venerdì , 24 novembre 2017
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Ti presento… Destiny

di FABIANA BUONCUORE e DAVIDE BELTRAME (parti in corsivo) – Ebbene sì, è arrivata.
Il suo nome da pedigree è “Xpressing Des-tiny”, proprio con il trattino: se è vero che il destino pare aver deciso per me quale sarebbe stata la mia nuova amichetta, è anche vero che nel suo nome doveva esserci un tributo a Piccolo (quindi ho voluto isolare la parola “tiny”, in inglese “piccolo”, appunto).
In famiglia è però solo “Destiny”, anche se non mancano appellativi di vario genere, quali “Destidesti”, “puzzola”, “bambolina” e financo “sgualdrinella”.
Ma cominciamo dall’inizio.
Partenza alle 7.30, Biba ci guarda con l’aria triste. Ma certo, vuole venire con noi a prendere la nuova cucciola! Di conseguenza le metto il collare con medaglietta e guinzaglio rosa e partiamo.

Biba vive con l’aria triste, tant’è che la chiamiamo anche “il tapiro”. Inoltre le 7.30 per lei sono notte fonda, ma Fabiana ha deciso che dovevamo portare anche lei… quindi si è unita a noi nel viaggio verso l’allevamento. Inutile dire che ha conservato la stessa presunta “aria triste” per tutto il viaggio. Sia di andata, che di ritorno.

Dopo un’ora e mezza siamo in allevamento, scendiamo lasciando Biba ad aspettarci in macchina e già vedo una testa color puzzola affacciarsi dal recinto, con le orecchiette tutte attente. L’allevatrice, Betta, mi lascia pescare dal mucchio selvaggio la belva da portar via, che una volta fuori dal recinto inizia a sgambettare felice.

Mai felice quanto Fabiana, che pur non potendo avere le “orecchie tutte attente” inizia a camminare a un metro abbondante da terra. La parte difficile era fare le foto, dato che sia quando è stata presa in braccio per “estrarla” dal mucchio, sia quando è stata posata a terra la puzzola in questione non stava ferma un attimo. Fateci caso, la maggior parte delle foto di cuccioli li ritraggono mentre dormono…

JpegDopo le faccende burocratiche e le ultime fondamentali raccomandazioni, soprattutto su quanto i border siano sensibili rispetto ai molossi e a fare attenzione a non trattarla come un cucciolo di rottweiler, la portiamo alla macchina, dove ci aspetta, ancora ignara, Biba.
La facciamo scendere per conoscere Destiny, ma dopo una rapida annusata decide di applicare il suo approccio tipico verso i cani: fingere che non esistano. Per Biba quindi di fronte a lei non c’è nessun cane e trova molto più interessante far le feste a Betta, che è un’umana nuova e di conseguenza interessantissima e simpaticissima.
Davide, proprio come era stato per la sua sorellina Samba, si posiziona sul sedile del passeggero con la cucciola in braccio ed io mi metto alla guida della sciuramobile.

Potrei dire che l’approccio “non esiste nessun cane qui” adottato da Biba sia conseguenza dell’esperienza avuta con Samba, dove si è dimostrata per l’ennesima volta Santa e Martire, ma in realtà ha sempre ritenuto molto più interessanti gli umani dei cani. Del resto in quel momento probabilmente ancora sperava – come fatto anche per i primi giorni con Samba – che l’esserino che le ronzava intorno fosse solo di passaggio.

Giocattolo1Durante il viaggio Destiny è quasi bravissima, così decidiamo di far tappa al negozio per animali: ho resistito mesi e mesi alla tentazione di comprare in anticipo gli accessori, quindi ora io e la bimba possiamo sbizzarrirci coi soldi di papà orso.
Con la cucciola in braccio e Biba al guinzaglio entriamo trionfanti, facendoci assalire dai commessi, che ormai mi conoscono bene, con grande gioia di Biba per le nuove attenzioni.

Nulla da dire sul viaggio, pur essendoci un’ora e mezza abbondante di macchina per tornare a casa la piccola si è agitata poco, non ha vomitato (e le affinità con Samba già da qui iniziavano a preoccuparmi…), in parte ha anche dormito nonostante tutte le novità che stava affrontando.
La “grande gioia” di Biba in realtà è stata una dura lotta per farsi notare: comprensibilmente i commessi si sono fiondati a salutare la cucciola, anche stupiti dal vedere Fabiana accompagnata da un cane che non fosse un rottweiler, mentre Bisturi tentava di farsi notare con una compilation di “versi da staffy”… indescrivibili a chi non conosca gli staffy. Le dure fatiche comunque hanno pagato, e così anche Bisturi è riuscita a prendersi la sua dose di coccole, e così per qualche minuto non ha più avuto l’aria triste.

GuinzagliLa prima tentazione è quella di buttarmi sui toni del rosa o viola, perché un cane nero per strada viene automaticamente considerato un maschio; poi vengo attratta dall’arancione, ed effettivamente pare star bene sul pelo; siccome anche la cucciola è tutt’altra roba rispetto a quello che avevo in mente io, mi fido dell’istinto e scelgo questi colori.
Al reparto cucce Davide sceglie saggiamente il materassino più economico per “testare” se la cucciola sia interessata a mangiarselo, mentre al reparto giochi Destiny sceglie uno scoiattolino sonoro.

La scelta dei colori ha visto da parte mia una sequela di facepalm tra rosa, viola, decorazioni varie, colori allucinanti e quant’altro: “vengo attratta dall’arancione” quindi va in realtà tradotto con “cerco un compromesso tra i colori che vorrei io e il suicidio di Davide”. La saggia scelta della cuccia in realtà è stato anche un diversivo per evitare di farmi dei lividi a forza di manate in faccia nell’assistere alla scelta di collare e guinzaglio. Ovviamente la scelta più economica non era solo per il rischio che mangiasse il cuscino, ma anche per l’eventualità dei bisognini, ben sapendo che 9 su 10 dei cuscini per cani sono assai difficili da lavare in caso di “danno”.
Ho comunque scelto un cuscino abbondante confidando nel fatto che qualora la cucciola non avesse gradito, ci avrebbe pensato Bisturi a usare il cuscino: per lei infatti l’unico parametro fondamentale è “basta poggiare il culo sul morbido”.
Sorvoliamo sulla scelta del giocattolo, perché descrivere la Sciurallevatrice e Addestratrice ENCI che fa annusare tutti i giocattoli presenti in negozio alla cucciola in attesa di una sua reazione per decidere “quale le piaccia di più” forse non sarebbe molto lusinghiero…

MedagliettaA quel punto mi catapulto al laboratorio di incisione delle medagliette, dove scopro che quella che piace a me è ovviamente la più cara. Sto per optare per una più economica, quando Davide si offre generosamente volontario per acquistare la più bella.

Più che offrirmi “generosamente volontario”, ho visto l’espressione di Fabiana appena puntata la prima medaglietta. Avete presente Po quando suo padre indossa l’armatura in Kung Fu Panda 3?

Kung-Fu-Panda-3-Official-Trailer-3-2

Inoltre, contrariamente a quanto temevo – visto che da giorni Fabiana pregustava la visita al negozio con la puzzola e fantasticava sui vari acquisti da fare – si era contenuta molto con le spese del “corredo” e si era guadagnata il sacrificio…

Raccattiamo gli acquisti e facciamo gli ultimi 10 chilometri fino a casa; una volta lì, prova collare e guinzaglio, che Destiny supera brillantemente: dopo una brevissima dubbiosità iniziale, decide che non è così terribile e si incammina fiduciosa accanto a me… per dove?

andreaPer la casa accanto alla mia, dove andiamo a conoscere i miei genitori e mio fratello. Papà le mette subito addosso i guanti in lattice (che indossa sempre quando lavora all’aria aperta: essendo medico, quelli sono i suoi preferiti), la smanaccia con un vocione spaventoso e la sbatacchia come si farebbe con un cucciolo di rott. Io tento di dirgli di fare più attenzione alla sensibilità di questa razza, ma lui mi ignora dicendo “bah”.
Per fortuna Destiny, dopo una lieve perplessità iniziale, capisce che quelle sono coccole e risponde bene alla terapia d’urto.
Mia madre, dopo aver concluso una telefonata, spunta da dietro una porta ed accoglie la piccola con la delicatezza che solo una mamma sa usare (peccato per i vari “cuccicucci” e “tenerinatuttadaspolparedibaci”, ma quelli credo di non poterli evitare da nessuna parte, almeno finché la cucciola non supererà i sei mesi).
Mio fratello tenta di fotografarla, ma Destiny ovviamente non sta ferma un secondo, per cui deve accontentarsi di qualche scatto approssimativo.

