giovedì , 23 novembre 2017
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Guerra alle cacche…ma ai bocconi avvelenati non pensa mai nessuno

di DAVIDE BELTRAME – E’ da un paio di settimane che nel comune di Gazzaniga sono stati introdotti agenti in borghese e fototrappole. Per quale grossa minaccia, direte voi? Ebbene, per le cacche dei cani. Questo stando all’articolo apparso su BergamoNews a fine Marzo.
In realtà, leggendo l’articolo e non solo il titolo (che recita testualmente “Agenti in borghese e fototrappole per tenere pulite le strade dalla cacca dei cani“) si scopre che il procedimento è atto a tenere pulite in generale le strade, quindi si vuole punire anche chi non fa la raccolta differenziata, lascia la spazzatura per strada e così via.

cacca_aperTutto molto giusto, sia chiaro: sappiamo bene che la maggior parte dei paesi e delle città italiane ha problemi di pulizia delle strade, ed è anche giusto responsibilizzare quei padroni che non raccolgono i bisogni dei propri cani; visto che a quanto pare far leva sul senso civico non basta, ben venga anche la sorveglianza. La prima domanda che mi sono posto leggendo l’articolo in questione, però, è stata (e ditemi pure che in questo caso sono benaltrista): com’è che per le cacche si sprecano a mettere videocamere, fototrappole, addirittura agenti in borghese…mentre non si legge mai di contromisure simili per proteggere i cani, prima di tutto dagli avvelenamenti?
Quante volte leggiamo di bocconi avvelenati trovati nei parchi, nelle aree cani, in luoghi comunque frequentati (anche perchè chi piazza i bocconi avvelenati non va solitamente a piazzarli in posti sperduti) ? Quante volte in compenso abbiamo sentito adottare contromisure, o meglio ancora misure preventive per evitare certi atti? Davvero le amministrazioni comunali vedono i padroni di cani più come dei “bancomat” a cui appioppare multe, piuttosto che cercare di prevenire atti di delinquenza?
La domanda, se pensiamo solo a quante volte i comuni non abbiano nemmeno provveduto alla bonifica di aree dove i cittadini avevano segnalato la presenza di bocconi avvelenati, diventa alquanto retorica.

bocconi_evIn molti probabilmente conosceranno la petizione “Giustizia per Sasha”, lanciata dal padrone di Sasha, un border collie morto proprio a causa di un boccone avvelenato a fine gennaio. Nella stessa zona peraltro sono stati vittima dei bocconi altri 4 cani.
Lo scopo della petizione è chiedere un inasprimento delle pene per gli avvelenamenti dolosi, portando la pena a un minimo di 10 anni di reclusione e multe a partire da 50.000 euro (ora la pena prevista è di 2 anni, del resto si sa che le pene in materia di maltrattamento animale nel nostro Paese sono ridicole) e sta avendo fortunatamente un buon riscontro in termini di firme raccolte e di recepimento, ma il fatto che un privato cittadino sia dovuto “partire dal basso” con una petizione online per farsi sentire, perchè il problema non sfiora a quanto pare minimamente le istituzioni, è deprimente.
La petizione chiede anche che vengano istituiti maggiori controlli sulla vendita (sia al dettaglio che online) di sostanze velenose: pienamente sensato anche perchè, anche ammesso che qualcosa si muova, anche ammesso che le pene vengano poi davvero inasprite, se non si fa nulla  per cogliere sul fatto chi si macchia di certi gesti, rimarrà tutto puramente teorico. Purtroppo però c’è chi prepara bocconi letali anche senza bisogno dei veleni, ma se le fototrappole e gli agenti in borghese venissero usati anche per controllare i parchi e le aree cani, magari qualcuno ci penserebbe due volte prima di buttare esche. Certo, il provvedimento adottato dal comune di Gazzaniga potrebbe avere anche questa funzione, ma quanto tempo ci vuole ancora prima che si pensino soluzioni specifiche e che abbiano come scopo principale colpire chi prepara e piazza le esche avvelenate, e non soluzioni che raffigurano negativamente i proprietari dei cani (davvero a Gazzaniga nessuno raccoglie le cacche?), rischiando di aumentare ancor di più la cinofobia che già si riscontra ogni giorno (proprio in tema di cacche, c’è chi viene preso a male parole perchè il suo cane sta sporcando, anche se il proprietario è munito di sacchetti e sta per raccogliere i bisogni).

I problemi del Paese però sono altri, quindi difficilmente le cose cambieranno, almeno a breve termine, perchè i nostri politici pensano solo a problemi di rilevanza nazionale (ricordate l’interrogazione parlamentare per una partita di calcio, lo scorso anno?); quindi per ora, occhio a dove il vostro cane sporca, e soprattutto attenti ai bocconi.
In attesa che ci si occupi del problema, chiudo con questa battuta relativa nello specifico al referendum di ieri, ma che mi sembra molto azzeccata riguardo alle priorità dell’Italia in generale…

referendum

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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