionare, converrà cercare un educatore o un comportamentalista BRAVO che vengano a domicilio, vedano il cane e riescano magari a suggerire qualcosa di più mirato.

Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico