giovedì , 23 novembre 2017
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Multe per i cani senza guinzaglio… ma l’area cani non c’è

di VALERIA ROSSI – Cani liberi in città, spesso aggressivi e sempre pericolosi (anche quando pesano tre chili: non serve essere cagnoni per far danni facendo cadere un bambino o un ciclista): la risposta che sempre do quando mi chiedono consigli in merito è “chiamate i vigili, segnalate, chiedete che si faccia rispettare la legge”… e così via.
Però, santapupazza, ‘sti poveri cani da qualche parte dovranno pur poter correre e sfogarsi: e per chi vive in città l’unica risposta possibile è l’area cani (pur con tutti i problemi ad esse collegati).
Ora, che succede? Che a Bergamo (per la precisione, sul colle della Fara), come apprendiamo da questo articolo, le multe ai cani senza guinzaglio hanno cominciato a farle (non la polizia municipale, ma i Rangers d’Italia, un’associazione di volontariato riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente)… ma le aree cani NON ci sono.
area_cani_smallUn avvocato, Omar Hegazi, ha quindi aperto una petizione per chiedere che la città ne venga provvista, scatenando – ovviamente – polemiche di ogni genere tra cinofili e cinofobi: il che era anche prevedibile.
La cosa che lascia alquanto perplessi è il commento del vicesindaco e assessore alla sicurezza Sergio Gandi: «Fanno bene – ha infatti scritto – visto che i genitori dei bambini che frequentano i parchi in cui i cani sono lasciati liberi hanno paura e ce lo scrivono ogni giorno. In più, il nostro regolamento di polizia urbana vieta di lasciare i cani liberi nelle aree non riservate».
Neanche una parola sul fatto che però le aree riservate non esistano!
Cosa vorrebbe, dunque, questo signore? Che i cani vivessero perennemente al guinzaglio, senza aver mai la possibilità di sfogarsi, correre, giocare con altri cani?
Ci pregiamo di informarlo che una vita simile è proprio quella che maggiormente predispone i cani all’aggressività: i soggetti che non hanno modo di socializzare (cosa che NON si può certo fare al guinzaglio) né di dar sfogo alle proprie energie sono quasi immancabilmente destinati a diventare nervosi, irritabili e come tali potenzialmente pericolosi.
Dunque, certo che “fanno bene” i Rangers a fare le multe (di cento euro, nel caso specifico): ma fanno malissimo gli amministratori comunali a non fornire ai cittadini i servizi necessari al benessere dei propri cani, costringendoli così, di fatto, a violare leggi e regolamenti per evitare guai peggiori (come appunto quello di avere un cane asociale).
Visto che la libertà dell’uno finisce dove comincia quella dell’altro… vediamo di smetterla di fare figli e figliastri, visto che i cittadini cinofili hanno gli stessi diritti dei genitori “bambinofili” e in generale di tutti coloro che hanno paura dei cani. Prima di fare multe, dunque, si garantisca una vera libertà a tutte le parti in causa: dopodiché sarò la prima ad applaudire se qualcuno verrà multato se se ne infischierà e continuerà a lasciare il cane libero.
Però non si può neppure pretendere che per liberarlo si debbano fare mille chilometri… perché altrimenti verrebbe da dire: “I genitori si lamentano? Dite loro di portare i figli in campagna, fuori dal mondo e da qualsiasi pericolo” (che tra l’altro, un po’ d’aria pulita male non gli farebbe di sicuro…).

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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