Destiny in realtà era un po’ perplessa durante il lunghissimo tragitto (50 metri, forse) e se Fabiana andava troppo oltre, la cucciola si girava preoccupata che io non ci fossi. Un po’ perché aveva fatto tutto il viaggio in braccio a me e quindi ero un pochino più rassicurante per lei, un po’ perché è un border collie, e un border collie non può tollerare che non si vada in gruppo.
Sulle coccole eravamo entrambi un po’ preoccupati: la famiglia di Fabiana è abituata ai cuccioli di rottweiler, che non si rendono conto (sono un po’ dei maxi-staffy, in quello), e avendo noi ricevuto mille raccomandazioni a ogni visita all’allevamento riguardo la sensibilità della cucciola, stavamo molto attenti a non essere troppo bruschi nei toni e nei gesti.
Forse eravamo un po’ troppo preoccupati noi, forse l’allevatrice ha preferito – giustamente – metterci “più in guardia” del necessario per evitare che sottovalutassimo il problema, fatto sta che la cucciola ha accolto ben volentieri le coccole e si è dimostrata comunque aperta alle novità.

levE una volta a casa? Una volta a casa succede una cosa tanto brutta, che ci spezza il cuore e ci lascia attoniti. Proprio sulla sua poltrona preferita troviamo acciambellato Lev, il nostro grasso grosso gatto rosso, che però non risponde al richiamo una, due, tre volte, finché gli mettiamo le mani sopra e scopriamo che è freddo e senza vita.
Così, apparentemente senza motivo.
Secondo la veterinaria un gatto così giovane poteva solo avere qualche problema congenito, forse al fegato, che lo ha fulminato improvvisamente. Fatto sta che ne rimaniamo devastati, e la povera cucciola passa temporaneamente in secondo piano. Sembra che in questo periodo debbano capitare tutte a noi. Destiny capisce che qualcosa non va e si mette in un angolino in silenzio.

Una volta trovato Lev, avrei voluto urlare dalla rabbia. Dopo Rebecca e Piccolo, ora anche lui…
Ma non potevo gridare perché la cucciola è sensibile e non dovevo rischiare di traumatizzarla appena entrata nella sua nuova casa.

Così siamo passati dalla gioia per il nuovo arrivo alla tristezza nel giro di pochi minuti: Lev era con noi da pochi mesi, lo avevamo adottato dopo che aveva vissuto per 4 anni nel cortile di una fabbrica dove non poteva più stare, aveva impiegato un mese buono a fidarsi di noi e ora che finalmente sembrava essersi ambientato e aveva iniziato a dimostrare perché la signora che se ne prendeva cura da randagio lo chiamasse “coccolino”, la natura se l’è portato via. Dopo tutte le ipotesi su come avrebbe accolto la cucciola, sul fatto che probabilmente avrebbe messo in atto la sua consueta impassibilità agli eventi, sul fatto che forse avrebbero fatto amicizia dato che tra gli animali di casa era quello più coccolone, la dura realtà.
Probabilmente è successo nel sonno, su quella poltrona che fin dai primi giorni in cui aveva iniziato a uscire dal trasportino era il suo giaciglio preferito e dove mille altre volte lo avevamo trovato acciambellato in quel modo, a dormire beato. E finchè non ci siamo avvicinati perchè non rispondeva al richiamo sembrava dormire anche questa volta, ma sapere che probabilmente non si è accorto di nulla non è di gran conforto.

Quando succede così all’improvviso, quando la sera prima hai visto un tuo animale girare per casa come sempre e il giorno dopo lo trovi così, senza nemmeno averlo potuto salutare, hai sempre il cruccio se avresti potuto fare qualcosa di più, se hai sbagliato qualcosa, se era possibile prevedere in qualche modo la situazione… ma forse la verità è solo che la natura, il destino o chi per essi a volte decide di darti delle batoste da cui puoi solo cercare di rialzarti.

scoiattoloDestiny ha mostrato parte della sua sensibilità capendo subito che era cambiato qualcosa e mettendosi un po’ in disparte, mentre Bisturi ha confermato di avere l’empatia di un sasso reclamando la sua razione di cibo.
Dopo qualche ora cerchiamo di riprenderci perché abbiamo la piccola da accogliere e far ambientare, e così lei inizia ad esplorare la casa ed il giardino. Sono le due del pomeriggio e mi piazzo fuori con Destiny nella speranza di farle fare la pipì fuori: alle cinque e mezza, dopo aver coraggiosamente affrontato il tosaerba di mio padre, mentre le cagne del vicino che ci abbaiano contro ci fanno ancora paura, finalmente riusciamo nell’intento, facciamo tanti giochi e prendiamo anche tanti bombi, e poi rientriamo in casa.

