martedì , 21 novembre 2017
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Smanacciate in testa: se il cane reagisce, lui ha ragione… ma il proprietario no!

di VALERIA ROSSI – Dopo la riproposizione su FB dell’articolo sugli “incazzing signals”, alcuni commenti mi hanno lasciato un filino perplessa e non vorrei che ci fosse stato un fraintendimento iniziale.
Cioè: è vero che gli umani dovrebbero imparare a “leggere” i cani e che dovrebbero sapere tutto ciò che non va fatto quando se ne vuole approcciare uno; è altrettanto vero che il cane ha tutte le ragioni del mondo se, venendo approcciato in modo scorretto, si sente minacciato e ha una gran voglia di reagire malamente… ma questo non lo autorizza a farlo davvero!
O meglio: è autorizzato a reagire il randagio senza padrone, senza educazione, senza regole. Lui si comporta da cane guidato solo dal suo istinto: se si sente aggredito e morde, fa benissimo.
Le cose, però, cambiano drasticamente se a quel cane sta attaccato un guinzaglio, e a quel guinzaglio sta attaccato un umano: in questi casi la responsabilità diventa tutta sua… e se un cane di quell’umano ha reazioni violente ad un qualsiasi approccio, fosse anche il più scorretto, allora quell’umano ha commesso errori gravissimi.

cane-panteraIl caso più grave in assoluto è quello in cui il proprietario è contento che il cane sia aggressivo: qualche volta inconsciamente, a volte – purtroppo – anche consciamente. C’è gente che ritiene che avere un cane “da difesa” significhi portare in giro una specie di belva assatanata pronta a staccare la manina a chiunque gli faccia una carezza. Ma anche se fosse la carezza più sbagliata del mondo, come la classica smanacciata sulla testa, se il tuo cane reagisce mordendo significa che tu non sei stato capace di educarlo, o non hai voluto educarlo. E se nel primo caso sei un incompetente, nel secondo sei un pirla.
“Cane da difesa” significa cane capace di difenderti dai malintenzionati: non dalla sciura ingenua che smanaccia il dogo argentino “perché è bianco, quindi dev’essere buono”, né dal bambino a cui piacciono i cani e quindi va ad abbracciarli tutti (nel qual caso anche i genitori dovrebbero farsi un esamino di coscienza).
Se hai bisogno di un cane che ti protegga da sciure e bambini, guarda che hai un problema serio. Sei tu che hai un pessimo rapporto col mondo.
Se invece pensi che un cane non sappia distinguere tra una situazione di pericolo e quella in cui qualcuno vuole solo fargli due coccole, e quindi preferisci che tenti di mangiarsi chiunque si avvicini, sappi che sbagli di grosso. Il cane distingue eccome… ma anche se non ne fossi convinto, ricordati che la soluzione migliore è quella di addestrarlo in modo che attacchi (se è il caso) solo a comando, e non certo quella di renderlo diffidente e aggressivo contro tutto e tutti.

carezze in testa2L’altro errore classico è quello di non socializzare il cucciolo, o di socializzarlo poco e male. C’è chi si lascia convincere a percorrere questa strada da certi furboni che allevano cani da guardia e raccomandano di “fargli conoscere solo il proprietario”; c’è chi non sa neppure cosa sia la socializzazione (e a me vengono le bolle vedendo quanta gente si prende un cane senza conoscere neppure l’ABC della cinofila); c’è, infine, chi dà retta al veterinario esageratamente scrupoloso che si raccomanda di non far uscire il cane finché non ha finito tuuuutte le vaccinazioni (precauzione inutile: dopo una settimana dal primo vaccino il cucciolo ha gli anticorpi attivi e funzionanti) e lo tira fuori di casa solo a quattro o cinque mesi, quando la fase di socializzazione è finita.
In ognuno di questi casi si può avere un cane diffidentissimo, che mal sopporta gli umani sconosciuti e che potrebbe reagire mordendo anche al semplice “pat pat” sulla testa. Di nuovo colpa dell’umano, che anche avendo commesso questi errori dovrebbe precipitarsi a rimediare, almeno desensibilizzando il cane nei confronti dei gesti più comuni.
Tutti i cuccioli vanno non solo socializzati a dovere (e cioè verso adulti, bambini, persone di colore diverso, di sesso diverso, con abiti diversi eccetera): vanno anche abituati a capire la differenza tra gesti aggressivi e coccole (soprattutto da parte dei bambini, che a volte sono particolarmente irruenti). Vanno abituati a sopportare le pacche sulla testa, così come gli abbracci e i baci: tanto si sa che arriveranno, perché si sa che di cultura cinofila, in giro, ce n’è troppo poca.
Stiamo “producendo” migliaia di educatori cinofili, ma solo pochi di essi si dedicano davvero ad “educare” i cani dei clienti: perché educare significa “far sì che il cane impari a rispettare le regole della nostra società”, e la regola numero uno, la Regola maiuscola un assoluto, è che la gente non si morde. Neppure quando si ha ragione di incavolarsi perché la gente si comporta in modo assurdo.

carezze in testaQuesto va insegnato al cucciolo fin dai primissimi mesi di vita: tocca sopportare gli umani maleducati e smanacciatori, tocca sopportare i bambini casinari, tocca sopportare le sciure abbracciatrici.
Va bene fare la faccia schifata, va bene cercare di evitare, ci può stare anche un brontolio di disapprovazione: ma il morso no. E’ vietato, è tabù, non si fa per nessun motivo al mondo.
Se non siamo stati capaci di educare il cane a questo – o se non abbiamo voluto educarlo – non possiamo portarlo in mezzo alla gente. Oppure possiamo portarlo, ma con la museruola (attrezzo che fa tanto “kanekattivo”, lo so: e questo è brutto. Però tiene solitamente lontani anche gli smanacciatori coatti, e questo è ottimo).
Insomma: è nostro dovere, è nostra precisa responsabilità crescere un cane socievole e capace di reggere lo stress dovuto agli approcci alla carlona. Non si può alzare le spalle e dire “ha ragione il cane”: perché è vero che ha ragione, ma è anche vero che l’abbiamo portato a vivere in una società ingiusta, spesso stupida e sicuramente innaturale. E lui deve adeguarsi, che gli piaccia o meno.

carezze in testa3E’ evidente che dovremo anche fare in modo che gli piaccia… o almeno che non gli dispiaccia troppo: quindi la “sopportazione” andrà “costruita positivamente”, facendolo per esempio accarezzare sulla testa e subito dopo premiare.
Lo si farà approcciare da un bambino strillante, gli si dirà “NO!” se ringhia e lo si premierà se rimane tranquillo… e così via.
Se si comincia col cucciolo piccolissimo, non si rischia nulla e si ottengono risultati sicuri.
Non sarà sempre possibile far sì che il cane ami approcci del tutto folli come quelli della sciura che lo prende per le guancie e lo stropiccia (io queste le morderei anche quando lo fanno ai bambini…), ma è sempre possibile far sì che lui pensi “Okay, se sto bravo mentre ‘sta scema mi tortura poi mi arriva un bocconcino”.
Insomma, anche costruire l’educazione a non mordere chi dovrebbe proprio essere morso è un lavoro da fare. E bisogna assolutamente farlo, visto che nella nostra società aver ragione non basta!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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