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Il cuggino cretino

di VALERIA ROSSI – Ho trovato su FB questa immagine senza altri riferimenti ed ho sperato subito che fosse una bufala: invece no. La “notizia” (si fa per dire) è stata pubblicata da diversi quotidiani, da quelli toscani (il fatto è avvenuto a Grosseto) a quelli di altre regioni, fino alla Sicilia.

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Evidentemente i giornalisti hanno preso per buona la “classica lezione di giornalismo” di cui si parla in questo occhiello (se un cane morde un uomo non fa notizia, se un uomo morde un cane sì), che però funzionava solo cinquant’anni fa: oggi sono i cani mordaci a finire in prima pagina, mentre il fatto di questi giorni è stato trattato più come una parentesi comica che come una vera notizia.
Come cambiano i tempi, eh?
Non cambia mai, invece, l’imbecillità degli umani:  infatti questo emerito “cuggino cretino”, stando a quanto riferiscono i giornali, ha “punito” il suo cane – un pit bull – per essere andato ad “infastidire” alcune persone in attesa del treno alla stazione di Grosseto.
Quasi tutte le testate riferiscono che il cane era senza guinzaglio, che non aveva fatto assolutamente niente di peggio che annusare qua e là, che il padrone l’ha richiamato e, non appena il cane ha obbedito, l’ha morso violentemente tra collo e orecchio, facendolo guaire disperatamente.
A questo punto i viaggiatori in attesa hanno chiamato la Polfer, subito intervenuta: ed è stato proprio agli agenti che il genio ha dichiarato di averlo fatto perché il cane “deve capire chi è il capobranco”.
E chi è, sto capobranco?
Un cuggino cretino, appunto. Uno che lascia il cane senza guinzaglio e poi si incazza se il cane va curiosando in giro; uno che richiama il cane e punisce la sua obbedienza, aggredendolo quando arriva (così rischia di giocarsi il richiamo per sempre, come sa chiunque conosca giusto l’ABC della cinofilia); uno che dà giustificazioni da perfetto cuggino a una violenza gratuita, per di più inutile e sicuramente inefficace (il cane penserà infatti di essere stato punito perché è tornato da lui).
Ma la cosa ancora più triste, in fondo, è il fatto che la Polfer si sia limitata a controllare documenti e microchip,  assodando che il cane era di proprietà del pirla e che aveva tutta la documentazione in regola. FINE.
E una bella incriminazione per maltrattamento di animali, no?!?
Un bel sequestro del povero pit bull che ha avuto il solo torto di comportarsi da cane, neanche?
Purtroppo pare di no.
La maggior parte dei giornali, dopo aver riferito la notizia, non fa alcun commento: dicono che è stato assodato che il cane è del cuggino cretino, e si fermano lì… come se il fatto di essere legalmente proprietario di un cane ti autorizzasse a maltrattarlo impunemente.
Solo Carlo Barbieri, scrittore siciliano che ha riportato a sua volta la notizia su Fattitaliani.it, chiude con un commento da standing ovation:

Beh, se le cose stessero veramente così, capirei la riluttanza di un fiero pitbull a riconoscere come capobranco un asino. E mi sarebbe piaciuto se un agente della Polfer avesse morsicato il padrone del cane fra l’orecchio e il collo per fargli capire che lui era ancora più capobranco.
Forse c’è ancora qualche speranza per il giornalismo italiano…

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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