mercoledì , 22 novembre 2017
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Ciao Darwin: attacchi da comiche

di VALERIA ROSSI – No, vabbe’… stavolta certe prese di posizione non le capisco.
La “prova di coraggio” dell’ultima puntata di “Ciao Darwin” consisteva nell’attraversare una specie di arena con un costume da Mondioring (e pure con un casco in testa) e nel venire attaccati contemporaneamente da un pastore tedesco e da un rottweiler.

ciaodarw_bonolisOvviamente Bonolis fa tutto il pippone iniziale sull’immane pericolosità della prova (cosa che peraltro fa ad ogni “prova di coraggio”, fin dalla prima trasmissione andata in onda nel ’98)… e mettiamo pure che qualcuno ci creda, dài (anche se il “qualcuno” che crede a tutto ciò che vede in TV dovrebbe farsi una bella dose di Sveglin): resta il fatto che i cani, anche a non volere o a non saper vedere che stanno palesemente “giocando a mordere” (scodinzolano tutti allegri e goduti), non danno proprio per niente l’immagine delle “belve aggressive“.
Al termine della prova sostenuta dalla “bella” Bonolis spiega anche che si tratta di animali meravigliosi e buoni, “addestrati a far questo”: ma il “questo” non sembra poi così terribile, visto che tra il pubblico viene inquadrata soprattutto gente che sghignazza.

ciaodarw3Nella prova della “brutta” i cani sono ancora più mosci: hanno capito che ‘sti figuranti (perché per loro questo sono le due tipe) non valgono una cicca.
Il rottweiler addirittura molla la prima presa per andare a mordere vicino al pt, che a sua volta gli lascia il posto e poi sembra non saper più che fare (gironzola intorno alla “brutta” chiedendosi palesemente che cavolo stia facendo invece di combattere e di farlo divertire un po’).
Ovviamente il “pepe” nella vicenda è dato dalla sciura che, al contrario dell’altra concorrente che si lamenta solo del peso della tuta (e la capisco benisssssssssssssimo… io ho provato a indossarla una volta e mi muovevo come l’omino Michelin), comincia a urlare AIUTOOOOO salvatemiiiii!!!… ma una volta “soccorsa” resta lì spiaccicata a mo’ di balena spiaggiata e deve essere rimessa in piedi dai conduttori dei cani.
‘na roba assolutamente troppo demenziale perché qualcuno possa aver pensato male dei poveri animali, che hanno fatto semplicemente un attacco sportivo.
Voglio anche vivamente sperare che nessuno si sia bevuto la storia della tuta che avrebbe potuto lacerarsi: indipendemente dalla cultura cinofila che il telespettatore medio sicuramente NON ha, ragion per cui non è tenuto a sapere che le tute da Mondio non le distrugge manco una tigre del Bengala… si presume che due neuroni in croce li possegga qualsiasi sciura Bonolis-dipendente.
E ritengo che qualsiasi sciura sia in grado di chiedersi se Mediaset rischierebbe mai di andare in causa contro un concorrente che dovesse farsi anche una semplice sbucciaturina durante una di queste “prove di coraggio”.
Al di là di ogni possibile equivoco sulla “pericolosità”, comunque, resta il discorso “immagine dei cani”: ma non credo che sia proprio questo il caso in cui si possa parlare di brutta immagine delle due razze, o di aver passato un cattivo messaggio.
I cani hanno fatto la stessa identica cosa che si può vedere in una qualsiasi prova di Mondioring, senza che nessuno sollevi polveroni: si sa che i cani addestrati a mordere esistono, si sa che vengono usati in polizia, si sa pure che sono belli pesantini e che se ti arrivano sul groppone ti stampano per terra (anche senza bisogno di mordere, volendo).
ciaodarw2Sinceramente, pur essendo sempre molto attenta a tutto ciò che può nuocere all’immagine di un cane, stavolta io ho visto solo spettacolo: anche un filino penoso, volendo (la sciura spiaggiata nun se poteva guarda’, diciamolo), ma proprio solo spettacolo.
Di critiche a “Ciao Darwin”, poi, ne potrei fare a bizzeffe: è un programma sessista, irrispettoso, talmente a base di tette e culi che personalmente ho smesso di guardarlo da tempo, non essendo interessata agli oggetti di cui sopra.
Però va anche preso per quel che è: una trasmissione tra il goliardico e il tamarro, condotto da uno che il mestiere lo conosce fin troppo bene, tutta clamorosamente fasulla ma a tratti anche divertente.
E divertente io l’ho trovata, ‘sta “prova di coraggio” che ha suscitato una marea di polemiche del giorno dopo: molto più numerose di quelle sorte dopo programmi ben peggiori, nei quali davvero si mettevano cani, conduttori, addestratori & C. sotto una pessima luce.
Qui l’esasperazione della “tragicità” è stata talmente evidente da non poter ottenere altro che l’effetto comico voluto: e sinceramente non sono proprio riuscita a trovarci nient’altro.
L’unica critica che mi sentirei di fare è proprio al fatto che i cani si sono divertiti troppo poco: sono certa che Samba, dopo un attacco così, mi avrebbe fatto il gesto dell’ombrello.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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