Destiny sembra decisamente coraggiosa: anche se al primo “bau” delle due cagne del vicino è corsa via più veloce di quanto le sue zampe consentissero, il tosaerba – sempre tenuto a debita distanza – più che altro la incuriosiva.
Gran parte del merito va dato al lavoro fatto dall’allevatrice, dato che la cucciola a gran parte degli stimoli ambientali era già stata preparata e quindi non si fa problemi ad esempio a superare le grate, diversi rumori le sono già noti e non la preoccupano, supera senza grosse remore i piccoli ostacoli come può essere magari un piccolo dislivello o i cambi di superficie. Sono quelle “piccole cose” che ti fanno apprezzare chi lavora seriamente nelle prime settimane di vita del cucciolo.

È ora di imparare ad usare il kennel, così facciamo un po’ di pappa dentro, poi beviamo, poi ci accucciamo. Fuori dal kennel.
Prendo la bimba, la rimetto dentro, e lei esce e si accuccia accanto a me. Mi siedo vicino alla porta della gabbia, la rimetto dentro, e lei si accuccia attaccata a me, ma dal lato opposto. Al tentativo successivo mi si accuccia in braccio, a quello dopo accetta di mettersi in kennel ma con la testa sulle mie gambe, finché alla fine, stremata, si rassegna. Mi allontano in punta di piedi, e dopo cinque minuti la troviamo accucciata in mezzo al pavimento del soggiorno.

Conoscere a memoria l’articolo “il kennel, questo sconosciuto” ha aiutato noi nell’approccio, peccato che Destiny ancora non sappia leggere e dobbiamo adeguarci ai suoi tempi.
Confidiamo nel fatto che Bisturi sia una buona maestra (lei adora i kennel e li usa sempre per dormire… e dorme tanto!), anche se – probabilmente memore dell’esperienza con Samba – Biba al momento ignora il più possibile la cucciola, facilitata dal fatto che Destiny al momento sia più interessata alla nostra compagnia che a conoscere la sua “mamma adottiva”. In questo è decisamente diversa da Samba, con grande gioia di Biba. Confrontare la prima puntata del “Caro Diario” per capire meglio quanto grande possa essere la suddetta gioia.

inbraccioSegue una serata/nottata di pipì, pupù, naturalmente a spruzzo per lo stress del cambio casa (e probabilmente per il bombo della pipì fuori, che era un pezzo di wurstel a cui lei non è ancora abituata), piopiopio, giochiamo, visto che non capisci che voglio giocare mi arrampico sul letto e ti metto lo scoiattolo in mano (tutta sua madre); nanna, altre tre pipì e spruzzate varie per il pavimento fino alle cinque e mezza del mattino, nanna mentre mamma e papà raccattano, lavano e disinfettano; altre pipì, cacche che cominciano a ridiventare solide, piopiopio, giochiamo a correre su cacca e pipì così facciamo un bel disegno per terra, mamma porta fuori la belva a giocare così papà può ripulire di nuovo tutto e disinfettare, al ritorno laviamo le zampine da caccapipìpauta e tentiamo di tornare a letto. Alle nove del mattino però siamo di nuovo tutti belli pimpanti e pronti a ricominciare ad uccidere lo scoiattolo.

Se avete avuto un cucciolo, questa cronaca della “prima notte col cucciolo” probabilmente vi suona famigliare. Se non ne avete mai avuti, probabilmente avrete letto qualche cronaca simile. Perché rassegnatevi, la prima serata/nottata col cucciolo è semplicemente una lotta a chi scarica prima le batterie. E inevitabilmente le scarica prima l’umano.
Alle nove del mattino, Destiny era bella pimpante: noi assomigliavamo più a dei personaggi di The Walking Dead. E non parlo dei sopravvissuti.

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