lunedì , 20 novembre 2017
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Primavera: inizia la lotta ai parassiti. Proviamo i prodotti naturali!

di VALERIA ROSSI – Avete presente il classico tema da terza elementare: “E’arrivata la primavera”?
Credo che a tutti noi sia capitato di doverlo svolgere, e sono sicurissima che tutti abbiamo scritto cose come “E’ primavera! I fiorellini fanno capolino nell’erba, gli uccellini cantano sui rami, gli animaletti felici vanno in cerca di loro simili per fidanzarsi…” eccetera eccetera.
Se oggi una maestra mi riproponesse lo stesso tema, io credo che scriverei qualcosa come: “E’ primavera! Le prime zecche fanno capolino tra i peli, le pulci danzano allegre in cerca di sangue, i pappataci cominciano a svolazzare felici…” e avanti di questo passo, perché per i proprietari di cani “primavera” è sinonimo di “parassiti” e dell’eterna lotta per cercare di debellarli.
Facile? Basta un buon prodotto per levarsi il pensiero?
MAGARI!
Purtroppo bisogna fare molta attenzione alla scelta, perché alcuni antiparassitari sono troppo tossici per un cucciolo o per un cane anziano, altri vanno benissimo per il cane ma rischiano di ammazzarci il gatto, altri ancora sono in commercio da troppo tempo con la stessa formulazione e pulci e zecche vi si sono adattate, rendendoli assai meno efficaci di un tempo.
Partiamo proprio da quest’ultimo punto, ricordando che se questi cavolo di parassiti continuano ad infestare allegramente la cute dei nostri cani nonostante li si combatta ferocemente da anni, un motivo ci sarà. E il motivo è che sono delle dannatissime macchine perfette, capaci – tra le altre cose – di sviluppare difese efficaci contro i principi attivi di diversi prodotti.
Così l’antiparassitario che al suo apparire sul mercato faceva strage di pulci, dopo qualche annetto, comincia a non essere più altrettanto efficace: le pulci ci saltellano allegramente sopra, facendo “marameo” al povero umano che si illudeva di vederle cascare secche. E se la casa produttrice non corre ai ripari, tempo un altro annetto e si portano da casa il bagnoschiuma per farci dentro il bagno canticchiando.
L’ovvia reazione delle case farmaceutiche è quasi sempre quella di aumentare la dose di principio attivo: solo che una sostanza tossica, normalmente, è tossica per tutti. Parassiti, cani e pure umani. Il segreto sta tutto nelle proporzioni: la dose capace di far secca una pulce è (o dovrebbe essere) ben diversa da quella capace di intossicare un cane, per evidenti motivi di taglia. Tosta finché si vuole, una pulce è lunga da tre a otto millimetri e sembrerebbe decisamente facile avvelenarla senza causare alcun problema al suo ospite a quattro zampe: invece la cosa non è più così scontata, perché le capacità di resistenza di questi piccoli diavoli sono talmente elevate che oggi si rischia di non poterle ammazzare senza causare qualche effettino collaterale anche all’ospite (“effettino” si fa per dire, perché si va dalla semplice dermatite alle crisi convulsive e addirittura alla morte, soprattutto nel gatto).
Che fare, dunque?

nogattiInnanzitutto, si devono leggere con attenzione le etichette: quelli tossici per il gatto (soprattutto quelli a base di piretrine o piretroidi) riportano tutti l’avvertenza sulla confezione, o sotto forma di scritta inequivocabile (“Non usare sui gatti”) o sotto forma di immagine comprensibilissima (un vero e proprio “divieto di gatto” con tanto di cerchio sbarrato).
nogatti2Non accorgersi di queste avvertenze significa utilizzare gli antiparassitari con una leggerezza e una superficialità davvero inconcepibili, specie in chi poi sostiene di trattare i propri animali “come figli”.
Ma ai vostri figli somministrate medicinali o altri presidi sanitari senza dare neanche un’occhiata al foglio illustrativo? Mi auguro proprio di no!
Dunque, leggere attentamente le avvertenze è il primo passo per evitare guai: il secondo è ricordare che gli animali sono imprevedibili.
A una mia amica si è intossicato gravemente il gatto dopo che lei aveva utilizzato un prodotto solo per cani, fiduciosa nel fatto che il suo cane e il suo gatto si detestassero cordialmente e stessero sempre a distanza di almeno tre metri l’uno dall’altro. Ovviamente i due scelsero proprio il momento della somministrazione dell’antiparassitario per diventare amiconi: il gatto cominciò a coprire il cane di baci, strusciatine e leccatine… e finì di corsa dal veterinario, salvandosi per il rotto della cuffia. Postilla comica: la mia amica mi raccontò che il suo gatto, una volta ripresosi, tornò a mantenere grandi distanze dal cane, guardandolo pure con estremo sospetto ogni volta che lo incrociava per casa.
“Deve aver pensato che fosse velenoso”, fu la conclusione della proprietaria.

nogatti3Comunque: se basta un po’ di attenzione per leggere le etichette ed evitare problemi interspecifici, è molto più difficile prevedere gli effetti sgraditi che un prodotto può causare nel cane, anche usandone uno mirato proprio per la sua specie.
In linea di massima possiamo dire che gli effetti collaterali saranno sempre più importanti nei soggetti con difese immunitarie poco sviluppate… o già impegnate altrove (cuccioli, animali malati, anziani, cagne in lattazione e così via). Ciononostante, il problema dell’uso di sostanze attive in misura sempre crescente può causare problemi anche in soggetti sanissimi: quindi il mio consiglio è quello di dirottare sui prodotti naturali, anche se la loro efficacia è meno immediata e più limitata nel tempo.
L’olio di Neem è oggi il più diffuso, da solo o abbinato ad altri repellenti atossici: al naturale ha un odore decisamente sgradevole (non meraviglia che pulci, zecche e zanzare stiano alla larga!), ma ormai viene utilizzato in diversi prodotti industriali nei quali l’odore viene mitigato, pur lasciando inalterata l’efficacia.

Olio-di-NeemLa scelta è molto ampia, quindi non sto a fare nomi: se entrate in qualsiasi pet shop e chiedete un antiparassitario naturale ve ne proporranno moltissimi. Unica avvertenza: fate attenzione alle associazioni, perché spesso l’olio di Neem viene abbinato a piretrine o piretroidi per aumentarne l’efficacia, e in questo caso torna ad essere pericoloso per i gatti.
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ricerca Mariani – D’Andrea – ENEA) così si pronuncia a proposito dell’olio di neem: “Un rimedio atossico per l’uomo, le piante e gli animali, un millenario insetticida naturale (omissis) efficace nella lotta alle zanzare, sia come larvicida, sia come repellente, perché gli insetti non ne sopportano l’odore.”
Al momento è sicuramente il migliore e più sicuro repellente verso flebotomi, zanzare (che provocano la filariosi) pappataci (responsabili della leishmaniosi) e pulci : lo si può utilizzare sia sul cane che sul gatto.

ambienteRicordiamo infine che se abbiamo più animali in casa dovremo trattarli tutti contemporaneamente, altrimenti anche una sola pulcetta rimasta sul pelo di uno di loro potrebbe causare una reinfestazione generale nel giro di pochissimi giorni.
Infine: non dimenticate di trattare anche l’ambiente in cui vivete insieme ai vostri animali.
Ci sono in commercio diversi prodotti adatti e dall’odore gradevole, perché all’olio di neem vengono abbinate essenze altrettanto naturali, ma profumate (e spesso a loro volta sgradite ai parassiti).

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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