venerdì , 17 novembre 2017
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Fare il cane non è peccato!

di VALERIA ROSSI – Altra interessante email, che mi fa piacere pubblicare e commentare con voi:

Vorrei raccontare un aneddoto che mi è capitato in questi giorni. Io ho tre compagni pelosi: un bovaro di 5 anni mononeuronale, una bassotta acida zitellosa di 10 anni e una “cosa ” che dovrebbe essere una labrador di 11 mesi, ma è solo quello che è scritto sul pedigree perché in realtà è Taz, il diavoletto della Tasmania.
Ordunque… avendo io una panetteria con forno annesso ho orari di lavoro di circa 12 ore, ma nella pausa pranzo è un doveroso piacere uscire con i tre soprannominati per un gran giro nei boschi. Viviamo in un paesino di poche anime (la maggior parte anime str°°nze…) e per fortuna ho i boschi a tre minuti di strada.
I miei cani escono al mattino in cortile giusto per due giochi veloci e per sporcare: poi, pomeriggio e sera, mega camminate! Sono tutti in ottima salute, alimentati con dieta casalinga e felici. Sì, sono cani felici e sereni e tanto mi basta: ma nei giorni scorsi mi sono sentita tacciare di pseudo-maltrattamento perché con i miei cani non faccio NULLA. Soprattuto con la labrador, che è piena di voglia di vivere e di fare. Ora… partendo dal presupposto che è un labrador e quindi, che piaccia o no, è un cane da CACCIA… lei ogni pomeriggio si fa due ore nei boschi annusando millemila odori e si fa mega nuotate nel fiumiciattolo che troviamo a pochi passi da casa. Quando arriviamo a casa i cani sono piu stravolti di me (be’, non proprio… camminare due ore al giorno nei boschi un pochino me fa stanca…) e crollano sui divani dormendo fino a ora di cena. Non credo proprio di maltrattarli! Sgambano in zone ricche di odori di animali selvatici, nuotano e si conciano da schifo, però sono felici!
Io non ho il tempo né, onestamente, la passione per le discipline con il cane: e poi ne ho tre di tipologie molto diverse, quindi preferisco fare le mie passeggiate. Trovo ingiusto sentirmi dire che i miei cani “non fanno nulla”: i miei cani fanno i cani! Vogliamo parlarne?

farecane1Ehhhh SI, che vogliamo parlarne!
E vogliamo dire che le discipline sportive, nella stragrande maggioranza dei casi, servono proprio agli umani che non hanno la possibilità di far fare ai loro cani una degna “vita da cani”.
Tolto quel 10% (a dir tanto) di gente che vi si dedica professionalmente, che si muove a livello agonistico, che vive per le gare e per la coccarda… per tutti gli altri le discipline sportive sono una simulazione del lavoro per cui i cani sono selezionati: finta difesa (IPO), finta caccia (working test, prove di tana ecc.), finta pastorizia (sheepdog e triebball) e così via. Alcune poi, non simulano nulla e sono soprattutto modi divertenti per far sfogare al cane le proprie energie, oltre che per dare un senso al rapporto cane-uomo (agility, disc dog, dog dance e chi più ne ha più ne metta).
C’è qualcosa di male in tutto questo? Certo che no! Abbiamo portato il cane in una società che non gli permette più di esprimere le proprie doti naturali e va benissimo che gli mettiamo a disposizione delle alternative: ma chi ha la fortuna di poter far “fare il cane” al proprio cane… di sostituti e palliativi, semplicemente, non ha bisogno.
O meglio: il suo cane non ne ha bisogno!
L’umano magari sì: gli possono servire per costruire un buon rapporto, gli possono offrire qualche momento di piacevole alternativa alla routine quotidiana, possono anche soddisfare il suo desiderio di “vincere qualcosa”, se va in gara. Ma se un umano non cerca nulla di tutto questo – magari perché ce l’ha già! -, come si può criticarlo se permette ai suoi cani di “fare i cani” e se si gode semplicemente la possibilità di stare al loro fianco mentre lo fanno?

farecane2Guardate che è un filino aberrante, eh.
E’ un po’ come prendere uno che vive al mare, e che ogni mattina si fa qualche chilometro di nuoto sentendosi una cosa sola con l’acqua, e dirgli “ah, ma devi venire in piscina, se vuoi divertirti davvero!”.
Faccio questo esempio perché è successo proprio a me, quand’ero ragazzina e mi facevo davvero, ogni giorno, una lunga traversata da un molo all’altro.
Ero in pace col mondo, quando nuotavo così: mi sentivo leggera, senza un pensiero, mi sentivo un pesce nell’acqua e non fuori da essa, come ogni tanto mi capitava in altre occasioni. Quando due amiche piemontesi mi convinsero ad andare con loro in piscina, perché secondo loro era “tutta un’altra cosa”… dovetti dar loro ragione: era tutta un’altra cosa, ma non certo in senso positivo. Era abbastanza divertente anche quello, per carità: ma per la serie “meglio che niente”.
E penso che questo valga anche per i cani: meglio che niente, facciamo pure IPO o agility o dog dance.
Si divertono, stanno con noi, collaborano con noi e sono sicuramente felici anche così, perché i cani hanno questa meravigliosa capacità di godersi tutto: ma “fare i cani” è sicuramente un’altra cosa… e stavolta sì, proprio in senso positivo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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